web analytics
   

GHOULS ‘N GHOSTS – All versions (1988)

VISUALIZZATO 1.606 VOLTE

 
Print Friendly, PDF & Email

In un giorno di autunno di 26 anni fa credo accadde qualcosa di particolare…

Mentre mio fratello minore si faceva un giro sulle autoscontro del solito parco giochi per bambini del quartiere, il sottoscritto provvisto di spicci si recava nell’angolo dell’area più attraente, quello dei cabinati, a vedere quali giochi erano disponibili. Nei quattro coin-op presenti erano montati: MoonWalker, Rambo III, il solito World Cup ’90 della Tecmo (onnipresente in tutte le sale giochi dei primi ’90) e, per la prima volta davanti ai miei occhi, GHOULS’N GHOSTS!

ARCADE


 

Osserviamo il demo: ambientazione horror con zombie, demoni alati, mostri di fine livello colossali e…niente, deve essere giocato! Inserisco la moneta: prime tre vite bevute come niente… Riprovo: reinserisco la moneta e… niente, divento un mucchietto d’ossa. Di nuovo così per le ultime due monete.
Nel frattempo arriva il consanguineo e osserva il mio basso livello di reattività col gameplay. Ogni volta che crepo mi viene mostrato il livello raggiunto…praticamente all’inizio di un percorso immenso! Sconfitto, umiliato e mezzo incazzato prendo mio fratello e lo riporto a casa.
Il plot dietro il gioco: Arthur, cavaliere appiedato (!) deve muoversi attraverso sei mostruosi livelli ad ambientazione horror alla volta del castello di Loki (un po’ di mitologia nordica non guasta) dove è nascosta la principessa Prin Prin, appena rapita!

Stacco, cambio di scenario e passaggio all’estate seguente, a casa dei miei genitori mentre danno in TV una visione pomeridiana del film Explorers. Il secondo contatto con il gioco in questione avvenne qui…
Mi venne portato, in regalo da mia zia, insieme al Commodore 64 (versione C) come sorta di bundle con alcuni giochi su cassetta fra i quali OUT RUN e CALIFORNIA GAMES (del primo ho già parlato tempo fa, del secondo se ne parlerà eccome).
Questo secondo avvento creerà una specie di ossessione videoludica, la mia prima in assoluto. Forse all’epoca era il videogame perfetto per me, tra passione horrorifica, gameplay accattivante e difficoltà assassina.

COMMODORE 64


 

Consumai il nastro (tant’è che presto si smagnetizzò) e dovetti attendere a lungo per ritrovarne un’altra copia. Nel frattempo rimediai il suo predecessore, Ghosts’n Goblins (ad opera dello stesso autore, ovvero Tokuro Fujiwara), giocandoci fino a terminarlo.

GHOSTS’N GOBLINS – COMMODORE 64


 

Successivamente rimediai una versione floppy (crackatissima) di Ghouls ‘n’ Ghost che mi diede modo di avanzare nel gioco (ma senza Cheat Mode). Perché tanta ostinazione verso questo titolo (che, diciamolo, non è in nessuna C64 All time Top Ten, nonostante l’elevata qualità che gli fece prendere un bel 96% su Zzap!)?
Tutto il gioco è pervaso da un’autentica atmosfera malefica, proprio come l’arcade originale, un’atmosfera che difficilmente ho ritrovato in altri giochi.
Fascino, mistero e curiosità in un solo titolo, la musica del titolo principale faceva già ben presagire!
Chiariamoci: confrontato già all’epoca con il cabinato arcade Capcom non c’era storia: la versione C64, come per altre versioni su home computer ad opera della Software Creations (team già autore di Bionic Commando dal quale G’N’G versione home ereditava più di un elemento), doveva confrontarsi esteticamente con un colosso di programmazione e di elementi grafici pazzeschi, con la sola difficoltà infernale come trait d’union. E quella del coin-op arriva a livelli incommensurabili, tra i più difficili in assoluto della storia dei coin-op!

Rimaniamo però con i piedi per terra… La versione con la quale iniziai la mia avventura fantasy/horror nel mondo videoludico rimane quella per C64. Livello grafico accettabile, dinamica di gioco platform davvero eccellente, comparto sonoro… dei migliori mai sentiti.
Se dovessi stilare un’improbabile Top Ten dei migliori suoni “sputati” dal poderoso SID, doveroso ed obbligatorio sarebbe menzionare questo set di melodie rivisitate (e talvolta rifatte ex-novo) dall’ormai leggendario Tim Follin, qui all’apice della sua produzione.
Cosa ancora oggi rende leggendario questo, a suo modo, immenso capitolo videoludico? Innanzitutto la formula di gioco (già precedentemente collaudata): un mix di elementi horror/fantasy ed epici che catturano senz’altro interesse tra più segmenti di pubblico. La commistione di questi elementi, perfetta e ben bilanciata, fornisce una nuova identità ad un sottogenere che solo nell’ambito del gaming si può trovare.
D’altronde, l’originale viene dal Giappone, i realizzatori hanno dato una loro versione dell’epoca medievale e della componente orrorifica occidentale, qui in un crossover col pantheon dei mostri del Sol Levante.

Consideriamo pure un altro fattore fondamentale: la leggendaria difficoltà già citata! In base ai miei ricordi, solo TOKI presentava lo stesso livello di difficoltà… Da quel punto di vista, uno dei coin-op tra i più mangia-spicci della storia.
Nonostante questo però, il livello di sfida è accattivante e si presta ad una successione infinita di ulteriori tentativi.
Altro punto a favore è La comicità: anche se non smaccata, ci sono elementi che spezzano l’atmosfera o ne attenuano i toni, come rimanere in mutande appena Arthur perde l’armatura dopo una collisione o l’esplosione in un mucchio d’ossa dopo averne avuta una seconda (e letale). O ancora la trasformazione in papera da parte del mago nascosto in uno dei tanti forzieri sparsi nei livelli. A seguire poi l’improbabilità dei luoghi e delle situazioni…si veda il folle terzo livello in scrolling verticale: degno dello storico Dragon’s Lair!

Le versioni, quasi per ogni sistema dell’epoca esistente, furono tutte di buon livello…Oltre alla già citata ottima versione per C64, si segnalano una versione per Sega Master System con qualche accorgimento diverso, come la struttura dei livelli più scandita, con porzioni a volte mancanti, l’assenza di un timer e la presenza di una barra d’energia, oltre ad un livello di difficoltà più basso, ma graficamente molto buona.

SEGA MASTER SYSTEM


 

Un’eccellente versione per Sega Mega Drive superata da quella per PC Engine ed infine il pixel perfect che va allo Sharp X68000.

SEGA MEGA DRIVE

PC ENGINE

SHARP X68000


 

(Io segnalo anche la versione per ZX Spectrum, godibile ma con tutti i limiti tenici del caso, Colour Clash compreso!NdRGP)

ZX SPECTRUM


 

(Esiste, ovviamente, anche una buona versione per Amiga ma ne parleremo in un articolo apposito…NdRGP)

Questo secondo episodio del dittico Capcom, portò poi ad un ulteriore versione per il solo SNES ossia SUPER GHOULS’N GHOSTS (1991):

NINTENDO SNES


 

Questa ennesima perla mantiene quanto di buono fatto, aggiungendo piccole features (difficoltà compresa) e addirittura uno spin-off con protagonista Firebrand, uno dei demoni alati del gioco, protagonista di Gargoyle’s Quest I & II e Demon’s Crest.
Anche qui, qualità maleficamente alta…

© Copyright 2009 - 2017 by Retrogaming Planet
 

Autore: Francesco Romano

Classe 1980, riceve il suo primo Vic20 a 5 anni e solo nel 1990 passa al Commodore 64, con il quale fissa in maniera indelebile il suo sodalizio con il divertimento in pixel. Si mantiene costantemente informato sul mondo a 16bit, nonostante decida di passare direttamente al pc solo nel ’96! Un tardivo digitale, decisamente…

Condividi questo articolo

Invia Commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *