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INTERVISTA A CARLO SANTAGOSTINO: Le Confessioni (Digitali) di Santagostino

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INTERVISTA SCRITTA DA CARLO SANTAGOSTINO SU TRACCIA DI RGP
 

Per inaugurare la nuova interfaccia di Retrogaming Planet cosa c’è di meglio di una buona intervista ad un personaggio del calibro di Carlo Santagostino, programmatore, giornalista videoludico degli storici Zzap! e TGM e vero collezionista di tutto ciò che riguarda il mondo retro??
Dopo quasi un anno di attesa il buon Carlo mi ha letteralamente sorpreso, qualche mattina fa, recapitandomi questa sua intervista con tanto di materiale fotografico in allegato!
In riferimento al titolo capirete, quindi, che il “segreto confessionale” non poteva rimanere tale…

Robert “RGP” Grechi
 

RGP: Per cominciare ritengo necessaria la domanda più “scomoda”: dove ma soprattutto quando è nato Carlo Santagostino?

CARLO: Scomoda? No, sono comodamente seduto… Dove? Per mia grande fortuna a Milano. Quando? Per poco ma sono più vecchio del Magnavox Odyssey, la mia data di rilascio è 25 Aprile 1970.

RGP: Capisco! Due pezzi da mus..ehm da novanta! Tornando seri la tua è stata un’infanzia “informatica” o ti dividevi fra le classiche partitella a pallone, cinema con gli amici e televisione?

CARLO: E’ difficile definire “informatica” l’infanzia di un bambino degli anni ’70, il mondo non era certo quello che conosciamo ora. C’è sicuramente da dire che la mia non è stata comunque un infanzia “tradizionale” perché a differenza di tanti miei coetanei avevo interessi e passioni non comuni e per tanti versi posso ritenermi un bambino fortunato, tante cose che diamo oggi per scontate sono nate e si sono diffuse durante gli anni ’70 e ’80.
Ho avuto l’immensa fortuna di vivere in prima persona la nascita e la diffusione del videogioco, la nascita e la diffusione del personal computer e in ultimo anche la nascita e la diffusione di Internet. Per mia figlia, che ha 10 anni, pensare ad un mondo dove non esistano i videogiochi, i computer e Internet risulta impossibile eppure solo 40 anni fa tutto ciò non era neanche immaginato nei film di fantascienza.
Per rispondere alla tua domanda comunque non mi sono certo fatto mancare i divertimenti d’infanzia come il pallone, la bicicletta, il cinema, la televisione (tanta televisione, spesso mi chiedo dove abbia trovato il tempo di guardare tutti i cartoni animati che mi ricordo di aver seguito negli anni ’70 e ’80) e anche tanti fumetti di cui ero (e sono) un avido lettore, ma i videogiochi e l’informatica hanno comunque rappresentato la parte più importante della mia adolescenza, su questa passione ho costruito amicizie, molte delle quali durano tutt’oggi e ho improntato sia i miei studi che l’inizio della mia vita lavorativa.

Carlo in posa "impegnata"...Foto utilizzata poi per la faccina di Zzap!

RGP: Quando è nata questa smodata passione per i videogames?

CARLO: E’ un ricordo che si perde letteralmente nella notte dei tempi, ma rimane vivido nella mia memoria: era estate, Agosto… Mi trovavo a Finale Ligure con i miei genitori in vacanza e sul lungomare scopro un locale che non avevo mai visto prima, un locale pieno di bambini e ragazzi, fuori troneggia la scritta “SALA GIOCHI”. Entro e mi ritrovo in un mondo magico, schermi luminosi incastonati in mobili futuristici proiettano immagini in movimento mai viste prima, fu amore a prima vista!
Passai non so quante ore a giocare (50 lire a partita) ma anche a guardare estasiato, videogiochi rigorosamente in bianco e nero (il colore era ancora fantascienza): Gun Fight, Night Driver, Sea Wolf, Sprint. L’anno esatto l’ho ricostruito in seguito, basandomi sui giochi che ricordavo di aver giocato e su di un importantissimo particolare, non c’era Space Invaders, quindi doveva essere il 1977…
Da quel giorno i videogiochi si conquistarono una buona fetta del mio cuore e non l’hanno più lasciato!

