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VIRTUA RACING – All versions (1992)

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Da molto tempo volevo parlare di questo titolo ma, per un motivo o per l’altro, l’articolo è stato sempre rimandato.
Stiamo parlando di VIRTUA RACING, il gioco di corse Sega pubblicato nel 1992 in versione Arcade e presto convertito inizialmente per Mega Drive e, successivamente, per tutte le console Sega disponibili.
Andiamo, però, con ordine e vediamo per quale motivo Virtua Racing viene definito un titolo storico ed innovatore!

Nelle intenzioni di Sega, Virtua Racing doveva essere un semplice “esercizio di stile” per testare una nuova piattaforma 3D in fase di sviluppo ai tempi ovvero la scheda MODEL 1; i risultati di tale “prova” però furono talmente incoraggianti (visti i risultati ottenuti), da spingere i programmatori del team AM2 a realizzarne una versione arcade destinata appunto alle sale giochi di tutto il mondo. Fu cosi che nel 1992 Sega rilasciò quello che si pensava diventasse lo standard da seguire per i giochi 3D…fino all’arrivo di DAYTONA RACING e SCUD RACE (sempre di Sega).
Ma questa è un’altra storia.
 

ARCADE


 

C’è da dire che prima di Virtua Racing, altre software house avevano provato a realizzare giochi in completo 3D: nel 1989 Atari con HARD DRIVIN’ e Namco con WINNING RUN nel 1988 che girava sulla scheda proprietaria MODEL 21. Mentre per il primo, però, siamo lontani anni luce dal titolo Sega ed in generale da quello che può essere considerato un BUON gioco in 3D, il titolo Namco si attesta su buoni livelli di grafica e giocabilità. In ogni caso Sega riesce a superare Namco, presentando il suo Virtua Racing, con il quale riesce ad alzare di parecchi punti l’asticella qualitativa dei giochi di corse 3D grazie ad un maggior dettaglio grafico ed una velocità di gioco più alta, seppur di poco, rispetto al titolo Namco.
Senza saperlo (forse) Sega stava gettando le “fondamenta videoludiche” dei giochi di corse 3D per i futuri titoli:

(Cliccare sulla immagini per ingrandire)

VR View System

VR View System

Una volta preso posto nel cabinato arcade (ricordiamo che Sega rilasciò Virtua Racing in varie versioni, la più diffusa delle quali, almeno qui in Italia, quella con abitacolo dell’auto da Formula Uno, volante con Force Feedback, tre monitor per consentire una visuale panoramica della pista di gioco e 4 pulsanti hardware posti sul cabinato stesso per scegliere le visuali di gioco ovvero la modalità VR VIEW SYSTEM introdotta appunto per la prima volta con Virtua Racing e poi utilizzata successivamente anche in altri titoli della serie Sega Arcade) ci verrà chiesto di scegliere su quale percorso vogliamo gareggiare a scelta fra i tre disponibili:

  • Big Forest (Beginner o Principiante)
  • Bay Bridge (Intermediate o Intermedio)
  • Acropolis (Expert o Esperto)

Non dovremo raggiungere alcun obiettivo particolare o accumulare punti ma semplicemente arrivare gareggiare contro sedici avversari e tentare di arrivare primi entro i giri da effettuare previsti dal tracciato scelto.

Sega rilasciò numerosi versioni del proprio cabinato di Virtua Racing: si va dalla classica versione verticale a volante singolo, giocabile in piedi, alla versione per tre o quattro giocatori collegati in rete con tanto di monitor aggiuntivo, montato sulla sommità del cabinato, per consentire agli spettatori di assistere alla sfida. Ricordiamo poi la versione a due giocatori con abitacolo classico o la versione speciale con abitacolo da Formula Uno.

(Cliccare sulla immagini per ingrandire)

Esiste anche una versione Deluxe del cabinato dotata di schermo 16:9 (il primo gioco ad utilizzare un monitor widescreen in cabinato arcade), sei airbag (tre per lato) che, gonfiandosi, spingono il giocatore in curva ed un ulteriore airbag, posto nello schienale del cabinato, che si gonfierà in frenata.
In questa versione Deluxe del cabinato, inoltre, il sistema Force Feedback del volante è gestito da due cilindri pneumatici (e non da un sistema elettrico come nelle versioni classiche del Coin-op) che conferiscono al volante e di conseguenza a noi giocatori una reale sensazione di guida!
Con Virtua Racing, poi, Sega ha voluto fare le cose in grande infatti esisteva la possibilità di collegare numerosi cabinati in rete per sfide appassionanti fra amici! Io ho visto personalmente una spettacolare versione a dodici cabinati collegati ma, purtroppo, non ho alcuna foto a riguardo.
Pertanto accontentatevi di questa versione a “soli” 8 posti:

(Cliccare sulla immagini per ingrandire)

virtua_racing_8player

 

Una volta cominciato il gioco, ci troveremo davanti uno spettacolo per gli occhi (almeno per i tempi): grafica interamente poligonale dalla nostra monoposto ai tecnici dei box, passando per il fondale e gli elementi a bordo pista, velocità di gioco strepitosa ed audio coinvolgente.
Spariscono i classici scenari in grafica bitmap ed avversari “stupidi” per lasciar posto ad enormi e complesse strutture poligonali ed avversari che si comporteranno in modo sempre diverso al nostro passaggio. Dalla nostra parte avremo però la presenza dell’effetto scia che ci aiuterà nei sorpassi.

