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INTERVISTA A IGOR MAGGIORELLI: Laser (Retro)Games e dintorni

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INTERVISTA SCRITTA DA IGOR MAGGIORELLI SU TRACCIA DI RGP
 

Come avrete notato, questo mese non è stato pubblicato alcun articolo a causa di molteplici problemi personali…Spero quindi che questa intervista permetta di farmi perdonare da tutti voi lettori di Retrogaming Planet!
Igor Maggiorelli, esperto (ed ancora oggi utilizzatore) di Laser Games ci svela le cause della prematura scomparsa di queste innovative macchine da gioco nate nei favolosi anni ’80…una tecnologia dalle notevoli potenzialità (e dagli altissimi costi di gestione) in grado di regalarci titoli del calibro di MAD DOG MC CREE, Space Ace e molti altri!
Ma, come vedrete, non è tutto oro quel che luccica…

Robert Grechi
 

RGP: Ciao Igor e benvenuto su Retrogaming Planet! Finalmente dopo numerosi tentativi, siamo riusciti a realizzare un’intervista che, sono sicuro, interesserà moltissimi lettori del blog, soprattutto amanti del Laser Games!

IGOR: Grazie a te! Sono contento di essere stato invitato su queste pagine.

RGP: Per prima cosa vorremmo sapere quando hai cominciato ad interessarti ai videogames e all’elettronica in generale e con quale macchina hai scoperto questo fantastico mondo?

IGOR: Se hai 2 ore di tempo ti spiego tutto 🙂 A parte gli scherzi cercherò di riassumere in breve: Il mio interesse per i videogiochi è iniziato sin da bambino quando mio Babbo costruì per me e mio fratello un clone di PONG con tanto di fucile (usò uno ZEUS come fucile). Se non ricordo male il gioco era costruito intorno al circuito integrato AY-3-8500. Ricordo con affetto quel gioco e le fantasiose soluzioni adottate quali, ad esempio, i due controller inseriti in due porta-spazzolini di colore bianco ( alla fine erano due potenziometri).
MI affascinava osservare mio padre mentre lo costruiva o lo modificava! Successivamente mi fu regalato un FAIRCHILD CHANNEL F che ho adorato e tenuto in funzione fino all’acquisto, anni e anni dopo, del mio Amiga 500. Ma non era ancora scattata in me la mania di collezione. Se dovessi però indicarti una data nella quale è scattata questa “passione” allora devo spostare le lancette al 1983 ovvero dopo aver visto DRAGON’S LAIR in un bar…ma solo verso il 1989 comincerò davvero a ricercare e collezionare materiale, inizialmente con scarso successo.


 

RGP: Quali titoli ricordi con maggior nostalgia?

IGOR: Difficile rispondere: il gioco che ricordo maggiormente è comunque Videocart-4: Spitfire, un gioco di combattimento aereo per Channel F con il quale io e mio fratello passavamo le ore. Immagino vi sareste aspettati un gioco laser come primo titolo ed invece…
Un altro gioco che ricordo con affetto è SUPER DON QUIX-OTE! Sono lo molto legato a questo titolo per la sua realizzazione tecnica ma soprattutto per il fatto di giocarci spesso con il mio migliore amico Andrea che oggi, purtroppo, ho perso di vista. Per raggiungere la sala giochi dovevamo prendere ben due autobus per attraversare la città e tutto per fare una o due partite al massimo! Cosa non si faceva per una sana partita a Super Don Quix-ote…
Ovviamente sono legato a molti altri titoli ma questi due rappresentano un pò tutto per me!


 

RGP: Un aneddoto della tua “adolescenza video ludica” che desideri raccontare?

