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DEMON ATTACK – Atari 2600 (1982)

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L’infelice politica di Atari nei confronti dei dipendenti, più precisamente dei suoi programmatori, determinò la fuoriuscita di molti di essi che crearono nuove software house, diventate poi molto famose sia negli States che da in Italia.
La prima a compiere questo passo fu ACTIVISION, la più nota nonché l’unica sopravvissuta fino ai giorni nostri, seppur con mille vicissitudini e cambiamenti dalle umili origini.
Dopo poco tempo, però, anche altri programmatori intrapresero la stessa strada e crearono IMAGIC ed APOLLO.
Con il marchio Imagic uscirono alcuni dei migliori titoli di quegli anni sia per Atari 2600 che per Intellivision, Colecovision, Videopac, Vic 20.
Quello di cui parliamo oggi è uno più celebri giochi prodotti da Atari, sebbene non si possa definire uno dei più originali: DEMON ATTACK, pubblicato da Imagic nel 1982, infatti, prende più di uno spunto da un coin-op piuttosto famoso ai tempi, PHOENIX, di Centuri.

PHOENIX – ARCADE


 

Demon Attack risulta essere una variante del tema Space Invaders, nel quale gli esigui alieni contro cui si combatte (rispetto alle orde di quest’ultimo gioco) sono ben più pericolosi ed organizzati.
I nostri nemici, infatti, non andranno sempre nella stessa direzione con un movimento di massa costante ma spazieranno per tutto lo schermo in modo indipendente lanciandoci contro, a seconda del livello, proiettili, scariche di fulmini e raggi letali.
Ma non è finita qui: dopo i primi stage infatti, troveremo alieni che, una volta colpiti si divideranno in due e continueranno a bersagliarci (in realtà uno solo di essi perchè l’altro ci sorvolerà senza sparare), rendendo l’impresa di ripulire lo schermo ben più ardua.
Graficamente il gioco ha uno stile pulito ma molto spartano: lo schermo non ha fondale, la navetta no è in effetti più complessa di quella presente in Space Invaders e gli alieni stessi sono costituiti da pochi caratteri…
 

ATARI 2600

Anche il comparto audio è privo di fronzoli, soltanto pochi jingle e gli effetti sonori dello sparo, dell’esplosione delle varie navicelle (compresa la nostra), dell’arrivo degli alieni e del fine livello.
Tuttavia Demon Attack ha un suo fascino… e poi ricordiamoci che questo titolo si deve confrontare con la conversione di Phoenix per la stessa console, che non è certo il massimo della complessità e della bellezza grafica.
Il gioco comunque può vantare varie conversioni che hanno seguito l’originale per Atari 2600:
 

ATARI XL

Questa versione è virtualmente identica all’originale, senza migliorie di nessun tipo. Uno spreco, visto quanto erano capaci di fare questi computer…
 

COMMODORE 64

Bella versione questa, dalla grafica interamente ridisegnata e con un fondale discreto, effetti bitonali che almeno si sforzano di sfruttare le capacità del computer di casa Commodore e la presenza dell’astronave madre. Una delle migliori versioni.
 

COMMODORE VIC 20

Anche questa versione non offre molti miglioramenti: il sonoro è praticamente identico all’originale, il fondale non è presente, ma almeno gli sprite sono più definiti e multicolore. Meglio di niente…
 

IBM PC

La versione per home computer è piuttosto bella grazie all’aggiunta di un fondale lunare e gli effetti sono migliori, anche se complessivamente rimaniamo sugli stessi livelli dell’originale. C’è però il boss di fine livello, l’astronave madre, che ricalca quella di Phoenix e rende un po’ più vario il gameplay.
 

MATTEL INTELLIVISION

Questa conversione è una vera chicca: pur essendo piuttosto brutta, anche se confrontata all’originale, va citata perché è completamente diversa nello stile grafico: esiste un fondale (brutto, ma c’è), gli effetti sonori sono molto diversi, più ovattati, e ci sono tante piccole magagne (dal rilevamento di collisione approssimativo al fatto che i proiettili dei nemici appaiono dal nulla, e non dai nemici stessi… la macchina li fa comparire nella zona in cui si trovano), ma soprattutto la nostra astronave è radicalmente diversa. Sarà mica perché quella dell’originale era così tanto somigliante al logo di Atari? Mah…
Inoltre compare l’astronave/boss, che nell’originale non esiste, e gli sprite degli alieni cosi come i tipi di armi sono molto differenti.
Un gioco del tutto diverso, che però sembra più per Videopac che per la console Mattel.
 

PHILIPS VIDEOPAC

Considerando la poca potenza hardware a disposizione, Imagic ha fatto un buon lavoro: i nemici sono praticamente identici alla versione originale (anche se la nostra navetta è rappresentata da una sorta di freccia/fungo/simbolo delle picche…) ed il gameplay su livelli più che sufficienti. Il sonoro è appena passabile ma, tutto sommato, poteva andare molto peggio.
 

TANDY TRS-80

Questa è una versione molto simile all’originale, nel senso che non ci sono differenze nello stile. Si nota un uso dei colori limitato dalla palette della piattaforma di Tandy, ma una buona definizione, e sono presenti sia il fondale che l’astronave madre.
 

TEXAS INSTRUMENTS TI99/4A

La versione per la macchina della Texas è ciò che avrebbe dovuto essere quella per Intellivision: anche qui lo stile degli sprite è radicalmente diverso, c’è un fondale, c’è l’astronave madre e le armi dei nemici sono molto differenti. Solo che il risultato finale è molto migliore.
Una curiosità: la vostra navetta, gli effetti sonori e la musichetta introduttiva hanno uno stile arabeggiante che rende questa versione molto particolare….
 

Demon Attack può non essere invecchiato benissimo, ed in effetti ci sono giochi che ancora oggi esercitano un fascino maggiore su chi se li trova di fronte per la prima volta. Nonostante tutto il gioco è in grado di lanciare una sfida al giocatore che non si trova tanto facilmente ed, una volta accettata questa sfida, non è per nulla semplice smettere.

Secondo il sottoscritto, quindi, varrebbe la pena scovare qualche versione particolare di Demon Attack che, nelle sue migliori incarnazioni, risulta davvero vicinissimo al sopracitato Phoenix!

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Autore: Marco Malpezzi

Tanto tempo fa, un padre decise di regalare al figlio una console prodotta da Inno Hit, con cui giocare a varie versioni di Pong. Non contento di quanto aveva fatto, qualche anno dopo rincarò la dose, regalandogli un fiammante Atari VCS 2600. Fu l’inizio della fine. Da allora è nato un amore per i videogames che ancora oggi, a 43 anni, non si è sopito...

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