RGP: Il tuo primo computer e la tua prima console?

CARLO: La mia prima console è stato un clone di Pong, come avvenne per quasi tutti i miei coetanei, circa 1978, apparve un natale a casa mia e diventò immediatamente il mio passatempo preferito ma soprattutto iniziai subito a smontarla per cercare di capirne il funzionamento, come facevo con quasi tutti i miei giocattoli. Ricordo che cambiai i potenziometri delle manopole di comando con dei potenziometri smontati da un vecchio impianto stereo…

Il primo computer di cui ho memoria è il Vic20 che vidi a casa di amici di mio padre con figli più grandi di me, non capii immediatamente di cosa si trattava, nel ricordo che ho di quel momento mi rimase impresso in maniera particolare l’utilizzo dei caratteri grafici per disegnare sullo schermo della tv. Ne rimasi letteralmente affascinato, tornato a casa passai giorni ad utilizzare la macchina da scrivere di mia mamma (una Olivetti Lettera 32) per riprodurre astronavi e altri disegni utilizzando i caratteri e i simboli disponibili, facevo “Ascii Art” ante litteram!
Nel 1980 apparve poi in casa mia la console destinata a cambiare per sempre la mia vita, l’Atari 2600. Non so quantificare il tempo che passai a giocare sul mio 2600 (console gelosamente conservata e che tutt’ora possiedo) probabilmente si misura in anni/uomo, ma soprattutto la passione smodata mi portò ad acquistare in edicola (mia seconda casa per la già citata passione per i fumetti) una rivista chiamata semplicemente “Videogiochi”.
Mi resi conto solo anni dopo che praticamente imparai a memoria quei fascicoli mensili, passavo giornate intere a leggere e rileggere ogni articolo, ogni paragrafo, ogni frase; il mio interesse cresceva di giorno in giorno, e grazie ad una rubrica chiamata “Di fronte al fatto computer” imparai a programmare senza possedere un computer.
Alcuni miei compagni di scuola possedevano il VIC20, ma lo usavano semplicemente come console di videogiochi, io a scuola scrivevo listati che producevano grandi scritte sullo schermo, modificavano caratteri grafici e altre piccole cose, li davo ai miei compagni che li digitavano e il giorno dopo a scuola mi comunicavano il risultato. Ero arrivato a scrivere anche semplici videogiochi completamente su carta, facendo il parsing del listato a mano per verificarne il risultato!
Il morbo dell’informatica mi aveva contagiato e non c’era più nulla da fare…

RGP: Ovviamente il Liceo Scientifico che hai frequentato è stata una scelta obbligata visti i presupposti giusto?

CARLO: Si e no, io volevo già fare informatica, ero già convinto, ma all’epoca i miei genitori non se la sono sentiti di mandarmi a studiare un qualcosa di cui si sapeva poco o nulla. Mi convinsero a fare una scuola scientifica ma “neutra” in modo da aver la possibilità di cambiare idea in seguito, ovviamente non l’ho cambiata e mi sono iscritto ad Informatica all’Università Statale di Milano nel 1989.
Con il senno di poi probabilmente il liceo mi ha comunque aiutato a sviluppare delle doti di comunicazione che mi sono servite durante gli anni in cui ho lavorato nell’editoria informatica.

RGP: Sappiamo che hai cominciato la tua carriera come programmatore di videogames…su quale macchina hai sviluppato il tuo primo gioco?