IGOR: Ne sceglierò due anche se il secondo è frutto di molte discussioni avvenute con varie persone nel corso del tempo.
Il primo risale al periodo nel quale frequentavo le sale giochi (non ricordo l’anno preciso) durante una partita a SPACE ACE, uno dei miei laser game preferiti: mentre stavo per concludere il gioco si avvicina un ragazzo più grande con la classica faccia di chi si sente migliore di te. Faccio in modo di finire subito la partita e gli lascio il posto dicendo “Ci sai giocare? “ e lui “ E’ un gioco banale…tutti ci sanno giocare”.
A quel punto mi sposto e lo lascio giocare: inserisce il gettone ed alla prima mossa…ZACK…morto!
Ok” mi dico tra me e me “era distratto…
Riparte il gioco e alla prima mossa…ZACK…morto di nuovo!
Per farla breve: tre vite buttate in 45 secondi secchi…
Il tizio mi guarda come per dire “ E’ la solita sfortuna ma io so giocare” ed è allora che io mostro un gettone dicendogli “Dai faccio una partita sola poi me ne vado“.
Il ragazzo mi lascia il posto guardandomi come dire “Fammi vedere cosa sai fare… moccioso…“. Inserisco il gettone e gli chiedo “Vuoi che dica tutte le mosse mentre le faccio?“ “Io le so le mosse ma… vediamo se TU le conosci davvero“ mi risponde lui!
Ovviamente non ribatto e comincio la partita.
Cosi inizio a giocare e annuncio la mossa da fare un attimo prima di farla… ovviamente finisco il gioco. Il tipo mi guarda e mi dice “Sei stato solo fortunato… è un gioco cosi facile che lo finisce anche un bambino!“ e se ne va.

Secondo aneddoto (in verità non solo uno ma vari): spesso vengo contattato da persone che cercano di risolvere vari problemi sulle console o altre macchine. Per questo vorrei riportarvi alcune affermazioni “degne di nota”:

  • Mr.X:Ciao Igor ho un problema con i BARILOTTERI della mia scheda arcade ma non so come
    cambiarli
  • IO:Scusami ma…cosa sono i BARILOTTERI???
  • Mr.X:Come li chiami tu quei cosi cilindrici con due zampette e una fascia laterale?
  • IO:Intendi, forse, i condensatori elettrolitici?
  • Mr.X:Si quelli…i BARILOTTERI!
  • IO:

 

Altra discussione:

  • Mr.X: Ciao Igor. Sto cercando dei componenti difficili da trovare, forse tu puoi aiutarmi
  • IO:Se posso aiutarti…dimmi pure
  • Mr.X:GRAZIE!!! Sto cercando i componenti a forma di LENTICCHIA…
  • IO: (Tra me e me) “Santi numi…e cosa sono??
  • IO:LENTICCHIA??? Mi puoi mandare una foto di questi strani componenti?
  • Mr.X: Certo“ e invia la foto
  • IO:Ma sono Condensatori Ceramici…è questo il componente che cerchi?
  • Mr.X: ECCO COME SI CHIAMANO!!! Ad ogni modo anche se li tolgo non succede nulla…
  • IO: (Tra me e me) “Oh mamma mia…

 

Ultima discussione:

  • Mr.X: Ciao mi vendi i tuoi cabinati di Dragon’s Lair? Tanto non li usi più… inoltre guadagni dei soldini!
  • b>IO: “Non sono in vendita mi dispiace
  • Mr.X:Guarda che pago bene
  • IO:Non sono in vendita…
  • Mr.X: Guarda che io PAGO BENE!!!
  • IO:E’ probabile ti sfugga il concetto di “Non sono in vendita”! Cosa della frase “Non sono in vendita” non ti è chiara?
  • Mr.X: CHE MALEDUCATO CHE SEI… io ti offro dei soldi e tu rifiuti!
  • IO: (tra me e me) “Perché capitano tutti a me …

 

RGP: Sappiamo che sei un amante dei Laser Games, oltre ad un incallito collezionista…ci racconti qualcosa in merito a questa tua passione?

