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INTERVISTA A LUCA ALIMANDI: una passione chiamata Sinclair!

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INTERVISTA SCRITTA DA LUCA ALIMANDI SU TRACCIA DI RGP
 

Con questo contributo inauguriamo una nuova “sezione” di interviste dedicate allo storico ZX Spectrum ed alle esperienze dei numerosissimi utilizzatori che con grande passione, negli anni ’80 (ma anche ora), hanno scritto applicativi e/o creato hardware e periferiche amatoriali per la piccola scatoletta nera Sinclair. Una passione che ha consentito a queste persone, dopo circa 25 anni dalla dipartita dello Speccy, di ritrovarsi nuovamente insieme in una Mailing List dedicata, per parlare di vecchie esperienze e nuovi progetti.
E proprio dalla Mailing List ho personalmente “pescato” il buon Luca Alimandi (un doveroso grazie per la segnalazione, però, al mio amico EUGENIO CICERI…) che, con un’emozione quasi adolescenziale, ha accettato di realizzare questa interessante intervista…

Robert “RGP” Grechi
 

RGP: Ciao Luca! Innanzitutto ti ringrazio per aver accettato con entusiasmo di realizzare questa intervista che, sono sicuro, interesserà allo stesso modo i lettori del mio blog e tutti gli appassionati dello storico ZX Spectrum!

LUCA: Sono io a ringraziare te per l’interesse dimostrato e per la proposta fatta; ne sono onorato, a prescindere da come si svilupperanno le cose! Devo però dirti che la cosa mi imbarazza un pochino, soprattutto perchè io non sono nè un retrogamer (e non sono stato, a dire il vero, neanche un gamer ai tempi d’oro dello Spectrum!), nè un programmatore in senso stretto, nè adesso, nè all’epoca.
Diciamo che sono stato un utilizzatore molto interessato alla parte più “seria” di ciò che un computer, ed in particolare lo Spectrum, poteva dare. E ho colto che per la sua struttura e per il concetto che stava alla base della sua realizzazione, lo Spectrum poteva, a ragione, dirsi il miglior ambiente di sviluppo, la migliore palestra per un ragazzo di 17 anni che nel 1982/83 desiderasse imparare realmente cosa voleva dire scrivere un programma, magari in Assembler, e sfruttare al massimo le potenzialità hardware di una macchina dal costo accessibile e dal design pulito, semplice, comprensibile.

Luca ed il suo "storico" ZX Spectrum con il 128K +2 sullo sfondo...

Luca ed il suo “storico” ZX Spectrum con il 128K +2 sullo sfondo…

RGP: Bè non è mica poco…molti di noi hanno invece passato la propria adolescenza giocando e basta anche se bisogna ammettere che con lo ZX Spectrum (più che con il Commodore 64), la voglia di sperimentare e vedere cosa si riusciva a tirar fuori da quella piccola ma affascinante scatoletta nera, era veramente molto alta!

LUCA: Pienamente d’accordo! Infatti più che creare veri programmi, sono stato un cosiddetto “smanettone”, oggi diremmo un “hacker”, che curiosava molto nel software già scritto, per carpirne i segreti ed eventualmente modificarlo e migliorarlo, adattandolo a esigenze nuove e personali.

RGP: Inutile ricordarti che, non essendo un “protagonista” della scena retrogaming, questa intervista sarà volta a scoprire qualcosa in più sui progetti da te creati…Cosa ci puoi dire a riguardo?

LUCA: Voglio sottolineare che il mio vero pallino era la videoscrittura e il DTP! In particolare mi sono dedicato a fare una sorta di reverse engineering di programmi fantastici e molto complessi, come il DTP (Desktop Publishing) del quale pian piano, sono riuscito a comprendere i meccanismi di funzionamento, e per il quale scrissi delle estensioni (l’equivalente dei moderni plugin in ambito Microsoft) per ampliare le possibilità di quel già straordinario software.
Mi divertivo con Artist2 e altri programmi di grafica a realizzare delle semplici schermate, che poi aggiungevo a semplici documenti, manuali, locandine, biglietti di auguri e quant’altro potevo realizzare con DTP. Usavo molto anche Tasword 128, un ottimo Word Processor, con il quale scrissi anche la tesi di laurea della mia fidanzata (all’epoca il PC non era così familiare e andava ancora molto di moda la battitura della tesi a pagamento: le feci risparmiare una bella cifra…).
Un’altra cosa che mi attirava e in cui mi specializzai (si fa per dire) era la produzione di font per DTP e Typeliner (il word processor integrato nel pacchetto). A tal fine avevo studiato e compreso il sistema di compressione con i quali DTP e Typeliner conservavano i loro fonts nativi, al punto da scrivere un software per facilitare la creazione di nuovi font, sia a partire da quelli esistenti e modificandoli, sia disegnandoli da zero, con un mini editor di mia creazione.
A tal proposito pubblicai una piccola presentazione di questo software su Format, una rivista inglese (molto spartana!) dedicata allo Spectrum e realizzata con lo Spectrum, ricevendo alcune lettere, spesso dall’Inghilterra, di utenti interessati sia al programma che ai nuovi fonts.

