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INTERVISTA A BONAVENTURA DI BELLO VERS. 2.0: A volte ritornano…

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INTERVISTA SCRITTA DA BONAVENTURA DI BELLO SU TRACCIA DI RGP
 

Vista l’imminente apertura del ViGaMus (il Museo italiano del Videogioco) prevista a Roma per il 20 ottobre, poteva forse mancare un’interessante intervista al consulente scientifico Bonaventura Di Bello?
Assolutamente no…per questo motivo Retrogaming Planet vi propone la seconda parte di una lunga INTERVISTA cominciata ormai 3 anni fa proprio su queste pagine virtuali! Questa volta però non si parlerà solo di videogiochi ma soprattutto del ViGaMus e di tutte le attività editoriali e non che tengono costantemente impegnato il nostro Bonaventura Di Bello…

RGP: Ciao BDB! Innanzitutto grazie per aver accettato di realizzare questa “seconda puntata” (richiesta da alcuni lettori dal blog) dell’intervista rilasciata tempo fa proprio qui su RGP…Come avrai notato da allora è passata molta acqua sotto i ponti: dominio personalizzato, interfaccia grafica rinnovata e tanti contenuti che, fortunatamente, sono stati molto apprezzati da tutti i lettori!

BDB: Bentrovato Robert, e un saluto a tutti i lettori di RGP!

RGP: Ci eravamo lasciati, nello scorso incontro, con il tuo trionfale rientro nel mondo videoludico in qualità di Direttore Scientifico del VIGAMUS, il museo del videogioco, che aprirà presto i battenti in quel di Roma! Cosa ci puoi dire a proposito? Sviluppi e novità?

BDB: La (grandiosa) novità è che il ViGaMus apre il 20 OTTOBRE, quindi siete tutti invitati all’inaugurazione! L’ingresso per il 20 e il 21 è ovviamente gratis, quindi trovate il modo di arrivare in Via Sabotino a Roma, siamo là ad aspettarvi a braccia aperte per questo magnifico ed epocale evento!

RGP: Nel corso di questi due anni il tuo nome è comparso in parecchi progetti interessanti tra i quali la realizzazione di una rivista (purtroppo chiusa prematuramente) dal nome altisonante dedicata al mondo dei tablet… Come è nata l’idea di questo progetto e perché secondo te non ha avuto il successo sperato?

BDB: L’dea di una pubblicazione dedicata alle apps per iOS e Android è nata non appena ho messo le mani per la prima volta su un iPhone, nel 2010. Tuttavia, il mio entusiasmo inizialmente si era ‘riversato’ semplicemente nella redazione di un articolo pubblicato su Applicando nell’estate di quell’anno. A causa di vari impegni mi fu possibile proporre un progetto di rivista solo alla fine del 2011 a un editore di Milano che, purtroppo, non pubblicava altre riviste tecniche o di informatica.
Dico ‘purtroppo’ perché come sappiamo il rilancio di una nuova testata è spesso sostenuto dalla pubblicità sulle altre riviste di settore dello stesso editore, visto che non comporta investimenti in tal senso, e dal momento che le altre pubblicazioni dell’editore riguardavano cose come l’uncinetto, la cucina o lo Yoga non ci fu modo di dare visibilità alla nuova rivista… Fu così che nacque ZZAPP (cui avevo dato un nome rievocativo e nostalgico giocando sull’assonanza della parola ‘app’, ma da alcune persone venne interpretato come un tentativo di truffare i lettori), ma la sua ‘vita’ fu breve, nonostante l’immenso lavoro volto a farne una rivista utile a chiunque utilizzasse uno smartphone o un tablet Android o iOS!
Mi rimane la soddisfazione di aver lanciato per primo l’uso intensivo dei QR-Code in questo tipo di riviste (poi scopiazzato da tanti altri) e di aver potuto riversare tutta la mia esperienza nella selezione delle apps migliori e più interessanti in un qualcosa che qualche migliaio di persone ha potuto poi consultare traendone giovamento. Non credo che tenterò altre ‘imprese editoriali da edicola’ (ZzApp fu una cosa estemporanea, dettata appunto dall’entusiasmo) anche perché l’edicola e la stampa periodica, come sappiamo, è ormai un ‘malato terminale’, ma riconosco che fu proprio la scarsa visibilità a decretare la fine prematura di quella rivista. Pazienza.