IGOR: Amante dei laser games si, incallito collezionista no o almeno non nel senso più classico “classico” del termine! Io amo infatti possedere hardware e giochi del passato soprattutto per giocarci e non per tenerli fermi sullo scaffale. Che dire: ho una buona collezione di laser discs, quasi tutti giochi ed alcuni film.
Mi piace il sistema laser per quello che ai tempi rappresentava e per tutto ciò che ha rappresentato nel collettivo di noi “ragazzi” dell’epoca. Era il futuro a portata di mano..significava avere a disposizione
giochi impensabili per quei tempi, soprattutto in termini grafici.
Oggi possiedo 6 Arcade e circa 64 lettori laser oltre a varie altre parti di molti giochi come kit completi di MAD DOG MCCREE, Mach 3 o Dragon’s Lair II.
Questa “mania” dei laser games mi ha portato a recuperare anche molte macchine sulle quali giravano uno o più laser games…cosi ho preso macchine come il Laser Active o MSX Palcom!
Naturalmente possiedo anche alcuni home computer come ZX Spectrum e console varie.
Tra console e home computer credo di avere circa 50 (forse di più) macchine acquistate negli anni (alcune naturalmente doppie).
Adoro inoltre riparare console ed home computer infatti, alla fine, molte di essi li ho acquistati guasti riparandoli poi io stesso…alcuni esempi sono i miei Sinclair QL oppure gli Amiga 600!

Sinclair

RGP: Seppur Dragon’s Lair vantasse un’ottima realizzazione tecnica, lo stesso non si può dire della sua giocabilità alquanto limitata…un tuo parere in merito?

IGOR: Dragon’s Lair non è l’unico laser games della storia, sicuramente è il più famoso ma non certo il più interattivo. Dobbiamo considerare che tutti i giochi a mosse predefinite tipo Dragon’s Lair non hanno certo una grande giocabilità ma hanno il loro punto di forza nella grafica cartoonesca!
Molti altri giochi infatti non possono vantare un tale livello di disegno. Inoltre i laser games, come ho già detto, non si limitano ai giochi con mosse predefinite: sono stati realizzati infatti giochi di guida che
funzionano esattamente come Pole Position, con tanto di cambio, acceleratore e volante!
Esistono anche giochi sparatutto simili a Galaga e la lista potrebbe continuare…
Cosa hanno quindi questi titoli di diverso dalle loro controparti (Galaga in primis)? La parte laser ovviamente!
Prendiamo ad esempio US vs THEM: sfondo filmato, astronavi create dal computer e cut scene divertenti con attori in carne e ossa. Un gioco molto divertente che non fa affatto rimpiangere altri titoli simili non laser.
Ora vorrei presentarvi un laser game di guida ovvero LASER GRAN PRIX:


 

Pista filmata e automobili create dal computer; se premiamo l’acceleratore la pista scorre sotto le nostre ruote a velocità sempre crescente ma se freniamo sino a fermarci, avremo una pista immobile sotto la vettura con tanto di rumore di motore al minimo e avversari che sfrecciano ai lati.
Se ci si divertiva a Pole Position non possiamo non divertirci a questo laser game!
La domanda ora è : “Cosa non ha funzionato nei laser games? “La risposta è facile : IL LETTORE LASER!
Il problema era proprio la delicatezza del meccanismo che, lasciato in “mano” ad orde di ragazzini che prendevano a pugni e calci i cabinati, mandava in tilt i poveri lettori laser.
I primi lettori laser usavano tubi con gas HE-NE e questo era un altro problema in quanto nel giro di un anno di uso intensivo del lettore stesso , 24 ore su 24, il gas si esauriva ed il fascio laser non era più in grado di “leggere” le informazioni dal disco.
Era quindi necessaria la sostituzione del tubo con uno nuovo e magari una ritaratura dell’ottica o almeno una pulizia della stessa…Facilmente intuibili quindi gli altissimi costi di gestione e mantenimento degli apparati, difficilmente recuperabili a causa della carenza di interesse al gioco stesso da parte degli utenti.

RGP: Per quanto riguarda invece titoli del calibro di MAD DOG MC CREE?

