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INTERVISTA A CARLO PELLIZZER: Computer Lab e la rete di assistenza Commodore!

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INTERVISTA SCRITTA DA CARLO PELLIZZER SU TRACCIA DI ROBERT GRECHI
 

Oggi Retrogaming Planet vi presenta un personaggio che probabilmente ha poco a che fare con il retrogaming in particolare ma che, allo stesso tempo, potrà raccontarci la sua esperienza con la Commodore Italiana, vista dal ruolo di dipendente interno prima e laboratorio di assistenza autorizzato in seguito.
Diamo quindi il benvenuto a CARLO PELLIZZER, titolare del primo centro assistenza autorizzato Commodore disponibile in Italia che, ancora oggi, mostra con orgoglio sul proprio sito www.cilab.it il diploma di certificazione rilasciato dalla Grande C.

Robert “RGP” Grechi”
 

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RGP: Ciao Carlo e benvenuto sulla pagine virtuali di Retrogaming Planet! Come ho già detto questa sarà un’intervista un pò diversa dalle solite alle quali i miei lettori sono abituati ma che, sono sicuro, non potrà non interessare moltissimi appassionati Commodore. Innanzitutto una domanda obbligatoria: qual è stata la prima macchina che hai utilizzato e per quale fine (ludico o professionale)?

CARLO: Le prime macchine che ho utilizzato non erano prodotti Commodore bensì prodotti dedicati all’office con 3 KB di memoria su una scheda grande come un foglio A4, dischi da 8”, monitor a fosfori verdi, ecc. Per fini ludici invece utilizzavo un Commodore 64 sul quale ho poi sviluppato qualche piccolo eseguibile.

RGP: Quando ti sei avvicinato alle macchine Commodore?

CARLO: Nel Gennaio del 1985 sono approdato come dipendente in Commodore Italiana SPA e conseguentemente lì ho incontrato i prodotti più conosciuti e diffusi di quel periodo…

RGP: Quando hai capito che la tua passione sarebbe potuta diventare un vero e proprio lavoro?

CARLO: Diciamo che per me è stato l’inverso… la passione è nata dopo aver avuto l’occasione di lavorare su prodotti diffusi: giravano tantissime riviste e software e quindi ti sentivi in una comunità!

RGP: Come hai detto poco fa, per anni hai lavorato in Commodore Italiana… Ci racconti quando e come avvenuto il tuo ingresso in Commodore?

CARLO: Erano i tempi (1984) durante i quali se volevi cambiare lavoro acquistavi il venerdì in edicola il Corriere della Sera trovandovi intere paginate di offerte di lavoro… Ho risposto ad un’offerta mascherata, mi hanno fissato un colloquio in Commodore Italiana e da lì è partito il tutto.

RGP: Davvero altri tempi non c’è che dire. Di cosa ti occupavi esattamente in Commodore?

CARLO: Mi occupavo di assistenza tecnica. O meglio…la necessità dell’azienda era di creare una rete di assistenza ufficiale con la quale onorare la garanzia sui prodotti. Fino al 1985 infatti ogni rivenditore/distributore vendeva prodotti Commodore con una propria garanzia e pertanto il cliente Commodore non aveva un trattamento di assistenza univoco a livello nazionale. Insomma, faceva la differenza se acquistavi il prodotto da un negoziante piuttosto che da un altro in una città piuttosto che in un’altra!
Commodore non ne usciva bene in fatto di Customer Satisfaction. Abbiamo quindi deciso in tre, di mettere in piedi la prima rete di assistenza ufficiale, un magazzino ricambi, ecc.

NOTA: Di seguito alcuni articoli tecnici e pubblicitari, riferiti a Computer Lab o scritti dai tecnici del centro, per le più famose riviste Amiga di quei tempi:

 

RGP: Un’ottima idea che ha permesso a voi tecnici di specializzarvi sui prodotti Commodore e a Commodore stessa di dare, per la prima volta, un servizio di assistenza qualificato ai propri numerosissimi clienti! Hai mai partecipato a qualche Amiga DevCon? Se si, cosa ricordi con maggior nostalgia?