RGP:  Questo ritorno nel mondo editoriale, però ti ha consentito di poter studiare a fondo l’utilizzo dei tablet, dispositivi che stanno progressivamente soppiantando i computer portatili…qual è la tua impressione in proposito?

BDB: Diciamo che come è accaduto per molte tecnologie il mondo dei tablet è stato un po’ sopravvalutato per quanto riguarda il reale significato di utilizzo in certi campi, ma restano dei dispositivi fantastici per la ‘consultazione’ di documenti digitali (fumetti, pagine Web, documenti PDF) se hanno un display abbastanza comodo (diciamo da almeno 10 pollici) e ideali per chi non ha dimestichezza col computer. I tablet da 7 pollici possono rappresentare invece un buon surrogato di netbook per chi li utilizza in viaggio, ma a questo punto uno smartphone dal display generoso (senza esagerare, non serve il Galaxy Note!) basta e avanza ed è un buon ‘mix’ di funzionalità. Se invece l’uso primario che se ne vuole fare, di un tablet, è la lettura, beh… meglio un ebook reader con tecnologia e-ink, a mio parere.

RGP: Rimanendo in campo editoriale hai in cantiere qualche prodotto relativo alle piattaforme di Blogging o alla professione di Webmaster (se non sbaglio  la tua seconda professione dopo quella di divulgatore informatico)?

BDB: Dopo la pubblicazione (Hoepli, novembre del 2011) del mio primo libro WEBMASTER CON WORDPRESS, in cui ho spiegato come realizzare dei siti professionali facilmente e in poco tempo usando il famoso CMS e i relativi temi professionali, a luglio di quest’anno ho pubblicato, sempre con Hoepli, GUADAGNARE IN INTERNET CON WORDPRESS, dove oltre a spiegare come si realizza un blog di successo ho illustrato tutte le tecniche per ‘monetizzare’ i contenuti Web e per promuovere servizi e prodotti con il Web Marketing. Ho in programma altri titoli dedicati a WordPress , alcuni con Hoepli altri auto-prodotti, ormai questo CMS è diventato parte integrante della mia attività professionale e continuo a esplorarne ogni sfaccettatura e potenzialità ogni giorno, mentre realizzo qualche sito professionale per i clienti che me lo chiedono. Sul mio BLOG PERSONALE e www.webmasterconwordpress.it, il blog dedicato al primo volume, pubblicherò eventuali news in proposito, per chi fosse interessato.

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RGP: Rimanendo in tema Mobile sappiamo che sei un divoratore (tempo permettendo) di avventure testuali, fruibili prevalentemente su tablet ed Ebook reader! Per tutti quelli che ti conoscono la domanda appare scontata ma sarebbe ugualmente interessante  sapere quale autore consideri tuo “maestro spirituale” in questo campo…

BDB: Sicuramente un ruolo fondamentale nella mia carriera di sviluppatore lo ha avuto ENRICO COLOMBINI (potrete leggere l’intervista di Retrogaming Planet ad Enrico Colombini cliccando QUI), il cui ‘modulo’ in BASIC mi permise, riadattandolo, di estendere le mie avventure sulla piattaforma MSX.
Se invece intendi quale autore considero di maggiore ispirazione, beh, difficile dirlo, ma SCOTT ADAMS è sicuramente un personaggio che resterà impresso per sempre nella mia memoria avventurosa e videoludica. Tra l’altro sta per tornare in auge con una nuova avventura, ne parlerò nel mio articolo per il ‘catalogo’ del ViGaMus, se volete scoprire qualcosa di più…

RGP: LOCUSTA TEMPORIS, l’ultimo prodotto di Erix, risulta essere un mastodontico lavoro nato dopo anni di gestazione ed i risultati sono sotto gli occhi di tutti…un titolo profondo con un’ottima sceneggiatura ed una caratterizzazione dei personaggi fuori dal comune!
Sono sicuro che un gioco simile non può averti lasciato indifferente… hai in mente di realizzare qualcosa sullo stesso stile di Enrico?

BDB: Ci avevo pensato, ma non credo di essere tanto esperto in quel genere di sviluppo (Erix ha usato tecniche molto sofisticate per realizzare Locusta) quindi mi orientavo più che altro a una sorta di libro-game. Oltretutto credo che prima di realizzare il libro-game realizzerò proprio un romanzo, ma non posso svelare ancora nulla, è un progetto ‘top secret’ 😉

RGP: Oltre alle avventure testuali, è nota la tua passione per il mondo videoludico ed in particolar modo per il retrogaming; qual è il tuo parere sullo sviluppo (in Italia) delle comunità ad esso dedicate?