RGP: Una bella costanza non c’è che dire, soprattutto considerando che oggi queste cose si fanno in pochi secondi con i software appositi, disponibili ormai ovunque, vero?

LUCA: Certo! E’ difficile però pensare oggi come fosse la situazione dell’epoca. Ai giorni nostri siamo talmente abituati all’uso di periferiche come uno scanner, una stampante laser, una fotocamera digitale, che riesce difficile (specie ai più giovani, che non hanno vissuto quella fase tecnologica) pensare che catturare un semplice retinato di punti fosse un’impresa epica! Eppure avevo messo su anche un piccolo sistema per catturare schermate dalla videocamera con un’interfaccia denominata Vidi ZX della Rombo Software!
La usavo per catturare dei fotogrammi singoli o piccole sequenze di 5 o 6 fotogrammi che poi manipolavo con i programmi di grafica fino ad ottenere ciò che desideravo, che fosse un bel disegno, un ritratto o la sagoma di un carattere da inserire in un font.

Alcune interfacce costruite da Luca  tra il 1984 ed il 1986...

Alcune interfacce costruite da Luca tra il 1984 ed il 1986…

RGP: Oltre però ad interessarti il lato software dello Speccy, noto che avevi (o hai ancora?) una certa passione per l’hardware al punto da costruirti autonomamente le periferiche necessarie alla realizzazione dei tuoi obiettivi…

LUCA: Esattamente! Una cosa che mi ha caratterizzato in quegli anni era di non fare quasi mai una separazione netta tra hardware software: spesso le modifiche hardware venivano poi supportate da miglioramenti ed adattamenti software. L’idea di base era sempre quella di sfruttare idee semplici (nel numero e nel tipo di componenti), ma geniali (non pensare che non voglia rimanere modesto, anche perchè spesso le idee mi venivano dal confronto e dai suggerimenti di altri…).
Un grande impulso alla possibilità di sviluppare qualcosa di utile lo ricevetti con l’acquisto della Disciple e di un floppy drive da 3,5″: con quest’ultimo cambiava completamente la “musica” in quanto il MicroDrive e le micro cartridge erano simpatiche ed utili finchè dovevo caricare programmi già fatti (come giochi o programmi di videoscrittura ecc.), ma diventavano molto scomode da gestire per sviluppare routine e interi programmi, soprattutto se in LM (Linguaggio Macchina).
Realizzai anche una semplice interfaccia seriale realizzata con un paio di resistenze da collegare all’uscita parallela della Disciple, in modo da permettere, anche a chi non aveva una Interface 1 o qualche interfaccia seriale specifica, di utilizzare programmi di comunicazione per connettersi con la rete (all’epoca rappresentata dalle BBS).
Oppure ricordo un’altra semplice interfaccia composta da una quindicina di resistenze, sempre da collegare alla parallela della Disciple, con la quale avevo realizzato un semplice convertitore D/A per ottenere dei suoni campionati di qualità decente; anche qui, in accoppiata, sviluppai un’altra estensione per DTP che costituiva una mini sintesi vocale e permetteva di far leggere a voce allo Spectrum dei semplici testi.
In realtà la qualità era infima (soprattutto se confrontata con le sintesi disponibili oggi), ma per quell’epoca e con l’hardware a disposizione era già molto.
Lo usavo per correggere rapidamente i testi, in quanto ascoltandoli mi accorgevo prima di errori e lettere mancanti o scambiate.

RGP: Splendido! Una sorta di Siri o Google Voice applicati alla correzione di testi, ben 30 anni fa! Vedo inoltre che, con i tuoi progetti, non ti sei rivolto esclusivamente al mondo del DTP…

LUCA: No anzi mi piacevano molto i programmi seri di grafica o di musica e a tal proposito ricordo di essere rimasto affascinato dal VU-File pur non riuscendo a tirarci fuori grandi cose. Utilizzai, invece, con soddisfazione, il Tascalc 128 con il quale organizzai dei fogli di calcolo per mantenere un mia piccola contabilità domestica!

RGP: E per quanto riguarda le BBS e la comunicazione fra varie macchine, cosa ci racconti?

LUCA: Realizzai qualcosa anche in questo “campo”: con il modem, che mi autocostruii in seguito (un 300-1200 baud, una libidine per il tempo!) si aprì anche il mondo dell’interconnessione tra computer, e la possibilità di scambiare file e pezzi di codice aprì per me un nuovo modo di scrivere software, più ricco e collaborativo. Ed anche se ancora Internet praticamente non esisteva (eh, sì, ai più giovani può sembrare impensabile, ma una volta non c’era Internet, non c’era la TV On Demand, non c’erano i cellulari, e… si fa prima a dire cosa c’era!), la possibilità di condividere idee ed esperienze tramite le BBS (Bulletin Board System) diede un enorme impulso verso la comunicazione e la condivisione, sia delle idee che dei propri lavori.

RGP: In merito, invece, al tuo “lato videoludico”?

LUCA: Per quanto riguarda i giochi sono sempre stato una schiappa! A malapena giocavo qualche classico game come Jet Pac e Lunar JetMan, o, più avanti, R-Type, Shadow of The Beast, ecc. ma preferivo i giochi rilassanti o di logica, perchè non ero una scheggia nè con la tastiera nè con il joystick!

RGP: Per quale motivo poi, ad un tratto, hai abbandonato il tuo fido ZX Spectrum?

LUCA: Purtroppo l’incalzare della vita e delle sue incombenze, mi tolse molto di quel tempo libero che avevo prima di mettere su famiglia, e con esso la possibilità di utilizzare lo Spectrum e scrivere software per esso.
Tutto il materiale cartaceo che riempiva la mia stanza da ragazzo doveva sparire (io mi sono trasferito da Roma a Milano ed anche i miei, ad un certo punto, dovettero traslocare in una casa molto più piccola, dove non potevo più tenere le centinaia di riviste e di cassette dedicate allo Spectrum; così, per non distruggere tutto quel ben di Dio, decisi di affidarlo a qualche “anima pia” che ne avrebbe avuto cura, e magari avrebbe avuto il tempo per metterlo on line a disposizione di tutti.
Conservai soltanto i miei due Spectrum (un 48K gommoso e un 128K +2Interface 1 e un paio di MicroDrive, la Disciple e un floppy drive, una SpecDrum della Ceetah, e il Mouse della Kempston), tutti belli e impacchettati in uno scatolone relegato in soffitta… per quasi 20 anni!

I computer Sinclair di Luca:  un 48K e un 128K +2 con le loro periferiche IF1 + Microdrive e Disciple + FDD

I computer Sinclair di Luca: un 48K e un 128K +2 con le loro periferiche IF1 + Microdrive e Disciple + FDD

RGP: Diciamo, quindi, che non hai effettivamente abbandonato il tuo Speccy ma solo “accantonato temporaneamente”, giusto?

LUCA: Piu o meno…Nel frattempo però comparve una nuova opportunità ovvero gli “emulatori” di Spectrum su PC. Questa possibilità di continuare ad usare lo Spectrum senza l’ingombro dell’hardware riaprì, anche se in modo parziale, qualche spiraglio sulla continuità nell’uso e nello sviluppo su Spectrum.
Non sembra, ma per quanto si tratti di un computer dalle piccole dimensioni, anche utilizzare lo Spectrum richiede uno spazio non indifferente: oltre a lui, il TV, i cavi, l’eventuale interfaccia Disciple o Interface 1, floppy disk o MicroDrive, ecc. E non sempre nelle nostre case c’è tutto questo posto a disposizione.
Quindi un emulatore sempre pronto sul PC (che già dobbiamo utilizzare per altre cose) era un nuovo asso nella manica, ed un modo per non perdere del tutto l’abitudine ad usare il piccolo mostriciattolo! Mi dotai cosi di uno dei vari emulatori, in particolare di X128, semplice, poco pesante e tutto sommato sufficientemente versatile, e ricominciai a pasticciare con bit, byte e istruzioni Assembler.
Scoprii nel frattempo, andando a fare qualche ricerca su Internet, Pikasm, un bell’Editor-Assembler della PevoSoft (Rep. ceca), con il quale ricominciai a scrivere routine in Assembler, dopo vari anni di inattività.
Fino a quando, a luglio del 2014, Enrico Maria Giordano, mio vecchio e carissimo amico di Roma (con cui iniziai la mia avventura nel mondo Sinclair) e moderatore della Mailing List ZX Spectrum, mi ha “ripescato” e “precettato”, per cui da allora sono di nuovo “linkato” ai nostri amici spectrumisti italiani!