CARLO: Nel 1984, come regalo per la promozione in terza media, mi feci regalare un Sinclair ZX Spectrum, un bel 48K compreso di monitor a fosfori ambra, personalmente scelto dopo averne letto i pregi nella recensione di MCMicrocomputer. Convinsi i miei genitori, soprattutto mia mamma, con la scusa di poterla aiutare a fare la partita doppia con il computer (mia mamma era ragioniera) mentre in realtà mi misi immediatamente a programmare videogiochi e il gestionale per mia mamma rimase nel limbo dei programmi mai terminati.
Io programmavo principalmente per me stesso, per la mia passione smodata e non immaginavo di poter addirittura guadagnare qualcosa con quello che producevo come semplice passatempo, ma nel frattempo un amico, Marco Mietta, comprò un C64 e essendo più grande di me, pensò che fosse possibile anche vendere quello che produceva anche lui per passione e decise di proporlo alle riviste su cassetta che uscivano in edicola.
All’epoca, in estate durante le vacanze scolastiche, andavamo tutti nello stesso posto di villeggiatura, Borgio Verezzi (SV) in Liguria. Lì la nostra comune passione per l’informatica aveva il culmine per il tempo libero che potevamo dedicarle e insieme pensavamo e realizzavamo i giochi più disparati; fu in uno di quei periodi che nacquero giochi come “Il paninaro” poi edito sulla rivista NEXT, edizioni Edisoft, e “Durlindana” sempre edito sulla stessa collana, per i quali io disegnavo principalmente gli sprite (su quaderni a quadretti e poi riportati a mano in esadecimale sul C64). Durante l’inverno, preso dall’esempio di Marco, proposi una mia creazione alla rivista su cassetta più quotata ai tempi in edicola, Load ‘n’ Run e fu così che Nel 1986 vendetti il mio primo videogioco: “CRUNCH”, pubblicato su Load’n’Run n.38 del Maggio 1987.

(Cliccare sulle immagini per ingrandirle)

La lettera dell'Arcadia inviata a Carlo per la pubblicazione di Crunch su Load 'n' Run!

Immagine dell bozze reralizzate a mano di Crunch, il primo videogioco di Carlo Santagostino

Le bozze di Crunch, Il primo videogioco di Carlo Santagostino

Immagine delle bozze di Durlindana sul quaderno di Carlo

Le bozze di Durlindana sul famoso "quaderno di Carlo"

(Altre immagini delle bozze di Crunch sono disponibili a questo INDIRIZZO)

Sicuramente il mio primo videogioco che è stato pubblicato, il già citato “CRUNCH” per Sinclair ZX Spectrum, ha un posto d’onore nel mio cuore. Ricordo ancora l’emozione di trovare in edicola il “mio” videogioco… ero passato dall’altra parte della “barricata”.
Per quanto riguarda quello che ha riscosso maggior successo è difficile saperlo, non ho mai avuto molto feedback dalle mie produzioni, più che altro perché sono uscite in tempi in cui la distribuzione era “da edicola” e poco si sapeva del software di produzione originale che veniva mescolato alle traduzioni illegali di best seller esteri! Uno dei pochi giochi di cui io abbia avuto qualche conferma che è stato giocato ed apprezzato è stato “Durlindana” su Commodore 64, dove però mi sono occupato solo di parte della grafica, game-design e beta testing, il grosso del lavoro è di Marco Mietta.
Ma il periodo più prolifico è sicuramente quello in CD-express: anche lì mi sono occupato principalmente del game design e della grafica dei videogiochi prodotti: ne abbiamo realizzati circa una ventina, tutti sviluppati su Amiga AGA (CD32) in una versione modificata per le sale gioco con interfaccia JAMMA (il CUBOCD32)!

Il Cudo CD32 in tutto il suo "splendore..."

L'Amiga CD32 con il relativo adattore per lo sviluppo dei giochi Arcade

Dettaglio dell'adattatore per CD32

Tra i titoli migliori invece mi ricordo sicuramente “Numero” e “Candy Puzzle”:

Il disco originale di Candy Puzzle

RGP: Qualche simpatico aneddoto relativo alla realizzazione dei tuoi titoli?

CARLO: Del periodo “CDExpress” ce ne sarebbero mille da raccontare, eravamo una marmaglia di “geek” super appassionati di tecnologia e videogiochi. Mi ricordo in particolare un videogioco dove disegnai tra il pubblico tutti i componenti della banda, programmatori e grafici, una fatica immane perché c’erano a disposizione pochi pixel e pochi colori, immaginate rendere riconoscibili dei volti in 25×25 pixel a 8 colori!

