web analytics
   

SPECIALE – TIE-IN TOP TEN – Commodore 64 (2° Parte)

VISUALIZZATO 2.001 VOLTE

 
Print Friendly, PDF & Email

Continua lo speciale dei migliori Tie In realizzati per Commodore 64: questa volta parleremo di sei titoli decisamente interessanti che non mancheranno di “emozionare” tutti coloro che hanno avuto la fortuna di giocarci all’epoca sull’indimenticata macchina Commodore…

Robert Grechi
 

RAMBO III – Ocean (1988)

Il terzo episodio della saga con Sylvester Stallone come protagonista, arriva su Commodore solo come secondo titolo della saga in quanto, come è ovvio aspettarsi, il primo era troppo antecedente all’epoca videoludica più propizia.
Il precedente tie-in Rambo – First Blood Part 2 (tanto per NON creare problemi di continuità con i titoli) era un prodotto abbastanza riuscito in visuale isometrica. Stessa sorte estetica per questo terzo seguito, con l’aggiunta la componente grafica in Hi-Res che rende tutto ancora più tozzo (soprattutto gli sprites) ma ben definito. Molto buono il risultato finale del gioco, anche se comunque il marchio di fabbrica nella costruzione di un gameplay standard della Ocean rende tutto appetibile ma poco sostanzioso.
Una sezione successiva si svolge in FPS style! Oltre a questo il comparto tecnico offre una sonorizzazione del mitico Jonathan Dunn con il brano della schermata titoli classificabile come killer-track.


 

BLUES BROTHERS – Titus (1990)

Blues Brothers è l’ennesimo titolo che ha aspettato parecchio tempo prima di uscire in formato videogioco (ben 10 anni). Sotto licenza Titus, il gioco concentra tutti i suoi sforzi in un platform/puzzle game spingendo al massimo il gameplay.
Come la trama del film suggerisce, i due fratelli dovranno muoversi in intricati livelli, inseguiti dalle forze dell’ordine cercando nel contempo di recuperare i loro strumenti musicali, necessari per eseguire il loro concerto benefico a favore dell’orfanotrofio nel quale sono cresciuti!
Pur non avendo di fronte un Creatures o un Hawkeye, il gioco gode di ottima giocabilità che comprende la possibilità di giocare con Jake o Elwood, otto livelli d’ambientazione variabile ed un crescendo di difficoltà notevole. Personalmente trovo questa versione più soddisfacente di altre (ad esempio della versione NES con tonnellate di colori in più ma un gameplay discontinuo).


 

BATMAN – Ocean (1990)

Film e videogioco campioni in egual misura: incassi al botteghino e di vendita copie che hanno segnato il record nel loro genere ed una qualità condivisa da ambo le parti.
Come nei precedenti tie-in della Ocean, il gioco è una summa di quanto fatto in precedenza: sezioni platform, di guida e puzzle costituiscono il gioco, seguendo però molto rigidamente la trama del film e risultando in questo modo pertinente alla fonte e allo stesso tempo dinamico nel gameplay.
Notevole il recupero estetico dark del film (a cominciare dalla scatola nera/oro, con tanto di adesivo del logo), nella grafica e nell’ambientazione. Come per Robocop, il gioco segue sì la narrazione filmica ma anche la coeva versione da sala giochi, tralasciando alcuni dettagli grafici ed interi livelli (quello iniziale delle strade di Gotham City, per esempio), risultando quindi una semplice rielaborazione per computer casalinghi.
Come per la versione Amiga infatti, il gioco è ridotto a soli 5 livelli: nel primo dovremo guidare l’Uomo Pipistrello nella fabbrica chimica Axis, cercando di sopravvivere agli scagnozzi della mala e alle forze di polizia ed evitando, se possibile, anche i pericolosi sfiatatoi di vapore e le gocce d’acido.
Una volta fatto precipitare Jack Napier/Joker in un vascone di rifiuti tossici con il batrang, potremo passare alla guida della Bat-mobile, in una sezione semi-isometrica, dove dovremo farci strada nel traffico cittadino imboccando la via giusta (tramite un Bat-arpione) segnalata dall’indicatore in alto a destra dello schermo. Curioso che questa sezione sia molto simile nel layout più alla versione MegaDrive che a quella Amiga (notoriamente la migliore di tutte le versioni del gioco, con impostazione alla Out Run), dove però, invece che farsi strada e cercare la via più breve verso la bat-caverna, si spara per eliminare tutte le macchine della banda di Joker.
Successivamente entra in gioco (!) la parte puzzle game, dove dovremo scoprire la combinazione giusta che scatena la reazione chimica del mortale gas Smilex. E’ quindi la volta della sezione aerea dove sarà necessario tagliare le corde dei palloni pieni di gas velenoso con l’ausilio del fido Bat-jet.
La resa dei conti arriverà niente meno che nella cattedrale di Gotham City, dove in cima ci aspetterà Joker in procinto di darsi alla fuga con un elicottero.

