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ZELDA – BREATH OF THE WILD (2016)

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Se vi state domandando perché stiamo parlando di un titolo di ultima generazione sulle pagine di Retrogaming Planet lasciate che vi mostri una cosa…

1986 VS 2017. Comincia l’avventura…

Questa immagine, a mio avviso, potrebbe già essere una giustificazione sufficiente per sviscerare l’ultima fatica Nintendo. Mi sono preso molto tempo prima di decidere, ho ascoltato opinioni, guardato video ma più di ogni altra cosa, ho vissuto, ho respirato ogni singolo angolo di Hyrule insieme a Link. Stiamo parlando dell’opera che ha surclassato tutti gli Open World esistenti, alcuni di poco, pochissimo, altri di parecchie lunghezze, tutto su macchine che non possono neanche lontanamente essere paragonate ad un PC o una console di ultima generazione.
Andiamo però con ordine e partiamo dall’inizio…e per inizio intendo proprio le origini ovvero il 1986!

It’s dangerous to go alone! Take this!

Così iniziava l’avventura di Link nel primo capitolo uscito per Famicom Disk e così inizia BREATH OF THE WILD, trentun anni dopo.
Allo stesso modo, il nome del protagonista non può essere cambiato, a piacimento del giocatore. Non racconterò la trama, per non spoilerare nulla, e perché tutto sommato recensire Breath of The wild sarebbe snaturare il motivo per cui esiste Retrogaming Planet.
Al tempo stesso, però, è giusto che i retrogamers sappiano che questo capolavoro è, a tutti gli effetti, una remastered del primissimo “Hyrule Fantasy: Zeruda no densetsu” così come Miyamoto-sensei lo aveva immaginato e come lo avrebbe voluto ma che, a causa delle limitazioni tecnologiche, non era ancora riuscito a creare. Lo si può chiaramente vedere anche nel titolo del gioco originale giapponese, che riprende lo stesso identico stile, del primissimo episodio.

Hyrule Fantasy Zeruda No Densetsu e Breath Of The Wild a confronto…

Abbiamo un Open World con un tasso di interazione superiore al 90%. Che stiate nuotando, scalando o anche soltanto correndo nelle praterie sconfinate di Hyrule, tutto l’ambiente circostante reagisce a noi e, a nostra volta, noi potremo interagire con esso. E’ possibile andare ovunque i desideri, e intendo dire ovunque, a nostro rischio e pericolo. Proprio lo stesso concetto di libertà che traspariva nella cartuccia dorata. E ogni nostra azione, modifica la storia, rendendola più interessante, a volte più ardua, altre volte più facile.
Scopriremo soltanto poi, la strada più breve, il modo più semplice, le scorciatoie che ci avrebbero facilitato un compito. Ed è meraviglioso come la voglia di provare, di inventare, di esplorare non svanisca mai. C’è sempre qualcosa in più da scoprire, un piccolo cameo al quale non avevamo fatto caso, o addirittura, un richiamo talmente ovvio ed impossibile da non notare… e vi si scioglierà il cuore in un misto di dolceamara nostalgia ed elettrizzante esaltazione nel riconoscere un luogo, un viso, un nome.
Perché tutti i titoli passati, sono presenti.

Spectacle Rock, dalle origini al più recente “Breath Of The Wild” passando per “A link to the Past” e “Wind Waker”

Sappiamo, per ammissione stessa di Anouma, che Breath Of the Wild si svolge moltissimo tempo dopo gli eventi di Ocarina Of Time ma questo non lo inserisce in nessuna delle tre differenti timelines che si creano a posteriori. Nel gioco, sono tuttavia presenti elementi che appartengono contemporaneamente a tutti i precedenti titoli; la stessa principessa Zelda, durante il gameplay, recita la frase “Wether Skyward Bound, adrifted in time, or steeped in the embers glowing of twilight” riferendosi ad un “certo oggetto” senza contare che gli Amiibo sbloccano bonus items provenienti da tutta la saga, siano essi tuniche, armi, o archi.

Attraverso i Cieli, le pieghe del Tempo o le Ombre del Crepuscolo, la Spada sarà sempre legata al destino dell’Eroe…

Per questo motivo, è possibile collocare Breath of the Wild in un punto non ben precisato, come ricongiungimento delle tre linee temporali che si erano venute a creare durante gli eventi di Ocarina of Time, restituendo all’universo di Zelda, una sola ed univoca linea temporale. E’ un pò come dichiarare: eccovi il punto di arrivo di trent’anni di storia. Questo è anche il punto di partenza, di una nuova era. E quale modo migliore di celebrare un traguardo così importante, così fenomenale, se non con il più vasto, il più interattivo, il più grandioso capitolo di questa saga, che riunisce dentro di sé tutti gli altri titoli?
Così facendo hanno dato un senso ad un multiverso che rischiava di rompersi, frammentarsi e perdere parte della sua incommensurabile bellezza. Questo stesso senso ha valorizzato tutto quello che chi, come il sottoscritto, ha preso parte ad ogni capitolo della saga, trovandosi ad avere per le mani la spiegazione di cosa è accaduto dopo il lieto fine…
Questo ti fa sentire ancora di più parte di tutto e capisci di trovarti di fronte ad un “Grazie” che arriva direttamente da Anouma e da tutto il suo staff, una dedica speciale per chi si è innamorato di Hyrule e l’ha difeso insieme a Link, era dopo era.

Come già anticipato prima, saranno molti i luoghi che riconoscerete, se siete dei fan appassionati della saga. Vogliamo poi parlare di Lynel?
Sì, avete capito bene! Per la prima volta, il nemico più temibile di Link fa la sua comparsa, in versione 3D!

Lynel, il primo incontro di una lunga serie

Ed è in buona compagnia, credetemi. Ci saranno tantissimi richiami, come per esempio la colorazione dei nemici per distinguere la resistenza e la potenza di attacco: un nemico rosso è abbastanza facile da sopraffare, un nemico blu è più resistente, mentre un nemico argento è una vera sfida, anche a gioco inoltrato.

I Bokoblins, i nemici “base”. Quelli rossi sono più deboli di quelli blu

Le recensioni che viaggiano nell’etere sono tantissime, non sarà difficile farvi un’idea del gioco sul piano tecnico, sul gameplay, e quant’altro.
Ci sono state critiche, fondate o meno, che in effetti tengono conto di difetti presenti o presunti, scelte che possono essere condivise oppure no. Al di là della soggettività, questo gioco resterà nella storia, perché di storia è fatto, e se anche mi stessi sbagliando, questo è quello che Breath of the Wild ha significato per me e tutt’ora significa. E giocando dal Day One, vi grantisco di aver passato parecchio tempo nella Hyrule di Breath of the Wild, non meno di quanto ne ho passato dal 1986 ad oggi.
Ci sono persino delle dediche particolari a persone speciali come Satoru Iwata, ad esempio, il presidente di Nintendo scomparso recentemente ed il fan numero uno della saga, Robin Williams, seppure non siano stati confermati né smentiti da fonti ufficiali.

Direi che i riferimenti a Satoru Iwata e Robin Williams sono abbastanza evidenti…

Potrei restare ore a spiegarvi ogni singolo dettaglio di Breath of the Wild e vi lascerei comunque soltanto una piccolissima parte di quello che in reatà è il gioco in sé.

Il piedistallo della Master Sword, in Breath Of The Wild e Link To The Past

Breath of the Wild è senza dubbio una pietra miliare della storia dei videogames. Punto.
Se avete la possibilità di affrontare una spesa e acquistare la nuova Nintendo Switch, Breath Of The Wild potrebbe essere il gioco che vale il prezzo della console o, in alternativa, la versione per WiiU, sulla quale sto tutt’ora giocando io. Vi assicuro che ha veramente poco da invidiare in termini di giocabilità e godimento complessivo del titolo dalla versione per Switch.

Graphic Comparison – (NINTENDO WiiU / NINTENDO SWITCH)


 

Se siete appassionati della saga, dovete giocarci, se invece non avete mai giocato nemmeno un titolo…Beh. dovete giocarci ugualmente! Perché anche chi non ha mai provato prima d’ora un titolo della serie, può godere di un’esperienza di gioco indimenticabile.
L’unico rischio, è quello di voler poi ritornare indietro e giocare tutti gli altri capitoli. Un rischio, però, da correre assolutamente…Non rimarrete delusi.

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Autore: Andrea Rossi

Folle, eclettico, adepto della Grande N di Kyoto dal 1989 ad oggi. Gattaro per vocazione, disegnatore a tempo perso e cantante per hobby, con la passione per la cucina e il vino. Grande appassionato della serie The Elder Scrolls, spazia dall’RPG cartaceo a quello digitale. Amante dei videogames Konami, in particolare la saga di Castlevania, ha vissuto la prima e la seconda World Console War uscendone più o meno indenne. Vecchio abbastanza da ricordare i Game&Watch e le riedizioni di Gig Tiger ma non è saggio farglielo notare...

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