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BAD DUDES VS. DRAGON NINJA – Commodore 64 (1988)

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Dragon Ninja è un tassello storico e abbastanza consistente dell’ampio mosaico dei beat‘em up, anche ultimamente caduto un po’ nel dimenticatoio. Eppure gli elementi per esser ricordato ci sono tutti: una trama/pretesto per iniziare l’azione (due street fighter, Striker e Blade, in corsa per salvare il presidente, nelle fattezze dell’allora vero presidente USA Ronald Reagan- qui col vezzeggiativo “Ronnie”! – rapito da un’orda variegata ed ampia di ninja di un’organizzazione criminale estesissima), uno scenario ampiamente diversificato (dalle strade cittadine alle fogne, dal tetto di un tir a quello di un treno in corsa) ed un campionario di mosse consistente che avrebbe fatto pure un po’ di scuola.

Bad Dudes Vs. Dragon Ninja (in Europa ed in USA uscì con questo titolo, mentre in oriente uscì come Dragon Ninja solamente), per il sottoscritto, era l’alternativa obbligata a quell’obbrobrio di Double Dragon, che su Commodore 64 fu un vero disastro, sia tecnico che di gameplay (nonostante ai tempi ci si accontentasse molto, basta che ci fosse il porting dall’arcade di sala giochi). Qui l’azione è frenetica, in un flusso incessante di farabutti dall’aspetto da ninja ma dai colori vari (blu i semplici ninja, verdi quelli armati di coltello, rossi quelli portatori di vari power ups, come energia e tempo aggiuntivo), temibili femmine dal tacco pericoloso e nemici finali alquanto pittoreschi, in un’emorragia di pixels opposti in cui l’unico scopo è di abbassare la nostra maledetta barra d’energia moltiplicata per le sei vite a disposizione. Il paragone personale con l’altro Dragon della Technos non era un caso, visto che la Data East fece uscire Dragon Ninja come risposta al pezzo forte dei picchiaduro dell’anno precedente in sala giochi.
A differenza di quest’ultimo, nonostante il successo, non ci furono ulteriori seguiti.

La splendida cover pubblicitaria del gioco

La splendida cover pubblicitaria del gioco

Dragon Ninja aveva ottimi elementi che lo rendevano un beat‘em up, ma anche un po’ platform per via delle piattaforme sparse nel gioco. E quindi vai di salti in totale assenza di gravità, inseguimenti, colpi a mezz’aria e un’interessante firepunch, un’estensione infuocata del proprio pugno (provocata dalla pressione prolungata del tasto fire).
I boss di fine livello variano nella forma e nella tecnica da assumere per sconfiggerli: da una vecchia conoscenza della Data East, ovvero Karnov, armato di temibili zaffate di fuoco ma comunque abbastanza battibile (nell’arcade originale basta rimediare dei nunchaku e colpirlo a distanza, mentre su C64, ad esempio, occorre colpirlo con calci volanti) nel primo livello ad un parente di Shredder (quello delle Tartarughe Ninja) nel secondo, passando per tizi in armatura quasi usciti da Mad Max nel terzo e quarto livello, un asso del Bo nel livello cavernoso successivo e, nel livello finale, di nuovo urbano, un’intera orda di boss già precedentemente sconfitta (una manovra molto spesso usata in molti arcade dell’epoca nei livelli finali ma che si ripete talvolta anche oggi), oltre ad un ulteriore boss finale ovvero una sorta di guerrero in maschera orrorifica kabuki.
Eliminato anche quest’ultimo ostacolo, saremo ringraziati dal presidente Reagan in persona: a tavola a mangiare hamburgers come nella versione USA, oppure con una statua dedicata ai due fighters nella versione Jap.
Oltre agli elementi che lo rendono comunque abbastanza appetibile per una retro-partita ancora oggi, vanno segnalati altri elementi trade mark della Data EAst, ovvero le voci digitalizzate dei personaggi (“I’m bad!” urla il protagonista al termine di un confronto con un boss, con un latente riferimento al noto brano di Michael Jackson), una certa cura per il level design e per la caratterizzazione dei nemici.

ARCADE

COMMODORE 64


 

La mia esperienza personale con il titolo inizia nel 1990 quando venni in possesso della versione C64 (ovviamente, mica maneggiavo Turbografx o Neo Geo…) recante con sé una cover suggestiva in chiave un po’ manga (le facce dei protagonisti rimandavano troppo a Kenshiro) e di un promettente gameplay. Fondatissimi sospetti visto che l’azione è mantenuta su livelli di guardia per velocità, con sprites in hi-res e scrolling fluido, intelligenza dei nemici che varia da “gente in fila per essere eliminata” e boss con qualche mossa bastardissima.
Grafiche e coding di John Palmer e Dave Collier, che già avevano lavorato a TARGET RENEGADE l’anno prima (altro grande picchiaduro già precedentemente trattato), così come le musiche ad opera del solito ed efficace Jonathan Dunn.
Che fosse un porting di un ben più potente arcade, lo scoprii successivamente, come anche le altre versioni. Il coin-op non girò molto in Italia (o almeno nella mia zona), ed oltre alla possibilità di giocare in due, esclusa in tutte le versioni home e console, aveva una più decisa caratterizzazione estetica dei personaggi, così come la presenza di cani feroci ed il celeberrimo pugno di fuoco molto più presente visivamente. Potenza di gioco pura!

Il Coin-Op di Bad Dudes Vs. Dragon Ninja...

Il Coin-Op di Bad Dudes Vs. Dragon Ninja…

Ebbi modo di giocare alla versione 16 bit di un amico amighista a scuola caratterizzata da una migliore definizione grafica a discapito, però, della giocabilità, il gioco infatti risultava del tutto rallentato rispetto alla versione 8 bit. Oltre ciò era escluso il salto come mossa d’attacco, che rendeva il gioco semi-giocabile.
Parlerò da “Commodore 64-partigiano” ma la versione di quest’ultimo è quella che più si avvicina, nel gameplay, all’arcade originale: spedito e schizofrenico in alcuni casi, beneficiato da uno scrolling fluidissimo ed una serie di comandi che rendono le mosse varie ed efficaci. Per quanto riguarda la parte tecnica, questa versione è priva di intro (presente nella sola versione NES e Amiga), ha una grafica leggermente rimaneggiata ma più stilizzata e decisamente più adatta alle capacità dell’8 bit Commodore , mantenendo comunque un livello di dettaglio di tutto rispetto (in particolar modo lo sprite principale ed i boss finali).
La musica, ripetuta per tutti i 7 livelli, è abbastanza aggressiva da non annoiare troppo ma risulta la migliore, prima della versione Nes ed Atari ST.
Insomma, guardatevi uno dei tanti Let’s Compare disponibili su YouTube e poi…giocatelo (per il video vi risparmiamo noi la fatica di fare ricerche ma per giocarlo…tocca a voi)!

LET’S COMPARE


 

Per concludere, Dragon Ninja Resta uno dei migliori beat‘em up (o Rullakartoni, come si chiamavano all’epoca) a scorrimento della sua generazione, prima dell’avvento dei vari Crime Fighters, Vendetta, Final Fight, ecc…

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Autore: Francesco Romano

Classe 1980, riceve il suo primo Vic20 a 5 anni e solo nel 1990 passa al Commodore 64, con il quale fissa in maniera indelebile il suo sodalizio con il divertimento in pixel. Si mantiene costantemente informato sul mondo a 16bit, nonostante decida di passare direttamente al pc solo nel ’96! Un tardivo digitale, decisamente…

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