RGP: Durante lo sviluppo dei tuoi titoli hai mai incontrato difficoltà tali da indurti a mandare tutto all’aria e dedicarti ad altro?

CARLO: No mai, ma ho anche un carattere che non mi fa mai desistere, sono testardo e anche un inguaribile ottimista!

RGP: Cosa ti ha spinto invece a portare avanti i tuoi progetti?

CARLO: Mai pensato di non portarli avanti!

RGP: Con una carriera avviata nel mondo della programmazione di videogiochi ad un tratto hai però deciso di passare “dall’altro lato della barricata” entrando in Xenia…Come mai questa decisione e come è avvenuto il tuo ingresso nella casa editrice di Zzap! e TGM?

CARLO: Nulla di particolare, non è stata una scelta ragionata o definitiva, ho semplicemente colto l’occasione di collaborare con riviste che fino a qualche giorno prima divoravo avidamente come lettore.
In realtà grazie a Marco Mietta conoscevo già l’ambiente delle case editrici (per la Systems Editoriale ho collaborato alla realizzazione di Primo Giovedini ben prima di quando andai a lavorare in Xenia).
Il contatto con Xenia avvenne durante la visita ad una delle tante fiere di settore dell’epoca, il SIM HI FI IVES del 1990 (in quell’edizione di SIM HI-FI c’ero anche io…magari ci siamo anche incrociati!NdRGP), dove ho avuto l’opportunità di incontrare redattori che già lavoravano nell’ambiente e scambiando due parole mi hanno proposto di provare a scrivere; ho provato e mi hanno preso.
In realtà anche quando scrivevo per Xenia prima e per Jackson dopo ho continuato a fare il programmatore e il grafico, realizzando in quegli anni diversi prodotti multimediali per Amiga per conto della Digimail S.r.l., come ad esempio l’Enciclopedia Multimediale Grolier per CDTV, ma anche Info Point per la Commodore (esposti in SMAU) e numerosi altri prodotti.

Carlo ed il suo Info Point con Touch Screen allo SMAU 1991

Carlo Santagostino con Ettore Caurla di Commodore Italia, il responsabile degli sviluppatori Commodore a quell’epoca.

Nel 1994/95 per la CD Express S.r.l. di Settimo Milanese ho avuto l’occasione di sviluppare nuovamente videogiochi, questa volta su piattaforma Amiga, ma dedicati al mondo arcade (sale giochi): all’inizio erano veri e propri videogiochi, come ad esempio il già citato Candy Puzzle (un clone di Puzzle Bobble), ma ben presto la CD Express divenne una delle prime società realizzatrici degli ora tanto odiati “videopoker” che hanno purtroppo soppiantato i videogiochi arcade nei bar di tutta Italia.
Di seguito alcune immagini dei giochi Amiga realizzati per CD Express:

GreyhoundRace

RGP: Tornando alla tua esperienza in Xenia di cosa ti occupavi in redazione?

CARLO: Quando scrivevo per Zzap! e TGM mi sono occupato inizialmente di recensioni di videogiochi per varie piattaforme e anche molte traduzioni dalle edizioni inglesi, in seguito ho gestito la posta per circa un anno sostituendo il buon MBF (Matteo Bittanti il Filosofo…NdRGP) quando fece un anno di Erasmus negli Usa.
In Jackson entrai all’inizio con FABIO ROSSI, Simone Crosignani e MARCO AULETTA per collaborare per l’edizione italiana di C+VG ma da subito mi occupai invece di Amiga Magazine (potrete scaricare a questo INDIRIZZO il numero di Amiga Magazine nel quale Carlo parla degli emulatori PC per Amiga da Pagina 58…), dove oltre a scrivere diversi articoli principalmente per il settore della computer grafica, divenni il responsabile della realizzazione del floppy allegato alla rivista, e lo feci sino alla sua chiusura avvenuta nel 1997.

RGP: Come definiresti la vita di redazione in Xenia?