IGOR: Qui dobbiamo fare un piccolo punto: la prima fase dei laser games nacque nel 1983 e finì intorno al 1985/1987…tutti questi giochi avevano lettori di prima o seconda generazione e quindi con il suddetto tubo laser caricato a gas.
MAD DOG nasce invece nella “seconda” era dei laser games, altrettanto breve , che partì nel 1990 circa per concludersi intorno al 1996… questi apparati usavano invece lettori con diodo laser della SONY e, solitamente, il modello 1450 LASERMAX.
Di questo periodo è anche la pubblicazione di Dragon’s Lair II e Space Ace ‘91.
Per tornare a Mad Dog possiamo affermare che si trattava di un classico tiro a bersaglio con filmati cinematografici di buona fattura ed attori reali… il gioco era davvero molto divertente in particolare se il doppiaggio era Italiano! Vorrei infatti ricordare che il doppiaggio non era realizzato da doppiatori Italiani ma da attori americani che leggevano le frasi alla meno peggio… Risultavano cosi frasi del tipo:
_ “LO DOVEVI PRATICARE LA MIRA“ (devi migliorare la tua mira) (Mad Dog)
_ “NON UCCIDERE I FERIGLI” (Non colpire i civili) (Crime Patrol 2)
_ “Hei FRITTELLO !!“ (Hei fratello!) (Crime Patrol 2)
_ “MAD DOG LO VENGO A PRENDERTI“ (MAD DOG vengo a prenderti) (Mad Dog)
 

Insomma, alcune volte era molto più divertente sentire cosa dicevano gli attori che non giocare al gioco in sé… Il titolo fu prodotto dalla AMERICAN LASER GAMES che ha realizzato successivamente altri 9 laser games su questo genere in varie ambientazioni. Ne esiste anche un altro ma questo non era su base laser bensì su sistema 3DO.
Io possiedo un kit funzionate e molti titoli, me ne mancano solo un paio se ricordo bene.
Ho messo il tutto in un mobilino realizzato appositamente e collegata la macchina alla TV di casa… ed ovviamente mi diverto moltissimo!

(Cliccare sulle immagini per ingrandirle)

Cliff Hanger in tutto il suo "splendore"!

Cliff Hanger in tutto il suo “splendore”!

RGP: Ritieni che la tecnologia dei Laser Games avesse delle buone potenzialità ma sia stata sfruttata male (causandone la precoce scomparsa in tutte le sale giochi) oppure, considerati gli alti costi di gestione e le limitate capacità tecniche della stessa, abbia dato il massimo al mondo videoludico durante la sua breve vita?

