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INTERVISTA A LUCA CRISAFULLI: vent’anni di programmazione e giochi in casa Commodore

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INTERVISTA SCRITTA DA LUCA CRISAFULLI SU TRACCIA DI RGP
 

Come i più attenti di voi sapranno non ho mai fatto mistero della mia estrema passione per la piattaforma Amiga pur apprezzando anche il Commodore 64 ed il suo rivale di sempre ovvero lo ZX Spectrum…
Per questo motivo dopo le interviste a Ettore Caurla, Carlo Santagostino ed Eugenio Ciceri è arrivato il turno di Luca Crisafulli che ci racconterà la sua esperienza di programmatore Amiga e molto, molto altro…

NOTA: Sparse lungo l’intervista troverete alcuni screenshots dei videogiochi per l’intrattenimento automatico, prodotti dalla CDExpress, per i cabinati da bar contenenti Amiga CD32 e Amiga 1200 (nel testo dell’intervista tutti i dettagli).
 

RGP: Ciao Luca e grazie per aver accettato di realizzare quest’intervista che, viste le premesse, si rivelerà senz’altro di sicuro interessi per i tuoi ex colleghi nonché tutti i veri retrogamers!

LUCA: Prego, speriamo che a qualcuno rimetta in linea un pò’ di ricordi di quando si era ragazzi… Mi scuso già da subito per eventuali inesattezze od interpretazioni errate dei fatti raccontati.

Team_CDExpress

CDExpress

RGP: Nessun problema ci mancherebbe! Prima di tutto ci racconti quando e dove sei nato e come è nata la tua passione per i videogames?

LUCA: Sono nato a Milano, nel maggio del 1973. L’anno in cui fu prodotto, dalla INTEL, il primo microprocessore. Una interessantissima coincidenza, per me. Questo mi ha permesso di vivere il boom dell’elettronica personale degli anni ’80 con l’età “giusta” per apprezzarlo al meglio.

RGP: Da ragazzo eri un assiduo frequentatore di sale giochi o ti tenevi a debita distanza da questi “luoghi di perdizione” (come venivano definiti da molti genitori)?

LUCA: Da bambino, nei primi anni ’80, con i miei genitori in estate andavamo sempre in campeggio. Quando non si era in spiaggia io e mio fratello eravamo sempre nelle sale giochi interne, sia per giocare che per guardare gli altri. Ricordo Asteroids vettoriale, Space Invaders con i fascioni colorati sul monitor, Zaxxon (in 3D!), Moon Cresta con il suo jingle iniziale, Moon Patrol col suo ritmo sfrenato e molti altri…

RGP: Qual è stato il primo sistema da te utilizzato?

LUCA: Atari 2600, regalatomi per la Prima Comunione nel 1981. Combat, Missile Command, Defender, Vanguard e POLE POSITION i giochi che ricordo sicuramente di aver posseduto e stra-giocato. A tal proposito mi ricordo di un aneddoto simpatico: con la scusa di provarlo prima di regalarmelo, i miei genitori con mio zio furono da me beccati in camera da letto a giocarci, infatti mi ero svegliato troppo presto dal riposino pomeridiano… Vedo ancora la porta “sbattutami in faccia” e i loro volti sgomenti.
Io poi feci finta di non aver visto/capito…

RGP: Quali linguaggi di programmazione conosci e come hai imparato a programmare?

LUCA: Era il Natale del 1984 e finalmente i miei genitori riuscirono a farmi contento regalandomi il tanto agognato Commodore 64. La pubblicità era martellante in quel periodo e il mio interesse altrettanto. Mia madre disse che ci saremmo seduti insieme per vedere come farlo funzionare ma dopo pochi giorni lei vide una mongolfiera in giro per lo schermo (in sua assenza avevo copiato e modificato il famoso esempio del manuale) e mi disse: “Ok, procedi pure da solo, vedo che sei capace”.
Non mi fermai più dall’apprendere per conto mio. Sono ad oggi 28 anni che programmo: C++, C# e VB.NET sono i linguaggi correntemente usati, dopo essere passato dai vari BASIC sui Commodore e dal Pascal alle superiori.