CARLO: Bei tempi e bei ricordi! Ci si divertiva come matti, eravamo giovani, appassionati del “lavoro” che facevamo (messo tra virgolette perché per noi era un divertimento); ogni giorno che si andava in redazione era come uscire con amici a divertirsi. Almeno all’inizio è stato così ma io me ne sono andato prima che tutto diventasse “serio”… Probabilmente chi è rimasto più a lungo di me ha vissuto anche periodi meno “spensierati”.
Per farvi capire l’atmosfera che aleggiava in redazione vi mostro qui sotto un documento d’epoca: le “REGOLE DI ZZAP!“:

La leggenda narra che queste Regole furono scritte da Marco Auletta durante la "dittatura" di Bonaventura "BDB" Di Bello o Stefano Gallarini...

RGP: Lavorare per Zzap! prima e TGM dopo è stata sicuramente una tappa fondamentale nella tua carriera videoludica e senza rendertene conto stavi buttando le basi per quello che sarebbe diventato il tuo “secondo lavoro” per gli anni successivi…

CARLO: Ti riferisci alla mia collezione privata ?

RGP: Naturalmente!! Per quale motivo hai cominciato a collezionare console e computer? Semplice valore affettivo o altro?

CARLO: No, per me collezionare è un istinto primordiale, un esigenza primaria. Mi sono sempre considerato un “collezionista di collezioni”, console e computer non sono le mie uniche “collezioni”.
In realtà sono un appassionato di storia. Mi sento in dovere di ricordare e mantenere vivo il ricordo di cosa è successo per poterlo trasmettere a chi inizia dopo di me per fargli capire come mai ci si ritrova in determinate situazioni o si sono fatte determinate scelte. Se posso esprimere un parere “filosofico” se l’umanità fosse un po’ più appassionata della propria storia non si rifarebbero così frequentemente molti errori.

RGP: E come darti torto…Quanti pezzi conta la tua sterminata collezione e a quali di essi sei più affezionato?

CARLO: Ah, saperlo! Sono anni che cerco di convincermi a fare un inventario della mia collezione ma al solo pensare quanto tempo dovrei dedicargli mi passa la voglia! Non ho pezzi preferiti in assoluto, ogni pezzo che conservo è importante ma sicuramente il pezzo più raro che possiedo è un prototipo di cartuccia di PITFALL (Activision) versione Colecovision in edizione “Review” per l’Italia che proviene direttamente dalla redazione di Videogiochi (Jackson).

RGP: Oltre al collezionismo hai un’altra grande passione: gli emulatori…vuoi raccontarci qualche aneddoto particolare?

CARLO: Eh si, credo di essere stato il primo (o tra i primi) in Italia a scrivere di emulatori e probabilmente il primo in Italia a tentare il record di “emulazione ricorsiva”!
Nel 1994 infatti riuscii a far girare su di un Amiga 3000, l’emulatore Mac (Amax) che faceva girare un emulatore PC (Softpc) che faceva girare un emulatore Spectrum…! Postai il risultato anche su comp.emulators.misc e nell’archivio Google c’è ancora il messaggio che potrete leggere a questo INDIRIZZO.

RGP: Roba da chiamare l’esorcista insomma! Noto con piacere che sei presente a tutte le manifestazioni dedicate al retrogaming che in questi ultimi anni vengono organizzate sempre più frequentemente…Secondo te questi eventi sono utili per far rivivere ai giovani le emozioni di un tempo e capire come siamo arrivati alla potenza delle macchine odierne?

CARLO: Certamente, partecipo attivamente a queste manifestazioni proprio per divulgare quella che è stata la storia del videogioco che, come la storia di qualsiasi altra invenzione umana, è importante per comprenderne appieno il funzionamento.
Attualmente posso solo augurarmi che chiunque voglia percorrere il cammino per diventare game-designer si applichi per apprendere anche come è nato e come si è evoluto il videogioco; in un prossimo futuro voglio immaginare che la storia dell’informatica (e nel caso particolare del videogioco) diventi un argomento obbligatorio di studio per chi si vorrà avvicinare alla professione.