IGOR: Poco sopra ho già dato alcuni spunti in merito alla precoce dipartita di questa tecnologia: sostanzialmente il problema NON era il gioco in sé ma la tecnologia laser stessa… Poi è necessario fare anche una divisione di “settori”: mentre in Italia la pubblicazione è iniziata e si è sostanzialmente conclusa con Dragon’s Lair, Space Ace , qualche M.A.C.H. 3 o Interstellar (poi alcuni convertiti in Esh’s Aurunmilla), alcune manciate di Cliff Hanger e pochi altri, nel resto del mondo si contano tantissimi altri titoli realizzati su tecnologia laser!
I laser games realizzati tra il primo ed il secondo periodo sono almeno una quarantina e, come già detto, si tratta di giochi di vario genere…
Torniamo però al discorso Italia: perché questi prodotti non hanno avuto il successo sperato?
Diciamo che nel nostro paese i giochi laser, importati dalla ATARI su licenza Cinematronics, risultavano differenti in quanto a circuiteria e lettori (successivamente Atari ha fatto costruire Dragon’s Lair e Space Ace alla SIDAM per il solo mercato italiano usando lettori e schede identiche a quelli delle versione Atari ma con una rom diversa ).
Invece dei ben più solidi lettori PIONEER LD-V1000 (anche se una primissima versione erano in verità lettori PIONEER pr-7820, molto più lenti e quindi successivamente sostituiti con i LD-V1000) venivano utilizzati i PHILIPS 22VP932 ed il formato video passava da NTSC (stampa PIONEER) a PAL (stampa PHILIPS).
Il problema erano proprio i lettori Philips più deboli e con alcuni difetti che, nel tempo, sono stati (quasi) risolti, fermo restando che si trattava sempre di unità a “tubo” laser caricato a gas NE-HE e quindi con frequenti riparazioni necessarie che, sul lungo periodo, mettevano fuori uso il sistema.
Molti gestori hanno ovviato al problema acquistando più lettori in modo da sostituire quelli guasti mentre i cabinati erano in riparazione ma i costosi interventi non riuscivano ad essere poi ammortizzati dalle “giocate” da parte della utenza…ovvero da noi ragazzini!
Inoltre il lettore PHILIPS aveva un altro problema: il LASER ROT!
In sostanza, la colla per unire le due metà del disco di plastica era di qualità scadente e con il tempo tendeva a cedere formando dei piccoli aloni sul disco! Il tutto si trasformava in puntini sullo schermo che non era possibile eliminare se non comprando un altro disco laser!
Il problema dei laser disc PHILIPS era cosi grave che, ad oggi, è difficilissimo (se non impossibile) trovare un disco PAL senza il laser rot , ed anche se viene trovato non è detto che il difetto non si manifesti nel tempo (anche i dischi PIONEER potrebbero incorrere in questo difetto ma la cosa è molto più difficile…)
Ci sono stati anche altri giochi in Italia ma solo di importazione “indiretta” ovvero che il noleggiatore acquistava in America addossandosene poi il trasporto e lo sdoganamento. Purtroppo giochi come CLIFF HANGER (Lupin 3) erano prodotti con lettori laser NON professionali (come il PIONEER LD-V1000) ma pensati per la casa ed usavano il PR-8210 o il LD-1100.
Questi lettori non erano adatti per l’uso continuativo che giochi simili richiedevano ed infatti anche qui i guasti erano più frequenti, seppur inferiori ai Dragon’s Lair di ATARI/SIDAM .
Lo stesso difetto affliggeva anche un altro gioco “importato” in Italia con il nome di M.A.C.H 3 anche se questi giochi risultavano essere un poco più “solidi” benchè usassero il medesimo lettore. Quindi i laser games della prima serie sono stati vittima della loro componente hi-tech: il lettore laser.
Nella seconda serie invece le cose cambiarono molto, come avevo già accennato in precedenza; i giochi tra il 1990/1996 usavano infatti lettori di generazione più moderna e con diodo laser. Di solito venivano utilizzati i 1450 LASERMAX, affidabili e abbastanza veloci, ma in Italia erano visti con diffidenza in quanto molti noleggiatori non avevano guadagnato abbastanza per coprire spese e riparazioni della prima “serie” di laser games.
Ad ogni modo ci sono alcuni titoli interessanti anche in questo periodo: oltre a già citati Dragon’s Lair II, Space Ace ’91 e i vari American Laser Games, vorrei ricordare il poco conosciuto GALAXIAN 3, conosciuto anche con il nome di GALAXIAN3: PROJECT DRAGON.
Il titolo merita di essere ricordato in quanto sistema del 1994 con ben DUE laser disc (Sony 1450) e 4 o 6 posti che lo rendevano quindi un gioco molto grande. In pratica si “guidava” il mirino del nostro cannone laser per difendere la nave mentre era in volo, per complicarci le cose, in mezzo a formazioni di centinaia di nemici.
Il gioco era comunque molto frenetico e divertente.

NOTA: Esisteva anche una versione per 28 GIOCATORI (!!!) creato in Giappone in un unico esemplare.

Questo gioco può vantare un’ottima conversione su PlayStation 1 ma sicuramente giocarlo su un piccolo schermo, invece dei due enormi pannelli sui quali venivano proiettate le immagini da due video proiettori, non è propriamente la stessa cosa… Il coin op era davvero enorme: 4 METRI circa di larghezza ed altrettanti di profondità per un’altezza di 2 METRI!

(Cliccare sulle immagini per ingrandirle)

Un cabinato di Igor in manutenzione...

Un cabinato di Igor in manutenzione…

Un altro esemplare in riparazione

Un altro esemplare in riparazione

RGP: E’ stata questa passione a consentirti di collaborare con Retrogaming History? Ci racconti come sei venuto a conoscenza del sito e come è iniziata la collaborazione?