FTOW

CHIN

RGP: Cosa ci puoi dire dei tuoi esordi da videogiocatore prima e programmatore poi?

LUCA: Diciamo che sul C64, dove potevi scegliere “cosa faccio oggi”, per il 30% del tempo giocavo e per il 70% programmavo. Di questo 70% la maggior parte era per programmare videogiochi. Una volta terminati ci facevo qualche partita per testarli e poi pensavo subito ad un nuovo progetto. Alla scuola media, invece, avevamo il laboratorio di informatica (ben due Commodore 64) e la professoressa stravedeva per me, visti i progetti che sviluppavo come main programmer (vincemmo anche un Olivetti M21 ad un concorso nazionale, nel 1987).

RGP: Quando hai capito che la tua passione sarebbe potuta diventare un vero e proprio lavoro ed in che modo hai tentato di trasformare in realtà questo sogno?

LUCA: Quando mi iscrissi all’ITIS ad indirizzo informatico, nel 1987, ormai era deciso che il mio lavoro sarebbe stato quello di programmatore!
Nei 3 anni delle medie, infatti, imparai autonomamente a programmare in maniera nettamente migliore rispetto a tutti i miei compagni trovati in prima superiore. Anche alla fine dell’ITIS, dopo l’esame di maturità, la prof. di informatica, sempre “glaciale” fino a quel giorno, mi si avvicinò dicendomi: “Sei stato il più bravo con i computer tra tutti gli studenti di questo istituto negli ultimi anni”. Lo ricordo come fosse oggi, ma era il 1993. Solo un “Grazie” uscì dalla mia bocca, non me lo aspettavo da lei (pur se io lo sapevo, ah ah ah…).
A proposito, in seconda superiore arrivò finalmente l’Amiga 2000 (il 500 era per giocarci, io volevo principalmente programmarci): 2.050.000 lire, ricordo ancora il listino del 1988!!
Il C64 lo vendetti per 300.000 lire ad un mio compagno di classe. La passione per i computer ingranò la quinta marcia e nell’anno successivo un terzo dei miei compagni di classe acquistò Amiga grazie alla mia pubblicità. Molti di loro non sapevano neanche della sua esistenza…
Il resto si attrezzò di PC IBM compatibili con CGA o EGA, una vera goduria per gli sfottò di noi amighisti.

MPEN

RGP: Ci racconti la tua prima esperienza lavorativa? Di cosa ti occupavi e come si svolgeva la tua giornata?

LUCA: Fu nel 1994: annuncio su una rivista d’informatica, la Digimail di Milano ricercava un programmatore Amiga. Risposi subito e feci il colloquio, dove tra l’altro portai come demo un mio simulatore di torre di controllo (tipo Kennedy Approach, ma più evoluto).
Ebbene, il titolare, Carlo Cattoni, appassionato di volo da turismo (E sviluppatore Amiga… NdRGP), stava prendendo il brevetto e mi diede persino alcuni suggerimenti migliorativi del gioco in quell’occasione. Che fortuna!
Però passarono alcuni mesi, penso tre o quattro, prima di ottenere risposta. Ero preoccupato, finché poi finalmente mi chiamarono: Enrico Di Zenobio, un altro dei titolari (Ed altro sviluppatore Amiga…NdRGP), mi disse che avevano fatto ancora varie decine di colloqui dopo il mio, ma alla fine io ero risultato quello giusto.
Diciamo un inizio al rallentatore ma con successive ampie soddisfazioni personali. Facevo il programmatore e lo facevo sul sistema che amavo. Mi arrivarono nello stesso periodo offerte di programmatore POS/Bancomat o gestionali in COBOL/CICS… le rifiutai sempre. Meno male, erano lavori “tristi”, per me!
Ogni mattina metropolitana da Sesto F.S. a Pagano, si arrivava in ufficio dove avevo il mio Amiga 3000, si lanciava Amos Basic e si portavano avanti i progetti editoriali in sviluppo (Corpo Umano, Guinness dei Primati e soprattutto Enciclopedia Grolier). Sviluppavamo per CDTV, il famoso Commodore Dynamic Total Vision e quasi tutti quelli prodotti vennero venduti assieme alla suddetta enciclopedia (cartacea + multimediale) fondamentalmente in Italia. Per un breve periodo sviluppammo anche la versione per Philips CD-I… Una meteora hardware!
La sera tornavo a casa e non mi restava più tempo libero (e voglia) per programmare per hobby come avevo sempre fatto. Praticamente sono 19 anni che non sviluppo più nulla per i fatti miei: sono già tante le 8 ore fatte al lavoro!