CARLO: No, non era previsto nelle mie mansioni. Amiga, fra l’altro, si è sviluppata dal 1987 in poi quando io avevo già fatto la scelta di aprire una mia attività.

RGP: L’apertura del laboratorio di riparazione è stata quindi una logica conseguenza del tuo operato in sede, giusto?

CARLO: Esattamente! La mia mansione principale, fin dal primo giorno in Commodore, era appunto quella di cercare centri assistenza: prima contattavo i centri assistenza già esistenti che supportavano i diversi distributori (GBC, Melchioni, ecc.) poi cercavo fra i centri assistenza di TV e HiFi, allora parecchio diffusi anche in provincia, pur trovando parecchie difficoltà.
E’ arrivata poi la volta di Milano, piazza molto difficile in quanto la clientela era la più esigente, i negozi e i distributori erano diversi e lavoravano in concorrenza anche per il supporto assistenza. E’ nata quindi la decisione di aprire il primo laboratorio ufficiale applicando quanto avevo sostenuto per tre anni in giro per l’Italia.
Una bella esperienza, direi, che fra l’altro continua anche oggi…quindi se fate quattro conti (1987-2014) forse la passione, non solo mia ovviamente, c’è tutta.

RGP: Come avveniva la gestione di un cliente che vi chiedeva assistenza?

CARLO: In modo molto semplice: il cliente ci portava il suo Commodore raccontandoci cosa non faceva o cosa faceva di strano, si apriva una scheda tecnica e successivamente il tecnico in laboratorio procedeva alla sostituzione dell’integrato che sapeva, per esperienza, essere la causa del malfunzionamento.
Di seguito la macchina veniva ricollaudata con lo stesso programma che dava il problema e poi sottoposta ad un test completo.
In altri casi la prima operazione che il tecnico eseguiva era di collegare il Commodore ad una serie di cartridge e connettori ed eseguire un test completo che rivelava quale componente andava sostituito: questo metodo ovviamente era il più utilizzato in fase di collaudo in quanto se il Commodore non visualizzava nulla a video non era possibile eseguire il test.

RGP: Ti è mai capitato di non riuscire a riparare una macchina ed in quel caso come veniva gestito il cliente?

CARLO: Si, è capitato più spesso (e fortunatamente) con i C64 quando erano stati distribuiti con un alimentatore che avendo il connettore 4 poli con la tacca di riferimento poco pronunciata, induceva gli utenti ad inserirlo in modo errato invertendo quindi i 12V con i 5V. Risultato: su circa 13 componenti ne “saltavano” almeno 8 e sostituirli tutti dissaldando un circuito multistrato poteva dare qualche problema!
Così, in alcuni casi, abbiamo dovuto acquistare nuovi C64 e recuperare le board. Con Amiga invece è capitato solo qualche volta, per difetti molto particolari magari nati addirittura in fabbrica durante le fasi di produzione.

RGP: Hai qualche aneddoto o esperienza da raccontarci relativi al periodo lavorativo in Commodore o nel tuo laboratorio?

CARLO: Ce ne sarebbero parecchi di aneddoti ma siccome sono coinvolte anche altre persone preferisco non raccontarli.

RGP: Assolutamente d’accordo! Tornando al tuo lavoro in laboratorio ti mai capitata una richiesta di ‘espansione’ del C64 in modo particolarmente ‘potente’? Ad esempio ricordo l’esistenza di un’espansione di memoria molto costosa che aggiungeva dei banchi di memoria RAM al C64 o C128…Confermi?

CARLO: Si certo, però essendo un centro Assistenza Ufficiale non potevamo vendere o installare prodotti non riconosciuti dalla casa madre.

RGP: Capisco. A tempo perso ripari ancora i computer Commodore?