Da sottolineare che il finale è identico a quello della versione 16bit Commodore: decisamente deludente in confronto a quello di altri formati, con la sola solita frase di encomio a concludere il gioco!


 

PLATOON – Ocean (1988)

Uno dei giochi multievento più riusciti in assoluto che non solo riprende ottimamente il concept del film ma riesce a non banalizzarne il potenziale, risultando veramente convincente sia piano tecnico che nel gameplay. Un labirintico primo livello nel quale dovremo cercare dell’esplosivo evitando il maggior numero di trabocchetti dei vietcong e cercando il percorso più breve.
A nostra disposizione i quattro soldati del film.


 

NAVY SEALS – Ocean (1990)

Film decisamente repubblicano, non c’è che dire. Se Platoon poneva il lato di quella sporca guerra in Vietnam sul piano dell’inutilità del conflitto, con all’interno un nemico nascosto e dei militari statunitensi piombati in una situazione più grande di loro, questa pellicola mostra dei marines decisamente cazzuti in un governo americano reazionario.
Il film di per sé fu accolto in maniera tiepida, considerato che non fu il primo dell’ambito “soldati-tosti-per-operazioni-anti-terrorismo” (Chuck Norris aveva fatto già i suoi film “manifesto”, in tal senso) e forse la formula aveva già dato il suo massimo. Fatto sta che il gioco della software house mancuniana presenta una formula sostanzialmente platform ma con maggior cura nel gameplay e nell’aspetto tecnico. Grafica e sonoro sono di quanto meglio fatto in precedenza dal team vincente Meegan/Thomson/Cannon, dove sprites ultra definiti e lo scrolling dettagliato fanno quasi pensare ad un miracoloso potenziamento della memoria standard del C64, per non parlare del sonoro, dove il processore SID tira fuori tutte le sue potenzialità con una colonna sonora ispiratissima.
Merito forse del formato sul quale il titolo uscì all’epoca ovvero il supporto cartuccia (insieme ad altri giochi “vitaminizzati” come Toki, Robocop 2 e Pang), che conferisce una dinamica diversa ai giochi: in primis il caricamento (tanto da chiedersi il perché del mancato sviluppo di software Commodore su questo supporto) e poi la capacità di memoria offerta dalla cartuccia.


 

DIE HARD – Activision (1990)

Ottima ripresa della story-line del film: gli short-cut durante il gioco coinvolgono il giocatore nella trama, come del resto il gameplay che consiste nel cercare armi munizioni e oggetti da impiegare nel modo giusto.


 

COSA MANCA?

 

Come avrete capito questa è una Top Ten “atipica”, nel senso che ci si aspetterebbe di trovare Ghostbusters oppure altri nomi di pellicole/videogames con i quali il tempo non è stato generosissimo (vedi Cobra) o pellicole riuscite a metà come la serie di Back To The Future (Ritorno al futuro).

Chissà, magari in un prossimo articolo…

© Copyright 2009 - 2017 by Retrogaming Planet
 

Autore: Francesco Romano

Classe 1980, riceve il suo primo Vic20 a 5 anni e solo nel 1990 passa al Commodore 64, con il quale fissa in maniera indelebile il suo sodalizio con il divertimento in pixel.
Si mantiene costantemente informato sul mondo a 16bit, nonostante decida di passare direttamente al pc solo nel ’96!
Un tardivo digitale, decisamente…

Condividi questo articolo

Invia Commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *