PIPELINE SAGA – All Versions (1983)

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Nel vasto mondo dei videogames di oggi, inficiato da retrogamers dell’ultim’ora e di revisionismo spicciolo (sempre i soliti nomi, ormai ultra celebrati), si possono dimenticare o trascurare videogiochi interessanti, a volte anche importanti ed innovativi, come SUPER PIPELINE.
Il suo nome, dal quale è derivata una saga suddivisa in tre capitoli principali, dovrebbe risvegliare qualcosa da un angolo sopito nella memoria videoludica degli Old Gamers…qualcosa che oggi risulta fagocitato dal marasma del tempo, avendo solo nell’ultimo capitolo un adattamento su più piattaforme, pagando lo scotto di essere “solo” una serie di ottimi giochi.

Coloro che hanno memoria storica o conoscono la storia dei videogames sanno che Pipeline non è il primo videogioco con un idraulico come protagonista, dato che esce come risposta (inconsapevole?) alternativa ad una altro storico idraulico, quel Mario Bros che dal 1981 ha viaggiato più o meno su ogni piattaforma di gioco esistente. Va detto, però, che l’esordio di Mario in terra “idraulica” è avvenuto lo stesso anno di Pipeline, in quanto gli episodi precedenti, Donkey Kong e Donkey Kong Jr, rispettivamente del 1981 e 1982, vedono la sua figura come “compri-mario” (battutona…) di un titolo che darà luce ad un’altra celeberrima saga.

Partiamo dal primo episodio: Pipeline vede la luce nel lontano 1983 nei formati Commodore 16 e Commodore 64 per mano della Taskset Software, software house dalla vita breve ma intensa (dieci videogames rilasciati tra il 1983 ed il 1985 tra i quali qualche titolo cult come BOZO’S NIGHT OUT).

La cover del gioco per Commodore 64

Nella versione per Commodore 64 il gioco mostra uno schema arcade/platform abbastanza originale per un’epoca dove tutto era ancora abbastanza pionieristico, soprattutto se consideriamo che l’8 bit commodore era al primo anno di vita e gli sviluppatori dovevano fare ancora molta strada per sfruttarlo a dovere. Alla guida di un impettito ed imperterrito idraulico in salopette, dovremo fronteggiare una moltitudine di nemici decisi a bloccare il flusso di liquido (Olio? Acqua?) di una tubatura idraulica, sempre più contorta avanzando di stage in stage. Il pericolo è dato da nemici che, con molta fantasia, risulteranno temibili per il nostro lavoro, ovvero insetti in grado di farci precipitare dal tubo, sabotatori umani (di taglia decisamente inferiore alla vostra) con l’unico scopo di farci piombare sulla tubatura tappi che ne bloccheranno il flusso d’acqua, fino ad un’aragosta (tipico nemico delle tubature, no?) decisamente più tosta da abbattere solo sparandole alle spalle. Tutti i vari insetti e sabotatori potranno essere eliminati con il nostro fido revolver, sia mentre salgono dalla scala d’accesso alle tubature posta sulla destra dello schermo sia quando si trovano all’interno della tubatura stessa. A darci una mano e pure qualche attrezzo per la manutenzione ci penserà il nostro aiutante tarchiatello che ci segue come un’ombra lungo il percorso del tubo e che ha un doppio compito: riparare le tubature intasate e, ben più utile, fare da scudo umano agli attacchi di insetti ed aragoste!
Il livello si supera una volta che il flusso di liquido raggiunge i mille litri (presumo io, ma potrebbero essere semplicemente 1000 punti) della tanica sottostante. Il gioco si evolve di livello in livello in maniera sensibilmente più difficile, sopratutto per gli elementi che si aggiungono e dei quali bisogna tener conto ovvero tubature più contorte, assalti più frequenti dell’aragosta (l’unica che accede dalla destra dello schermo), barriere che impediscono di eliminare gli aggressori dalla scala d’accesso e così via.


 

Fin dalle prime battute Pipeline si dimostra decisamente avanti per l’epoca per quanto riguarda giocabilità, grafica e sonoro. Considerando l’anno di uscita del gioco, la struttura del gioco ed il comparto grafico risultano decisamente curati e ancora oggi, abbastanza notevoli. Al primo impatto la scanzonata musichetta del menù principale ci accompagna in un ottimo scenario di gioco, nel quale gli sprites principali si muovono abbastanza fluidamente con tanto di nasoni che ballonzolano! La dinamicità è uno dei punti forti, l’azione è sempre abbastanza frenetica e ogni livello ha una sua strategia da adottare per essere superato.
Se proprio vogliamo essere pignoli il titolo, rigiocato oggi, perde sicuramente qualcosa sul piano estetico (ripeto, è del 1983 anche se sembra di almeno tre anni dopo) ma il gameplay è rimasto assolutamente intatto e la facilità di entrata nel gioco oltre all’accattivante sfida a proseguire ne determinano una certa longevità.
Da notare poi gli shortcuts tra un livello e l’altro à la Pac Man, con frenetici inseguimenti tra idraulici ed aragoste.

Proseguendo con la saga, approdiamo nel 1985 con SUPER PIPELINE 2: stessa software house, stesso team di sviluppo (Andy Walker alla programmazione e Paul Hodgson al sonoro) stavolta nei formati Commodore 64, Amstrad CPC e ZX Spectrum.
A posteriori, potremmo considerarlo quasi un reboot dell’originale piuttosto che un seguito vero e proprio, infatti stavolta il nostro “Duo della Chiave Inglese” dovrà affrontare ancora una volta tubature contorte e disseminate di nemici anche se con un gameplay leggermente diverso: i nostri opponenti saranno valigie, martelli, stantuffi ed attrezzi da idraulica vari (tutti muniti di mano) che seminano ovunque danni e perdite. Le ondate nemiche si alternano tra destra e sinistra, muovendosi lungo uno scenario che offre addirittura una leggera profondità di campo, con tubi percorribili anche sullo sfondo. I livelli vengono terminati non appena la quantità di liquido necessaria riempirà i barili in basso allo schermo.
A mantenere un trait d’uniòn con il precedente capitolo ci sarà già dal terzo livello un ritorno dei nostri vecchi “amici” ovvero insetti ed aragoste. A darci forza nell’aumentato livello di frenesia generale saranno i nostri assistenti, stavolta presenti anche due per volta sullo schermo insieme a noi.
Non mancano infine le scenette comiche tra un livello e l’altro, come da tradizione.


 

Se possibile, un lavoro aggiornato tecnicamente e migliorato nel gameplay che lo rende un seguito imperdibile da avere assolutamente (se vi piace il genere, of course).

Continuando con la nostra “analisi”, dopo quattro anni circa dall’uscita del secondo episodio, un altro eccellente capitolo si aggiunge alla saga: PIPE MANIA, pubblicato al di fuori del territorio europeo con il nome Pipe Dream.

ARCADE


 

Stavolta la componente arcade viene accantonata completamente a favore di quella puzzle: come per i precedenti capitoli bisognerà impedire l’arresto del flusso nella tubatura, solo che qui non abbiamo una tubatura integra da salvaguardare da agenti esterni ma da montare mentre il flusso scorre. L’area di gioco si estende su una griglia sulla quale sarà posizionato un tubo di partenza: entro il tempo limite dovremo essere lesti a montare la tubazione, dandole la giusta direzione per completare il tubo dal blocco iniziale, prima che il flusso d’acqua parta.
A disposizione abbiamo una sequenza casuale di tubi (normali ma anche curve e raccordi), posta sulla sinistra dello schermo, da posizionare in base all’esigenza o demolendo il pezzo che meno si confà al percorso. Se ritardiamo a flusso già partito dovremmo accelerare il montaggio con i tubi più appropriati, prestando attenzione a non peggiorare la situazione, pianificando attentamente il percorso.
Per rendere più difficoltoso il tutto, mentre si procede nel gioco potremmo dover affrontare dei “passaggi obbligati”, ovvero degli ostacoli che renderanno più ostica la costruzione e con i quali dovremo necessariamente fare i conti a tempo di record mentre realizziamo il nostro tubo di scolo. Oltre a questo, avremo anche delle caselle che faranno sbucare la tubazione sui lati opposti allo schermo e, non meno importante, il flusso di liquido che scorrerà più velocemente nei livelli avanzati.
In nostro aiuto, invece, avremo bonus vari con pezzi speciali, come raccordi extra e taniche che ritarderanno lo scorrere del fluido. Inoltre, ogni quattro livelli avremo accesso ad una password per non dover cosi ricominciare ogni volta il gioco dall’inizio. A completare il tutto, la presenza di una modalità a due giocatori con schermo diviso.
Il gioco è stato convertito su quasi tutti i formati dell’epoca ed è curioso notare come la conversione originaria venne sviluppata nel 1989 dal team The Assembly Line e pubblicata, su Amiga, dalla storica LucasFilm Games (nel suo periodo più Puzzle Game Oriented e da Empire Interactive per tutti gli altri formati.

COMMODORE 64


 

AMSTRAD CPC


 

AMIGA


 

MS-DOS


 

Negli anni, poi, si sono susseguiti vari cloni dai nomi più improbabili mentre nel 2008 è stata rilasciata una recente versione di Pipe Mania, sempre dalla Empire Interactive, disponibile in tutti i formati dell’epoca, ad esclusione di Xbox. Anche su Iphone è disponibile una versione del gioco molto simile all’originale mentre su Android sono disponibili i soliti disparati cloni. Non certo una celebrazione d’immortalità ma una prova tangibile della validità della formula di gioco, anche nell’era delle App.

iOS


 

Per concludere, Pipeline risulta essere una saga capace di rinnovarsi parecchio nei suoi pochi capitoli e che fa dello schema di gioco puro e semplice il suo punto di forza! Purtroppo allo stesso tempo non è stata in grado di sfruttare negli anni il possibile franchise…

Ecco quindi spiegata l’alta qualità dei titoli non sostenuti però da chissà quale marketing!

CRITICAL UPDATE

Grazie ad Andrea Ebner, ci è stata segnalata un’ulteriore versione di Pipeline seppur diversa dal gioco originale! Infatti nel 1991 la Tokuma Shoten pubblicò il puzzle game Gorby no Pipeline Daisakusen per MSX, Nes/Famicon ed FM Towns: il gioco è basato sul franchise di Pipeline ma il gameplay ricorda molto (anzi è praticamente uguale) lo storico Tetris:

NES/FAMICOM


 

Come avrete visto poco sopra, la nostra missione consiste nella raccolta e sistemazione di segmenti di tubature dell’acqua per costruire un oleodotto che andrà a collegare la Russia al Giappone per rafforzare le relazioni fra le due nazioni. Il gioco ed il materiale promozionale hanno nome e sembianze di Mikhail Gorbachov, allora presidente dell’Unione Sovietica, dopo aver ovviamente ricevuto l’autorizzazione dalla relativa ambasciata.

La simpaticissima cover del gioco

E qui il retro con scritte, ovviamente, in jappo

L’indice del manuale di gioco…

…ed un’altra pagina del manuale


 

Doveroso quindi il ringraziamento ad Andrea Ebner per averci fornito questa interessante “integrazione” e per aver riportato alla luce un gioco che probabilmente in pochissimi conoscono o avranno utilizzato!

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Autore: Francesco Romano

Classe 1980, riceve il suo primo Vic20 a 5 anni e solo nel 1990 passa al Commodore 64, con il quale fissa in maniera indelebile il suo sodalizio con il divertimento in pixel. Si mantiene costantemente informato sul mondo a 16bit, nonostante decida di passare direttamente al pc solo nel ’96! Un tardivo digitale, decisamente…

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