Come dicevamo in apertura articolo, Virtua Racing è stato convertito anche per la console regina di Sega ai tempi ovvero il mitico MEGA DRIVE! Come poter però inserire tutto quel ben di Dio di grafica poligonale nella piccola console Sega e pretendere inoltre che tutto giri e che soprattutto giri in modo fluido?
Semplice: inserire il chip SVP (Sega Virtua Processor) direttamente all’interno della cartuccia di gioco! Un pò quello che fece Nintendo con il chip FX inserito nella cartuccia di StarFox FX…
Ed ecco quindi pronta la conversione di Virtua Racing, rilasciata nel 1994, per il piccolo di casa Sega:
 

MEGADRIVE + CHIP SVP

Come potete vedere, nonostante l’utilizzo del Chip SVP, il Mega Drive non riesce a gestire in modo decente il gioco nato per la potente scheda Model 1: pur offrendo una velocità di gioco di tutto rispetto, la conversione risulta penalizzata soprattutto nella grafica (pochi colori su schermo, grafica sgranata e poco definita). Nonostante le limitazioni hardware del Mega Drive, il gioco risulta comunque godibile e sicuramente ben fatto per quanto possibile; unico scotto da pagare il prezzo davvero alto della cartuccia: si parla di circa Cento(!) Dollari negli Stati Uniti e Settanta(!) dollari nel Regno Unito!
Rendendosi conto dell’impossibilità di far girare correttamente la mole di dati del gioco su una console 16 bit, seppur con l’ausilio del chip SVP, ormai sul viale del tramonto, Sega decide di giocare la carta 32X tirando fuori dal cilindro il gioco per l’espansione a 32 bit:
 

SEGA 32X

La versione 32X di Virtua Racing, chiamata VIRTUA RACING DELUXE e pubblicata sotto l’etichetta SEGA SPORTS, viene rilasciata nel 1994 ad opera del team AM2: il gioco è molto vicino all’originale arcade, pur non raggiungendo la perfezione, grazie alla maggior potenza del processore a 32 bit contenuto nella periferica che, ricordiamo, andava letteralmente agganciata al vano cartuccia del Mega Drive, senza il quale il 32X non era in grado di funzionare. Anche in questo caso il gioco non raggiunse il successo sperato, nonostante la presenza di due auto e due tracciati aggiuntivi rispetto alle controparti Arcade e Mega Drive, NON però a causa della qualità del titolo stesso ma solo delle scarse vendite del Sega 32X, una “console” destinata al fallimento fin dall’esordio a causa di scelte commerciali alquanto discutibili (Una su tutte proprio la necessità di possedere anche un Mega Drive per poter utilizzare il 32X).
 

Nel 1995 quindi Sega decide che è arrivato il momento di “giocare duro” e convertire Virtua Racing per Saturn, la sua nuova macchina a 32 Bit dotata di lettore CD: il titolo, sviluppato e pubblicato da Time Warner Interactive con il nome di VIRTUA RACING SATURN, viene dotato della modalità Grand Prix nella quale i giocatori devono gareggiare per guadagnare punti, oltre a sette nuovi percorsi e quattro nuove vetture.

SATURN

Anche in questo caso la realizzazione tecnica non riesce a raggiungere gli standard qualitativi della versione arcade. E questa volta credo che l’appena sufficiente qualità grafica e tecnica generale (considerando le potenzialità del Saturn) NON sia dovuta alle specifiche tecniche della console anzi abbiamo visto numerose conversioni Arcade Perfect sulla sfortunata console Sega!

Dovremo pertanto attendere la conversione Playstation 2 per poter giocare un Virtua Racing pressochè identico (se non migliore almeno graficamente) all’originale da sala:
 

PLAYSTATION 2

Questa nuova versione del gioco comprende tre percorsi e quattro vetture completamente nuovi e verrà rilasciata in Giappone nel 2004 ed in Europa e Nord America nel 2005, nella collana Sega Classics Collection, con il nome di VIRTUA RACING: FLATOUT.
La cosa che mi ha lasciato decisamente perplesso, però, è la presenza di un fastidioso effetto Pop-Up sugli oggetti a bordo pista e sul fondale del gioco in alcuni percorsi che, considerando l’immensa potenza grafica della PS2, ritengo inaccettabile. Se però riusciamo a passare oltre questo piccolo problema, il titolo risulta veramente divertente e ben fatto!
 

Per concludere possiamo ritenere Virtua Racing (l’originale arcade ovviamente) il vero pioniere nell’utilizzo di grafica 3D poligonale nei giochi automobilistici; un titolo che dà il meglio di sè in versione Arcade ma che risulta parecchio divertente anche nelle numerose versioni casalinghe, a patto di accettare alcuni necessari compromessi grafici.

© Copyright 2009 - 2017 by Retrogaming Planet
 

Autore: Robert Grechi

Nato nel 1977 ho vissuto in prima persona la nascita dei videogames fin dal lontano 1982, anno in cui entro in possesso di uno splendido Colecovision e con il quale comincio la mia “carriera” videoludica! Da allora è stato un susseguirsi di Home Computer e Console che hanno ampliato ulteriormente l’interesse per i videogiochi al punto da aprire, nel mese di Luglio 2009, il blog Retrogaming Planet interamente dedicato al mondo videoludico anni ’80 – ‘ 90!

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4 Commenti

  1. Diciamo che tra tutte le versioni amo proprio quella per ps2, amore a proma vista

  2. La versione PS2 è spettacolare ma, all’epoca, anche quella Mega Drive non era per niente male (considerando l’hardware sul quale girava ovviamente)
    🙂

  3. Solo una precisazione: il chip grafico presente nella cartuccia per Megadrive si chiamava SVP (Sega Virtua Processor), non VSP.

  4. Hai ragione 🙂

    Correggo subito…grazie della segnalazione!

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