RGP: Sappiamo tutti che l’editoria classica versa in pessime acque infatti a parte qualche testata che gode di buona salute, tutte le altre hanno chiuso definitivamente! Il futuro quindi sara’ esclusivamente online?

CARLO: Se potessi prevedere il futuro sarei miliardario! Seriamente però posso trarre delle conclusioni da trend di mercato che sono ormai palesi: sicuramente si va verso una contrazione del mercato dell’editoria tradizionale a favore di Internet, di contro il mercato editoriale on-line non ha ancora un modello di business ben definito che dia modo di calcolare introiti sicuri o quanto meno prevedibili. Ma d’altronde il successo crescente dei device “tablet” ed E-book readers fa chiaramente intendere che la carta stampata stia andando incontro ad un futuro simile a quello riservato alla musica su vinile, mercato di nostalgici appassionati e collezionisti (come me) che si troveranno a fiere di settore dedicate a scambiare memorabilia, mentre le nuove generazioni conosceranno i libri e le riviste solo in formato “immateriale”.

RGP: Di cosa ti occupi attualmente?

CARLO: Ho un azienda che opera nel campo Internet e multimedia, realizzazione siti-portali e applicazioni Web e mobile: tra i clienti più “famosi” abbiamo Endemol con Grande Fratello, Filarmonica della Scala e Trony (applicazione per iPad-iPhone e Android).

RGP: Quindi, pur rimanendo “nel giro” hai abbandonato completamente lo sviluppo di videogames e l’editoria…Qualche rimpianto?

CARLO: L’editoria tradizionale si, completamente abbandonata e non posso dire di avere rimpianti, oggi come oggi quando mi capita di scrivere qualcosa Internet è il media ideale di pubblicazione, in cantiere ho dei libri mai terminati ma conoscendomi prima della pensione (se mai ci arriverò) non vedranno la luce.
Lo sviluppo di videogames invece non l’ho mai abbandonato, anche se non è stato più il mio lavoro principale negli anni ho prodotto ancora alcuni videogiochi, non destinati al mercato tradizionale ma specifici per ambienti e aziende particolari, soprattutto in ambito Internet.

RGP: Naturalmente speriamo di vedere qualche tuo libro pubblicato molto prima della pensione…Sentiremo ancora parlare di Carlo Santagostino in campo videoludico o hai definitivamente “appeso la tastiera al chiodo”?

CARLO: Non ho mai appeso la tastiera al chiodo, mi sono semplicemente occupato d’altro che non fossero i videogiochi, ma la passione è rimasta e come già detto quando posso cerco sempre di realizzare qualcosa in tema videoludico.
Ultimamente tra Facebook e Apps per smartphone e tablet non è detto che non si faccia anche qualche nuovo videogioco in un prossimo futuro…

RGP: Una domanda che non posso assolutamente evitare: tre giochi e tre macchine che porteresti sulla classica isola deserta?

CARLO: Scelta ardua! Se proprio fossi costretto sceglierei opterei per una scelta sentimentale ovviamente, per i computer che hanno lasciato un segno indelebile nel mio cuore e per ognuno di essi un videogioco:

  1. Sinclair ZX Spectrum, il primo amore indimenticabile
  2. Commodore 64, la potenza degli anni ’80
  3. Amiga, il sogno degli informatici degli anni ’90

Riguardo ai giochi mi porterei:

  1. Jet set Willy per Spectrum
  2. Zak McKracken sul Commodore 64
  3. The Sentinel su Amiga

Risposta d’impulso dal profondo del cuore ma come ho detto è una scelta ardua…
L’Atari 2600 con Pitfall invece lo rimpiangerei sicuramente come tutte le altre console e computer della storia ;).

RGP: Siamo purtroppo arrivati alla conclusione di questa interessantissima intervista! Colgo quindi l’occasione per ringraziare Carlo della disponibilità (nonostante i suoi mille impegni) e per fargli un’ultima richiesta: secondo Carlo Santagostino il Retrogaming è…?

CARLO: …il Retrogaming è cultura, storia, passione, ma soprattutto tanto (direi tantissimo) divertimento!

Carlo Santagostino ieri ed oggi


 

ULTERIORI APPROFONDIMENTI

Intervista a Carlo Santagostino, su Ready64 (15/12/2007)

© Copyright 2009 - 2017 by Retrogaming Planet
 

Autore: Robert Grechi

Nato nel 1977 ho vissuto in prima persona la nascita dei videogames fin dal lontano 1982, anno in cui entro in possesso di uno splendido Colecovision e con il quale comincio la mia “carriera” videoludica!
Da allora è stato un susseguirsi di Home Computer e Console che hanno ampliato ulteriormente l’interesse per i videogiochi al punto da aprire, nel mese di Luglio 2009, il blog Retrogaming Planet interamente dedicato al mondo videoludico anni ’80 – ‘ 90!

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18 Commenti

  1. Grande, anzi grandissima intervista. Al solito non posso che complimentarmi con te Robert per l’articolo e con Carlo Santagostino per aver condiviso con tutti i lettori le sue esperienze e i suoi ricordi.

  2. Grazie Marco!!

    Sono davvero felice che l’intervista ti sia piaciuta…
    L’attesa è stata lunga ma nè valsa la pena, Carlo è davvero una persona molto umile e disponibile con moltissime esperienze da raccontare; e questa intervista lo dimostra!!

    :))

  3. Ciao Rob,
    ora non ho tempo di leggere l’intervista ma ti faccio fin da ora i miei complimenti per questa intervista. Perchè visto il personaggio da te interpellato non ho alcun dubbio sulla bontà del risultato. Questa sera me la leggo con calma ed eventualmente ti lascio un altro entusiasta feedback.

    Great job!!!!
    Tex

  4. Bella Tex!

    Grazie mille per i complimenti e, come sai, mi aspetto il tuo secondo commento in merito… :))

  5. Un’intervista che mi ha proiettato indietro nel tempo a uno dei periodi più belli della mia “giovinezza” (si fa per dire, io sono ancora giovanissimo… almeno dentro!) 🙂
    E poi, delle chicche esclusive che il buon Carlo ha tirato fuori per l’occasione… Robert, tu non sai quanto sei fortunato a pubblicare questa (splendida) intervista! 🙂
    Complimenti per l’ottimo lavoro, come sempre!

    BDB

    PS
    Il titolo farà sbellicare persino Carlo, ci scommetto! 😉

  6. Grazie infinite BDB!!

    Hai assolutamente ragione: sono davvero fortunato (e concedimelo…anche orgoglioso) ad ospitare sul mio blog interviste di questo calibro…

    Spero vi siate divertiti voi a leggerla come io a scriverla…e non ti dico lo stupore provato dopo aver visionato queste vere “chicche”!!! Magari sono pure un’esclusiva di Retrogaming Planet…indagherò con il diretto interessato :))

    Ti confermo che Carlo ha davvero apprezzato il titolo…credo che nessuno lo conosca meglio di te!

    Grazie mille per l’intervento BDB!

  7. Ha ha! Si, confermo che il titolo è stata una graditissima sorpresa (il buon Robert giustamente non mi aveva anticipato nulla) e confermo anche che ti ho mandato alcune immagini sicuramente mai viste prima su internet, le schermate dei giochi “Greyhound Race” e “Double Strixx” della CDExpress sono sicuro che non siano mai apparse prima sul web, le ho convertite personalmente dai miei archivi da IFF a BMP per mandartele…

  8. Che dire Carlo…non posso che ritenermi davvero fortunato, come ha detto giustamente BDB! :))
    Conserverò quindi gelosamente sia l’intervista che le immagini…essendo “esclusive” non posso permettermi di smarrirle!

    Come puoi vedere i lettori stanno apprezzando l’intervista quindi direi che l’attesa ne è valsa assolutamente la pena!