IGOR: Io ero già iscritto a molti siti di retrogaming ma in nessuno di essi mi trovavo bene per varie ragioni. Un giorno di circa 6 anni fa mi contatta invece il fondatore di Retrogaming History per chiedermi se volevo collaborare con lui: è iniziata cosi una collaborazione che dura ancora oggi anche se ridotta, rispetto a prima, per cause legate alla mia salute ed impegni personali.

RGP: Cosa pensi dei vari musei videoludici aperti di recente e della nascita dei numerosi siti/blog tematici?

IGOR: Favorevole alla realizzazione di musei, gruppi e/o manifestazioni retrogaming! Quando ho iniziato a collezionare , nel lontano 1989, venivo deriso da tutti (e con tutta probabilità le stesse persone che all’epoca mi prendevano in giro, oggi sono “espertoni”, o presunti tali, di retrogaming) ma oggi le cose sono cambiate.
Forse anche troppo…
É bello vedere che molti giocatori si interessano al mondo retrogaming ed è altrettanto bello ed utile sapere di avere a disposizione, nei musei videoludici o nelle manifestazioni a tema, vecchie macchine che chiunque può provare per rivivere o scoprire per la prima volta (per chi non ha avuto la fortuna di esserci all’epoca) quel fantastico periodo videoludico.
Ma non sono, ovviamente, tutte rose e fiori: spesso infatti mi imbatto in persone e/o gruppi che di genuino non hanno proprio nulla e che riducono il tutto ad un unico e prevedibile scopo: far soldi!
Infatti , come spesso accade, eventi come questi diventano una “moda” e quando questo accade inevitabilmente vengono attirate dall’evento molte persone non sempre “buone”…
Alcuni mi “accusano” di essere troppo drastico affermando che senza soldi non si fa nulla: io però non dico che non si debba guadagnare qualcosa ma solo che ci sono persone che prima hanno snobbato il mondo retrogaming, considerandolo solo una perdita di tempo, per poi utilizzarlo a scopo di lucro quando hanno capito che poteva diventare una fonte di guadagno facile e senza troppo impegno! Anche Retrogaming History ha dei costi che vengono sostenuti tramite donazioni o pubblicità e che non risultano mai invasivi! In questo modo infatti riusciamo a mantenere il forum ed il sito attivo con un alto livello di contenuti e grafica…e qui non posso che ringraziare il fondatore del sito!

RGP: Secondo te gli home computer e le console d’epoca dovrebbero essere esposte, esclusivamente a disposizione degli appassionati, nei vari musei appena citati o credi che anche le collezioni personali abbiano un proprio significato?

IGOR: Il Museo è solo una collezione visitabile a pagamento.
Apriamo una piccola parentesi: un museo con le sue collezioni distribuite su varie vetrine e senza una stralcio di spiegazione e/o percorso didattico, diventa una mera esposizione senza alcuna utilità effettiva.
Mi spiego meglio: se andiamo in un museo di arte greca e mi trovo di fronte centinaia di pezzi di alto valore ma privi di spiegazione (e magari “mescolati” senza un nesso logico), cosa avrò imparato? Probabilmente poco o nulla … Torniamo ora al nostro museo di videogiochi ed immaginiamolo come il museo greco del mio esempio…cosi capiremo cosa intendo.
Come dicevo poco sopra il museo non è altro che una collezione visitabile a pagamento; esistono però bellissime collezioni di privati, spesso con prototipi in esemplare unico, che sarebbe un peccato non vedere.
Per questo sono a favore delle manifestazioni dove il privato può portare i suoi “tesori” e mostrarli al pubblico, spesso con tanto di spiegazione fornite dal collezionista stesso!
Quindi il museo non esclude la collezione privata e viceversa.

(Cliccare sulle immagini per ingrandirle)

Alcuni coin op della collezione di Igor

Alcuni coin op della collezione di Igor

Altri pezzi della collezione...

Altri pezzi della collezione…

RGP: Il pezzo della tua collezione al quale tieni maggiormente?

IGOR: Difficile da dire… cosi su due piedi direi i miei Laser Active, Triad Stone e MSX Palcom PXv60, anche se tengo molto ad ogni singola macchina che possiedo. Ovvio che sul fronte arcade il mio preferito sarà sempre Super Don Quix-Ote

RGP: Di cosa ti occupi nella vita e qual è, o quali sono, i tuoi hobby principali?

IGOR: Solitamente non fornisco mai mai molte informazioni sulla mia vita privata; ad ogni modo sono un tecnico IT da 13 anni ed, ovviamente, i miei hobby non potrebbero non essere la riparazione e collezione di macchine dell’epoca storica dei videogames.

RGP: Un’ultima domanda: in un futuro prossimo assisteremo secondo te ad una rinascita delle gloriose sale giochi di un tempo o possiamo ritenere definitivamente conclusa l’epoca dei Coin-Op?

IGOR: Sarebbe bello assistere alla rinascita delle Sale Giochi ma ritengo purtroppo impossibile si possa ritornare alle sale come le abbiamo conosciute noi negli anni passati . Ho paura che quei tempi siano ormai finiti… ma non certo per noi che continuiamo a conservarne il ricordo nel cuore!

RGP: A questo punto non mi resta che ringraziarti per il tempo concessomi e per aver contribuito a diffondere il “verbo dei laser games” fra tutti coloro che non hanno avuto la fortuna di viverne l’esperienza all’epoca della loro pubblicazione!

IGOR: Grazie a te per avermi dato la possibilità di spiegare il motivo dello scarso successo di questa innovativa tecnologia. Ho cercato, nei limiti del possibile, di dare più informazioni possibili ma soprattutto informazioni non “comuni”.
Spero comunque ci saranno altre occasioni per poter tornare nuovamente a parlare dei laser games fornendo ulteriori, interessanti informazioni e curiosità!
 

PER CHI DESIDERA APPROFONDIRE:

LASER GAMES: L’INNOVATIVA TECNOLOGIA DEGLI ANNI ’80

© Copyright 2009 - 2017 by Retrogaming Planet
 

Autore: Robert Grechi

Nato nel 1977 ho vissuto in prima persona la nascita dei videogames fin dal lontano 1982, anno in cui entro in possesso di uno splendido Colecovision e con il quale comincio la mia “carriera” videoludica! Da allora è stato un susseguirsi di Home Computer e Console che hanno ampliato ulteriormente l’interesse per i videogiochi al punto da aprire, nel mese di Luglio 2009, il blog Retrogaming Planet interamente dedicato al mondo videoludico anni ’80 – ‘ 90!

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5 Commenti

  1. Che dire..Un tuffo nei ricordi con lo stile delle classiche interviste alla TGM del grande Yoda.
    Scrivo di getto i ricordi venuti alla mente dalle parole del signor Igor Maggiorelli.
    Pensando alle sue ultime parole le do pienamente atto che ormai molti seguono i Retrogames per moda e per lucrare.Fortunatamente non sono tutti cosi e lo vedo con Robert e Mauro Corbetta.
    E’ vero che una volta questa stessa gente che ora si reputa esperta di retrogaming, prendeva in giro chi già dalla fine degli anni 80 amava tutto ciò che non era oggetto del presente.
    Ma la storia è ciclica e l’esempio dei retrogames potrei contrapporlo a quello di chi gia 20 anni fa amava la cultura giapponese e tutto ciò che ne ruotav intorno. La gente ti prendeva per un Nerd stralunato ed invece ora fa figo mangiare Sushi ed andare in Giappone e leggere e guardare Manga ed Anime.
    Non importa se poi non distingui il valore di un buon sushi da un sushi da supermercato ..l’importante è dire io sono alla moda!
    Ma questo esempio possiamo rapportarlo anche con i fan attuali della Mela: ora è sinonimo di moda, una volta eri estraniato e considerato una specie minore quasi in via di estinzione 🙂
    Tornando a cose che hanno a che fare con il lucrare potrei citare come primo esempio quello che aveva a che fare con le musiche dei cartoni animati giapponesi: una volta nel lontano 1998 esisteva il Progetto Prometeo dell’università del Politecnico di Torino. Raccoglievano le musiche in un formato molto strano per quei tempi ovvero gli Mp3. Quando si capì che la gente amava questa cosa fecero chiudere il progetto senza pensare alla passione di chi l’aveva creato ed iniziò una vendita sciacallaggio assurda!
    Ma tornando alle cose positive vorrei dirle grazie per il ricordo generato nella sua intervista.
    Ricorda la Newell di Rho?(Rob Esiste ancora?)Per un ragazzo che viveva al Sud era un’impresa recuperare dei Laser Disk e poi la Newell con il Pioneer(oggetto leggendario).
    Ma l’amore e lo spirito di curiosità per questi oggetti che producevano una grafica da sogno, cartoni animati interattivi, fu quando un giorno nei primi anni 80 (quando ancora non avevo raggiunto la prima decade di età) vidi Fabrizio Frizzi capellone: invitava all’angolo dei Videogames su Tandem, trasmissione per ragazzi anni su Rai 2, a giocare a Dragon’s Lair. Ed allora la Tv mi risucchiava insieme al cavaliere per salvare la sua bella Daphne..,Quanti ricodi e come volava la fantasia!
    Ora abbiamo meno modo di volare con essa, poichè la realtà è cosi aumentata che supera quasi ogni immaginazione ma grazie a gente come lei e tanti appassionati veri che sono disposti a raccontarci parte della loro vita videoludica, possiamo far sì che tutto questo non si perda tra le linee del tempo ma che rimanga per sempre scritto nella storia.
    Ora i ricordi si fanno più confusi e si spostano verso un posto dove trovai una marea di Laser Disk nel 1995 a Madrid presso il cortengles della Gran Via..,Non pensavo ne avessero prodotti tanti soprattutto per quanto riguardava i films ma in Italia non ci fu un apprezzamento cosi vasto di come invece notai in Spagna.
    Identica cosa per il Sega MegaCd, accessorio che quel giorno fui tentato a portarmi in Italia…ma quella è un’altra storia che prima o poi scriverò in un commento o articolo :-D.

    Vi saluto e ringrazio te Robert per l’impegno che metti ogni volta ed al signor Igor per la splendida intervista augurandogli di rimettersi in salute e magari di tornare a parlarci ancora dei suoi cabinati e di tutto quello che conosce sui Laser Games…A presto!!!!

  2. io sono stato alla Newell quando vendevano il kit della SOFTWARE CORNER o LDG… in pratica i laser disc di Dragon’s Lair!
    Possiedo ancora il lettore che presi da loro e il primo disco di DL (completo di programma per Amiga e cavo); nel tempo ho parlato anche con il proprietari della software corner (DIRK.., si chiama cosi 🙂 ) e ho poi recuperato molti altri laser ed interfacce per PC da lui…
    Dirk diceva che il sistema poteva fare quello e tanto altro… io posso dire che piu di Dragon’s Lair e Space Ace il sistema non poteva fare. Per fare il famoso FIREFOX aveva sicuramente bisogno di una genlock… ma il sistema non aveva la genlock quindi un poco ci hanno preso in “giro” con tutti i titoli che dovevano uscire (e che ovviamente NON sono mai usciti) 🙂

  3. Da ex-sviluppatore (in piccolo) di giochi “laser”, posso confermare la poca affidabilità dell’hardware. Questo gioco:

    http://gamesdbase.com/Media/SYSTEM/Arcade/Snap/big/Laser_Quiz_Italy_-_1995_-_CD_Express.jpg

    ebbe molte difficoltà nello sviluppo causa crash o blocchi improvvisi all’inizio imputati al software (quindi a noi programmatori, al solito…).

    Solo dopo ci accorgemmo che il problema era hardware, ed il CD32 con la scheda MPEG non durava molte ore prima di necessitare un reset, cosa non bella in una sala giochi.

    Altri tempi, però…

  4. Grande Luca!

    Non trovare scuse…la colpa è SEMPRE di voi programmatori 😉 😉 😉

    Ahahahah!

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