RGP: E del periodo CDExpress invece cosa puoi dirci?

LUCA: Cattoni e Di Zenobio decisero di lasciare la Digimail e fondare la CDExpress per passare dall’editoria ai videogiochi: era il 1995!
Fui l’unico collaboratore a cui chiesero di dare le dimissioni per seguirli nella nuova società. Era iniziato il periodo della famosa CDExpress di Settimo Milanese… Comprai la mia prima Alfa Romeo (145) per poter raggiungere facilmente il luogo di lavoro, cominciò così la mia altra passione: il cuore sportivo. Oggi il mio box doppio accudisce 395 cavalli, divisi tra la 159 di mia moglie e la mia Giulietta Quadrifoglio.
Tornando in tema, in poche settimane fu messo su un bel team di programmatori e grafici, circa 10 persone, trai quali CARLO SANTAGOSTINO, Giovanni Papandrea, Francesco Mansi, Paola Ambrosecchia, Stefania Banfi, Lorenzo Barbieri, Paolo Silvera, Sergio Ruocco ed altri che si sono alternati. Anche i titolari si prodigavano in entrambi i campi. Età media inferiore ai 25 anni…
Dovevamo produrre giochi per l’intrattenimento automatico che sarebbero stati installati su cabinati da bar contenenti CD32 prima e Amiga 1200 dopo, con interfaccia Jamma. Era il nostro CUBOCD32! Regolarmente si facevano riunioni di gruppo per buttare giù le idee, alcune originali, altre riprese da giochi gloriosi del passato o di moda nel presente. Quindi si decideva chi dovesse fare cosa!
Per una buona parte dei progetti istituiti ero io il team leader, con ampia capacità decisionale: si lavorava in Blitz Basic e Assembler e fummo tra i primi ad interfacciare touchscreen per applicazioni videoludiche su Amiga. A gioco terminato si produceva il glass master per produrre esternamente i CD in serie, mentre quando passammo ad A1200 il software era direttamente copiato su hard disk che, acquistati in quantità, avevano prezzi abbordabili e venivano installati nel nostro laboratorio presente al piano di sotto dove lavoravano circa 6 persone.

La sede storica della CDExpress

La sede storica della CDExpress

MAIN_ODEON

Erano gli hardwaristi della ditta capitanati da Marco Tavecchia, ex Siemens.
Producemmo varie decine di giochi, con tempo di sviluppo medio di 6 settimane ciascuno… Alcuni con notevoli difficoltà tecniche per noi programmatori: l’animazione doveva essere a 50fps per non diventare scattosa e quindi combattevamo contro il famoso vertical-blank. Ricordo che Greyhound Race fu una bella sfida, con 6 cani fedelmente animati in giro per la pista, preceduti dall’automobile che montava il cancelletto di partenza… senza dimenticarsi della lepre!
Altri giochi erano resi più interessanti dando come bonus la visione di ragazze in abiti succinti (livello definibile dal gestore del bar, anche in base all’orario di gioco: paesaggi di giorno, immagini più o meno “piccanti” dopo le ore 22 ecc.).
Una lista dei best seller si può trovare a questo INDIRIZZO.

QUIZ

RGP: Qualche prodotto, aneddoto o momento che ricordi con maggior affetto?

LUCA: Bellissimi i 2 anni in cui ci fu comunicata dai titolari la possibilità di recarci, tutto spesato, all’ENADA di Rimini dove si tiene la fiera primaverile del settore. Tre giorni in cui si stava in fiera la mattina a cercare spunti dalla concorrenza e a vedere come venivano valutati i nostri giochi dal pubblico, inframezzati da pomeriggi e serate libere, da goderci con le nostre compagne (e spesso colleghe di lavoro, come tester, traduttrici e revisori testi).
Videogiochi, mare, ragazze, serate in giro per la riviera… Fantastico per noi ragazzi quasi tutti alle prime esperienze lavorative!
Altra cosa divertente erano le backdoor che inserivamo nei giochi di maggior successo: sequenze tanto particolari quanto complicate da eseguire con le pulsantiere per avere crediti extra! In pratica, quando trovavamo in qualche bar uno dei nostri cabinati, inserivamo la sequenza specifica e con un gettone potevamo farci 10 partite.
Tutto questo per il solo gusto del proibito: quei giochi li avevamo tutti funzionanti in ufficio!

CDExpress disponeva anche di una propria squadra di calcetto...

CDExpress disponeva anche di una propria squadra di calcetto…

RGP: Per quale motivo ad un tratto hai deciso di lasciare la CDExpress e di cosa ti sei occupato in seguito?

LUCA: Era il 1999 e la CDExpress si era molto spostata dai giochi arcade a quelli “a vincita”, i famosi video-poker e simili. Ma incominciava a salire l’allarme sociale dato da questo tipo di prodotti e gli affari ne risentirono, dopo un primo boom. Procurarsi gli A1200, poi, era sempre più difficile, in certi periodi a Settimo Milanese c’era la maggior concentrazione mondiale di Amiga, raccattati da tutti i magazzini del globo! Decidemmo quindi di provare a sviluppare sotto Linux con l’aiuto di Luciano Montanaro, ma con opinabili risultati ed alterne soddisfazioni, visto anche da dove arrivavamo come esperienza decennale.
In più le nostre ragazze erano diventate fidanzate stabili e bisognava incominciare a pensare al futuro…. Si correva per i 30 anni!
Uno alla volta i miei colleghi trovarono altri posti di lavoro, io fui tra gli ultimi a lasciare pur avendo un considerevole ritorno economico, anche se a volte con qualche ritardo.
Cattoni tentò di convincermi a rimanere ma io avevo trovato un’occupazione ritenuta ben più solida e dove lavoro ancora oggi. Accettai un’offerta con stipendio del 20% inferiore ma fu la cosa giusta da fare e dopo un paio di anni avevo già ripareggiato il conto economico mensile grazie agli aumenti personali ottenuti.
Collaborai con CDExpress ancora per qualche mese nei week-end finchè le energie non bastarono più. Inoltre si erano ormai avviati i preparativi per il matrimonio… Ci salutammo quindi con un arrivederci un giorno di primavera del 2000.
Come succede spesso non risentii mai più titolari e colleghi, se non estemporaneamente in qualche centro commerciale in zona o in qualche commento su blog personali.

VENT

RGP: Nel corso dell’intervista hai citato il marchio Amiga…Un tuo parere in merito al computer di casa Commodore e alla Commodore stessa?

LUCA: Amiga era l’obiettivo primario per chi arrivava dal C64 e non voleva conformarsi alla moda dei PC. Amiga non era né hardware né software, ma una filosofia progettuale e concettuale da condividere, quasi una religione, compreso di necessario proselitismo verso gli “infedeli”.
Purtroppo le fondamenta di mamma Commodore non furono sufficientemente solide da permettermi, oggi, di scrivere questa intervista in WordWorth su AmigaOS invece che in Word per Windows. Come tutti ben sanno infatti non sempre il prodotto migliore è quello che ha successo sul mercato….
Purtroppo non è il primo né l’ultimo esempio, in tutti i campi.

RGP: Disponi ancora di qualche videogame o “macchine d’epoca”?

LUCA: L’Atari 2600 sicuramente l’ho buttato via per obsolescenza e senza pensare al retrogaming. Solo i Joystick, compatibili con il C64, continuarono la loro vita per qualche tempo sulla nuova macchina!
Come ho già detto, il C64 l’ho venduto per l’A2000 che, assieme ai successivi A4000 e CD32, è stato buttato dai miei genitori, dicono con il mio permesso (mi sono appena informato)! Non tocco più hardware Commodore dal 2000, tristissima cosa.
Meno male che ci sono gli emulatori: in ufficio, su Windows 8, ho da poco installato l’emulatore di Atari 2600 per fare qualche partitella in pausa pranzo… Mamma mia, quanta acqua sotto i ponti!!
Invece per quanto riguarda C64 ed Amiga, l’anno scorso quando ho acquistato il Sony Tablet S vi ho installato subito gli emulatori per far vedere ai miei figli (11 e 7 anni) come erano i giochi ai miei tempi.
Frodo C64 è l’app da installare per avere il C64 su Android: i giochi li ho scaricati dai links di Ready64 e siti simili! Li ho poi salvati sulla scheda SD inserita nel tablet.

Il figlio di Luca alle prese con Pit Stop su Tablet Android...

Il figlio di Luca alle prese con Pit Stop su Tablet Android…

Per emulare il joystick ho usato un cavo usb OTG a cui ho attaccato il joypad del PC (ThrustMaster wireless 3-in-1). E’ abbastanza fondamentale per potersi godere appieno il gameplay.
Per quanto riguarda Amiga invece dello stesso autore è disponibile UAE4Droid, simile schema di installazione del precedente… In questo caso però ho collegato una tastiera mediacenter (key+trackball) per ricreare il giusto feeling d’uso di Amiga.
Altro che Need For Speed Most Wanted o Race Injection! PitStop 2 e Boulderdash, F/A 18 Interceptor, Cannon Fodder e Lotus Esprit Turbo Challenge!
E devo dire che entrambi i figli apprezzano il divertimento (un po’ meno i pixel, che hanno imparato a conoscere proprio grazie agli emulatori…).

RGP: E come non apprezzare giochi di questa portata?? Tornando a te di cosa ti occupi attualmente?

LUCA: Sono programmatore senior presso una software house di Milano dove sviluppiamo un sistema editoriale completo usato in tutto il mondo: dal reporter che scatta la foto sul luogo della notizia, all’inserimento nel sistema del materiale, l’impaginazione dei contenuti ed infine la creazione dei PDF per le rotative dei quotidiani o dei dati da iniettare nel sito web di riferimento. In particolare mi occupo dell’impaginatore (una sorta di Adobe InDesign) e della gestione dei dati da inviare al web per la versione on-line del giornale.
Sviluppiamo praticamente tutto sotto Windows .NET/WPF ed ho ampia capacità di manovra una volta assegnati gli obiettivi da raggiungere dal team leader. Mi ricordo perfettamente del colloquio di lavoro tecnico, fattomi da Eugenio Ciceri, allora responsabile del team in cui avrei lavorato.
Le domande formali e di rito terminarono al pronunciamento della parola “Amiga”. Ci mettemmo a chiacchierare allegramente della nostra macchina preferita ed alla fine si recò dal grande capo dicendogli che il colloquio era stato soddisfacente.
Un po’ di fortuna anche in questa occasione!

Luca Crisafulli (al centro accucciato) ed Eugenio Ciceri (primo a sinistra in piedi) durante una sana partita a calcetto...

