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PITFALL – Atari 2600 (1983)

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Facciamo un salto indietro nel tempo: siamo nel 1983 e per programmare un gioco basta un solo uomo e la giusta ispirazione…Nessun team, nessun investimento milionario, nessun piano di budget.
L’uomo è un ex-programmatore Atari, dimessosi dalla casa di Nolan Bushnell per fondare, con altri colleghi, ACTIVISION: il suo nome è DAVID CRANE.
L’ispirazione? Una routine, creata da Crane stesso, che permette la visualizzazione di un uomo in corsa. Come utilizzarla però? La scelta cadde su un genere di gioco che non esisteva, uno dei primissimi esempi di Action Adventure.
L’uomo che corre ottenne un nome, Harry Pitfall e la sua avventura un’ambientazione, una foresta irta di pericoli ed insidie.

ATARI 2600


 

Pitfall è sicuramente uno dei giochi più famosi dell’epoca Atari e con altrettanta sicurezza si può definire un innovatore nel campo dei videogames. Si tratta di un’avventura nella quale il protagonista deve trovare i tesori, sparsi per le varie schermate, rappresentati da enormi anelli, sacchi di denaro, lingotti d’oro e d’argento.
A rendere le cose difficili vi sono creature ostili come coccodrilli, scorpioni e serpenti da evitare, nonché tronchi rotolanti e falò accesi da saltare; inoltre ci si può imbattere in voragini o laghetti, da oltrepassare correndo, appendendosi alle classiche liane (con tanto di urlo “alla Tarzan”) o saltando sulla testa dei coccodrilli. Cadendo in una voragine o colpendo gli animali si perde una vita mentre se si viene investiti da un tronco o si cade in un passaggio sotterraneo si perdono dei punti.
Ci sono poi due “paletti” ideati dal programmatore: un limite di tempo di VENTI MINUTI per terminare il gioco e tre vite totali a nostra disposizione.
Una partita perfetta permette di arrivare ad un massimo di 144.000 punti.

Il bello del gioco è che passando tutte le schermate, anche non commettendo errori, è materialmente impossibile terminare il gioco, perchè il tempo finirà sempre prima di aver esplorato tutto; tuttavia sarà possibile utilizzare i passaggi sotterranei sopra citati che permettono di saltare alcune schermate. L’unica controindicazione è che si dovrà essere sicuri di non saltare anche schermi in cui sono presenti dei tesori…per questo motivo, per poter giocare Pitfall, è necessario mappare le schermate, creandosi così un percorso che permetta di arrivare alla fine del gioco.
Un’altra innovazione dell’avventura creata da David Crane…

Per quanto riguarda le versioni per altri sistemi, Pitfall è stato convertito, come molti altri giochi di Activision, per tutte le principali piattaforme del tempo.
Vediamo con quali risultati:

ATARI 5200

Un buon miglioramento rispetto all’originale, con fondali più elaborati e meglio definiti ed un utilizzo migliore dei colori rispetto alla palette un po’ slavata della versione Atari 2600.

INTELLIVISION

Questa versione differisce davvero pochissimo dall’originale: la reale differenza è la difficoltà di ottenere la stessa precisione nei salti e nei movimenti con il controller della console Mattel, nato per altro tipo di giochi.

COLECOVISION

Anche questa versione porta pochi miglioramenti: fondali più dettagliati ma sprite praticamente identici. Si nota tuttavia un accompagnamento sonoro più accattivante, soprattutto nei jingle che accompagnano il ritrovamento dei tesori e l’uso delle liane.

MSX

Diversamente da quanto è accaduto per Decathlon, questa versione di Pitfall risulta migliore rispetto a quella per Colecovision, soprattutto dal punto di vista grafico: fondali migliori ed uso di colori più sgargianti lasciano un’impressione nettamente più positiva nel giocatore; il sonoro è sostanzialmente invariato.

COMMODORE 64

Il miglioramento estetico c’è e si vede ma i risultati non sono all’altezza della versione per Atari 5200: Harry sembra avere un parruccone ed i fondali, per quanto più complessi, risultano poco definiti e con un numero limitato di colori.
Inoltre le animazioni sono piuttosto legnose per un C64… Discreto il sonoro, che offre seconde voci nei jingle.

ATARI XL/XE

Probabilmente la versione graficamente più bella: basata su quella per Atari 5200, notiamo un leggero miglioramento nell’utilizzo dei colori. Peccato per il sonoro, troppo simile a quello dell’originale e per qualche scelta opinabile (ad esempio quando Harry salta si sente un fischio…)
 

Pitfall è sicuramente una delle pietre miliari della prima ondata di videogiochi, nonché uno dei migliori prodotti partoriti dalla mente di David Crane e dalla Activision. Quanto appena detto è confermato dal fatto che ne fu presentato un seguito, anche in questo caso con ottimi risultati, e che venne anche “portato” in sala giochi da Sega.
Ancora adesso può non essere molto semplice terminare il gioco in quanto, spesso, è necessaria una precisione al pixel per poter saltare alcuni ostacoli, soprattutto i tronchi quando arrivano a gruppi di due o tre. Io stesso ricordo di esserci riuscito una sola volta e di non aver poi mai voluto riprovarci, per la frustrazione di aver terminato il gioco senza aver raggiunto il punteggio massimo (arrivai a 109.990 punti, lo ricordo ancora!!).

Nonostante tutto, Pitfall è rimasto nel mio cuore di videogiocatore per il fascino che ai tempi poteva avere agli occhi di un ragazzo abituato alla semplicità estetica e del concept di giochi quali Space Invaders, Pac-Man ed altri famosi titoli dell’epoca d’oro!

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Autore: Marco Malpezzi

Tanto tempo fa, un padre decise di regalare al figlio una console prodotta da Inno Hit, con cui giocare a varie versioni di Pong. Non contento di quanto aveva fatto, qualche anno dopo rincarò la dose, regalandogli un fiammante Atari VCS 2600. Fu l’inizio della fine. Da allora è nato un amore per i videogames che ancora oggi, a 43 anni, non si è sopito...

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