RGP: La cosa non può che farmi piacere, considerando che anche io faccio parte di quella Mailing List (grazie ad Eugenio Ciceri) con la possibilità, quindi, di leggere comunicazioni interessantissime in merito allo Speccy…
Tornando a noi, volevo chiederti cosa pensavi degli emulatori Spectrum ma mi hai preceduto! Quindi mi piacerebbe se e di cosa ti stai occupando attualmente…

LUCA: Attualmente mi sto cimentando nella creazione di un programma in Assembler di tipo “serio”: un analizzatore logico, che ho battezzato Logan – ZX Spectrum Logic Analyzer, ovvero un programma che permette di utilizzare delle porte di I/O dello Spectrum o di altre sue interfacce (Disciple e Kempston, ad esempio) per acquisire quattro segnali digitali da circuiti esterni per un certo intervallo di tempo e con una frequenza di campionamento tra 10 Hz e 100 KHz, e di mostrare sullo schermo i campioni acquisiti, permettendo di analizzare con calma le relazioni tra i vari eventi e tra i segnali. In pratica una sorta di oscilloscopio digitale con memoria a 4 canali.
Per me si tratta di una piccola sfida, dato che non toccavo il linguaggio macchina dello Z80 da oltre dieci anni!
Prossimamente vorrei realizzare un progetto hardware per la costruzione di un’interfaccia USB per Spectrum che dovrebbe permettere di leggere e scrivere sulle chiavette USB. Non è un’idea mia, l’ho vista realizzata su Internet. Sarebbe veramente una gran comodità ed un modo per tornare a lavorare anche sullo Spectrum “reale”!

La vecchia agenda del 1988 sulla quale Luca, all'epoca, scriveva A MANO E A MATITA i listati dei programmi in L/M. Altri tempi...

La vecchia agenda del 1988 sulla quale Luca, all’epoca, scriveva A MANO E A MATITA i listati dei programmi in L/M. Altri tempi…

RGP: Inutile dire che io sarò uno degli acquirenti di questo prodotto, qualora riuscissi a realizzarlo e commercializzarlo!

LUCA: Ottimo!

RGP: E’ arrivato, purtroppo, il momento di congedarmi! Ringrazio pertanto Luca per la disponibilità e l’entusiasmo con il quale ha condiviso le sue esperienze!

LUCA: Grazie a te per avermi fatto “rivivere” GLI anni stupendi passati in compagnia del mio fido Speccy!

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Autore: Robert Grechi

Nato nel 1977 ho vissuto in prima persona la nascita dei videogames fin dal lontano 1982, anno in cui entro in possesso di uno splendido Colecovision e con il quale comincio la mia “carriera” videoludica! Da allora è stato un susseguirsi di Home Computer e Console che hanno ampliato ulteriormente l’interesse per i videogiochi al punto da aprire, nel mese di Luglio 2009, il blog Retrogaming Planet interamente dedicato al mondo videoludico anni ’80 – ‘ 90!

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2 Commenti

  1. Queste interviste sono come una sorta di macchina del tempo, ti riportano indietro in un periodo in cui bisognava ingegnarsi per le cose che oggi sembrano le piú semplici e scontate.
    Le BBS quanti ricordi e pasticci:-) Per un ragazzo di oggi i racconti di Luca sono qualcosa di impensabile ma leggendolo ho rivissuto quegli anni. Per me in quei tempi Sir Clive Sinclair era un inventore all’Archimede Pitagorico e purtroppo dove vivevo era impossibile trovare un suo Home Computer, quindi la mia infanzia fu da commodorista ma che fantasticava su questo piccolo monolite nero guardando le pubblicità sulle pagine di Topolino e leggendo un dì la storia di questo uomo vedendolo a bordo di una fantastica e futuribile auto elettrica monoposto.
    Ora da qualche hanno finalmente sono riuscito ad avere e toccare fisicamente due Sinclair :uno Spectrum Sinclair Z80 ed un, ahimè, da riparare Z81.

    Insomma onore a quest’uomo ora presidente onorario del MENSA ed onore a Luca che ci ha regalato un piccolo squarcio della sua vita di quei tempi e naturalmente grazie al buon Robert 🙂

  2. Beh come era possibile non fantasticare su una macchina spettacolare (tecnicamente e in queanto a design) come lo Spectrum?

    Anche io, grazie al buon Eugenio Ciceri, sono finalmente entrato in possesso di uno ZX e…non ci sono parole!

    SPETTACOLO!

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