CARLO: No assolutamente, sarebbe un’impresa per la mancanza di componenti!

RGP: Attualmente sul sito della tua azienda fa bella mostra di sè il certificato originale Commodore. Cosa puoi raccontarci a riguardo?

CARLO: Quel certificato fa parte della nostra storia di azienda, ci abbiamo creduto tanto e grazie ad esso abbiamo incontrato tanti clienti fantastici.

Lo "storico" certificato rilasciato da Commodore Italiana a Computer Lab

Lo “storico” certificato rilasciato da Commodore Italiana a Computer Lab

RGP: Parlando di te ad Ettore Caurla (responsabile degli sviluppatori Commodore Italia e responsabile dei prodotti e centri assistenza Commodore), sei stato definito come un “ottimo tecnico ed amighista sfegatato”! Questa definizione ti si addiceva realmente?

CARLO: Ricorda male! No scherzo… Diciamo che ho avuto la fortuna di trovare una persona a me molto vicina che ha saputo organizzare il Centro Assistenza, trovare i tecnici giusti e gestirlo mentre io ero ancora impegnato in Commodore Italiana. Amighista…beh, Amiga era un computer che ti coinvolgeva anche quando non riuscivi a ripararlo!

RGP: Cosa ha significato per te il fallimento di Commodore e di cosa ti sei occupato in seguito?

CARLO: Abbiamo dovuto riproporci come centro assistenza ad altri brand; diciamo che siamo stati fortunati ad incontrare Epson (ne siamo ancora un Centro Assistenza Autorizzato) ma anche un pò bravi noi a saperci convertire.

RGP: Assolutamente d’accordo! Possiedi ancora qualche macchina originale Commodore?

CARLO: Sì,un Amiga 1000 con HD interno.

RGP: Un pezzo “d’epoca”…Utilizzi ancora il tuo Amiga 1000 o lo tieni esclusivamente come ricordo?

CARLO: Ormai lo tengo solo per ricordo.

RGP: Cosa pensi della “rinascita” di Amiga avvenuta qualche anno fa con la presentazione di Amiga One?

CARLO: Sinceramente non l’ho seguita. Per me Commodore ha significato lavoro da dipendente e stimolo a creare una mia attività; quando hai un’attività devi lottare per tenerla attiva e quindi dimentichi o non hai tempo di seguire rinascite nostalgiche ma non strutturate.

RGP: Mi dici tre aggettivi per definire Commodore ed i suoi prodotti?

CARLO: Giovane, divertente, giocosa.
 

RGP: Anche questa volta siamo giunti al termine. Spero questa particolare intervista sia stata di vostro gradimento (credo nessuno o pochi siti dedicati al retrogaming abbiano mai intervistato il responsabile di un centro assistenza, in questo caso il valore dell’intervista è triplicato in quanto trattasi del primo Centro Assistenza Autorizzato Commodore!).
Non mi resta quindi che ringraziare Carlo in modo particolare per il tempo concessomi e per aver dato a tutti noi la possibilità di vivere la “realtà” quotidiana di un centro assistenza Commodore tra i più rinomati d’Italia.

CARLO: Grazie a te per avermi fatto ricordare una parte importante della mia vita!
 

Il sito del laboratorio COMPUTER LAB di Carlo Pellizzer è disponibile al seguente INDIRIZZO (Sito attualmente in fase di ristrutturazione).

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Autore: Robert Grechi

Nato nel 1977 ho vissuto in prima persona la nascita dei videogames fin dal lontano 1982, anno in cui entro in possesso di uno splendido Colecovision e con il quale comincio la mia “carriera” videoludica! Da allora è stato un susseguirsi di Home Computer e Console che hanno ampliato ulteriormente l’interesse per i videogiochi al punto da aprire, nel mese di Luglio 2009, il blog Retrogaming Planet interamente dedicato al mondo videoludico anni ’80 – ‘ 90!

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