Luca Crisafulli (al centro accucciato) ed Eugenio Ciceri (primo a sinistra in piedi) durante una sana partita a calcetto…

RGP: Cosa pensi della nascita di realtà dedicate al retrogaming quali l’apertura di numerosi musei avvenuta in questi anni ed al proliferare di iniziative dedicate (eventi, blog e siti a tema)?

LUCA: Pura nostalgia e purtroppo dispiacere per non averci pensato prima anche io. Ho avuto la fortuna di avere molto, prima dai miei genitori e poi grazie al mio lavoro ma non ho avuto cura di ciò che sembrava non essere più utile.
Sono pentito… Per questo giro spesso sui siti di retrocomputing/retrogaming, pur non partecipandovi attivamente per problemi di tempo.

RGP: Sei sempre in tempo a recuperare…!Come vedi fra 10 anni il mondo informatico ed in particolare quello videoludico considerando l’aumento graduale e costante delle specifiche tecniche dei sistemi attuali?

LUCA: Penso che i tablet, in futuro, la faranno da padrone. Le console portatili spariranno a breve, non hanno senso già oggi. Le console da salotto avranno futuro se permetteranno di fare veramente tutto, oltre che giocare.
Personalmente, ed è la mia altra passione, ho un HTPC collegato al videoproiettore in taverna per vedere TV, film, navigare e giocare su maxischermo da 120 pollici. Spettacolo puro. Per motivi “pratici” non ho mai voluto retro-giocare sull’HTPC, ogni pixel avrebbe il lato di mezzo centimetro! Mamma mia…

Una sessione di Rally sul megaschermo da 120 pollici!

Una sessione di Rally sul megaschermo da 120 pollici!

Alla guida della Rossa monoposto...

Alla guida della Rossa monoposto…

RGP: Un consiglio a tutti quelli che volessero intraprendere la carriera di programmatore?

LUCA: Passione. Con il solo studio potrete ottenere buoni risultati, ma con la passione otterrete il massimo. A fine Dicembre 1984 scrissi 10 PRINT “CIAO” / 20 GOTO 10, mentre in questi giorni sto implementando nuove funzioni in un Content Management System sviluppato in ASPX/C#.
Sono passati quasi 30 anni…

RGP: E quante cose sono cambiate in un “cosi breve” arco di tempo (anche se nel campo informatico trent’anni sono un’eternità…)!
Non mi resta che ringraziare Luca Crisafulli per aver condiviso con tutti noi appassionati i ricordi videoludici e la propria esperienza lavorativa!

LUCA: Un saluto a tutti coloro che mi hanno conosciuto e un grazie per la pazienza, se avete letto fin qui!

© Copyright 2009 - 2017 by Retrogaming Planet
 

Autore: Robert Grechi

Nato nel 1977 ho vissuto in prima persona la nascita dei videogames fin dal lontano 1982, anno in cui entro in possesso di uno splendido Colecovision e con il quale comincio la mia “carriera” videoludica! Da allora è stato un susseguirsi di Home Computer e Console che hanno ampliato ulteriormente l’interesse per i videogiochi al punto da aprire, nel mese di Luglio 2009, il blog Retrogaming Planet interamente dedicato al mondo videoludico anni ’80 – ‘ 90!

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4 Commenti

  1. Ciao Luca!
    Bella intervista! ora so cosa hai fatto esattamente prima che ci conoscessimo 🙂
    Però se al colloquio mi avessi fatto notare che il tuo anno di nascita coincide con quello di lancio del primo microprocessore INTEL, non sono sicuro che avrei dato un parere tanto positivo… 😉

    Scherzi a parte: a casa ho un CUBO CD32 acquistato su eBay; ti aspetto di nuovo a visitare il mio museo così potrai darmi qualche dritta per i collegare la schedina jamma in un prossimo cabinato!

    A presto!
    Eugenio

  2. Ciao Eugenio, I’m a programmer not a electrician! :-)))

    Grazie per l’invito, già immagino i miei bimbi nel tuo museo! :-O

  3. Ma… io… per la verità… citavo il Dr. Leonard McCoy… :-O

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