BDB: Assisto con piacere a un continuo fiorire di gruppi e iniziative sul retrogaming (e sul retrocomputing in generale) e ciò non può che farmi piacere. La mia speranza è che ci sia una sempre maggiore coesione e sinergia fra queste iniziative, perché ne può venire solo qualcosa di magnifico. Prendi per esempio tutte le iniziative di scansione e pubblicazione delle vecchie riviste informatiche e videoludiche, io personalmente mi commuovo quando vedo ‘rinascere’ quelle pagine sapendo che sono a beneficio di tutti, e provo una sincera gratitudine per chi si sta impegnando con tanta energia e tempo a realizzare questi archivi.

RGP: A conferma di quanto appena detto ci puoi parlare del tuo gruppo Classic Gaming & Retrocomputing, aperto su facebook ormai da molto tempo, che accoglie ogni giorno interessanti discussioni, confronti fra videogiocatori e scoperte hardware/software davvero imperdibili?

BDB: Il gruppo ormai vive di vita propria, dopo che sono stati nominati alcuni seri ‘amministratori’ permettendomi di tornare agli altri miei impegni quotidiani. Lo considero ancora un ottimo gruppo che raccoglie il fior fiore degli appassionati, e ogni tanto ci torno per ‘lurkare’ gli articoli postati, ma faccio lo stesso con altri gruppi simili, ovviamente.

RGP: Secondo te il retrogaming è un movimento destinato a scomparire in tempi brevi o credi ci sarà sempre uno zoccolo duro di appassionati capaci di portare avanti la memoria storica di questo fantastico mondo?

BDB: Penso che il retrogaming non scomparirà mai, o almeno finché sopravvivrà l’ultima generazione che ricorda i giochi a otto bit (ma anche a sedici, perché no).

RGP: Una domanda forse banale che potrebbe però generare ottimi spunti riflessivi: possiamo considerare Retrogaming esclusivamente la decade videoludica ’80-’90 o fra qualche anno i “giocatori del futuro” parleranno delle varie PS3 ed Xbox360 come Retroconsole ricordando i giorni nostri come noi ricordiamo oggi gli anni ’80?

BDB: Ecco, la domanda capita a fagiolo. A mio parere il retrogaming in generale continuerà ad estendere la sua portata storica con l’evolversi graduale delle piattaforme, ma possiamo distinguere una forma di retrogaming ‘classico’ in cui includere i coin-op delle prime generazioni e i giochi a otto bit, ma volendo (se proprio non si vuole peccare di ‘integralismo ottobittiano’) anche quelli a sedici bit.

RGP:  Vuoi dare un consiglio da veterano del mondo informatico e videoludico a tutti noi appassionati?

BDB: Semplicemente di non fermarvi mai. La scena retroludica aiuta la preservazione e il riconoscimento del valore dei giochi che hanno aperto la strada a generazioni di opere digitali ed è importante che i loro autori (sviluppatori, musicisti, grafici, ecc.) siano sempre ricordati per il loro splendido lavoro. Continuate con i blog, i mercatini, i gruppi ‘social’, gli eventi, e tutto quanto può tenervi uniti e permettere di condividere questa splendida passione.

RGP: Forse vorrai dire “CONTINUIAMO con i blog” e “…tutto quanto può TENERCI uniti” vero…?
In attesa di altre novità sul  ViGaMus e della pubblicazione dei  suoi  nuovi lavori (per  i quali troverete un’interessante resoconto proprio qui sulle pagine virtuali di Retrogaming Planet), ringrazio nuovamente Bonaventura “BDB” Di Bello per aver risposto con dovizia di particolari alle mie numerose domande!

BDB: A presto!

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Autore: Robert Grechi

Nato nel 1977 ho vissuto in prima persona la nascita dei videogames fin dal lontano 1982, anno in cui entro in possesso di uno splendido Colecovision e con il quale comincio la mia “carriera” videoludica!
Da allora è stato un susseguirsi di Home Computer e Console che hanno ampliato ulteriormente l’interesse per i videogiochi al punto da aprire, nel mese di Luglio 2009, il blog Retrogaming Planet interamente dedicato al mondo videoludico anni ’80 – ‘ 90!

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