    Grazie ancora 🙂

  9. Bellissima e emozionantissima intervista! Da vecchio e appassionatissimo lettore di Zzap! nonché possessore di Commodore 64, il nome di Carlo mi rievoca tantissimi ricordi! Ed è stato piacevolissimo scoprire che, oltre a scrivere per la mia rivista preferita, facesse tantissime altre cose interessanti nel mondo dell’informatica! Belle anche le immagini allegate (dagli schizzi dei primi videogiochi di Carlo alle regole della redazione di Zzap!)!
    Il commento di BDB poi è la ciliegina sulla torta!!! 🙂

    Ottimo lavoro, RGP! E un saluto e un grazie a Carlo e a BDB per aver alimentato, con le loro recensioni, la mia passione per i videogiochi! 🙂

  10. Ciao Aldo!

    Innazitutto grazie per i complimenti :))

    Pur conoscendo personalmente Carlo da un paio d’anni, sono rimasto piacevolmente sorpreso della quantità dei suoi interessi e lavori svolti…
    Pensa che io lo conoscevo esclusivamente come redattore videoludico ed incallito collezionista! Ed invece… 🙂

    PS: Il commento di BDB non poteva assolutamente mancare…speravo davvero che intervenissero sia lui che Carlo per dare un’opinione a riguardo!
    Un’incontro virtuale fra “colonne portanti” della storia videoludica italiana, non c’è che dire!

    🙂

  11. Bellissima intervista e tanti ricordi! Alla Commodore ne ho visti tanti di appassionati (e lo ero/sono anch´io), ma Carlo e pochissimi altri erano veramente insuperabili per idee ed entusiasmo. Io e Carlo siamo Amici da una vita e malgrado ci si veda poco (troppo poco, ma daltronde io vivo in Germania) si rimane in contatto e si ripensa gradevolmente ai tempi indietro.
    Ciao
    Ettore

  12. Ciao Ettore!!

    Che onore averti qui sul mio blog… 🙂
    Sono davvero felice ti sia piaciuta l’intervista e che tu abbia voluto commentarla!
    A questo proposito vorrei chiederti una cosa…potrei contattarti in privato via mail o disturbo?

    Grazie ancora per l’intervento 🙂

  13. Veramente un’intervista coi fiocchi, sprizza passione da tutti i bit! 🙂
    Mi ha fatto fare un piacevole salto indietro nel tempo.
    Ho conosciuto Carlo molti anni fa per altre vie non informatiche ma non conoscevo tutta la sua lunga storia digitale. Ho avuto però l’onore di contribuire alla sua collezione privata donando il mio Commodore 128D, sapendo che sarebbe stato in ottime mani!
    Già solo leggere questa sintesi è stato davvero un viaggio appassionante, dovrebbe proprio scrivere un libro.
    Attendiamo fiduciosi quando andrà in pensione! 🙂

    Complimenti a RGP e a Carlo, ottimo lavoro!

    Un retro-saluto a tutti!

  14. Ciao Luca!

    Che dire…grazie infinite per i complimenti innanzitutto!

    Carlo potrebbe davvero scrivere un libro raccontando tutta la sua esperienza in campo videoludico…anch’io , come te, attendo che Carlo vada in pensione per leggere qualcosa di suo 🙂
    Ma sono sicuro che assisteremo alla fine del mondo prima di poter vedere un libro firmato da lui…non riesco ad immaginarmi un personaggio come Carlo in pensione!!

    A parte gli scherzi sono davvero felice che tu abbia apprezzato l’intervista e che la lettura ti abbia riportato indietro nel tempo…ti confesso che alcune risposte hann fatto lo stesso effetto anche a me.

    Dimenticavo: se “per caso” ti avanza qualche altra macchina (Commodore e non) e, sempre “per caso”, non sapessi a chi donarle beh…hai il mio indirizzo mail! :))

    Grazie ancora per il commento!

  15. Ciao da “Luca the coder” (vedi screenshot greyhound)!!!

  16. Mi stai dicendo che tu sei il coder di GreyHound pubblicato da CDExpress??

    Voglio nome, cognome ed ovviamente una bella intervista!! 🙂

    Cosa ne pensi?

  17. Hai ora la mia mail. Ho codato come ‘main programmer’ circa l’80% dei giochi CDExpress. Mitico BlitzBasic! 🙂

  18. Grande Luca!

    Ne approfitto subito allora 🙂

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