web analytics
   

HABITAT – Commodore 64 (1986)

VISUALIZZATO 4.444 VOLTE

 
Print Friendly, PDF & Email

Se siete videogiocatori da almeno dieci anni non potete non conoscere (o almeno averlo sentito nominare) il mondo virtuale 3D di Second Life.
Second Life non si puo’ considerare un vero e proprio gioco in quanto non offre combattimenti, ricerca di oggetti o il raggiungimento di uno specifico obiettivo ma al contrario consente al nostro alter ego digitale di vagare per le lande virtuali del gioco alla ricerca di nuove amicizie o di realizzare particolari progetti imprenditoriali (apertura di vere e proprie attivita’, digitali ovviamente, utilizzando una specifica moneta creata appositamente per il gioco).
Infatti la terra di Second Life non e’ altro che una grande isola, anzi un insieme di piu’ isole, dove ognuno di noi una volta registratosi al gioco e creato il proprio avatar, puo’ girovagare in lungo e in largo alla ricerca di nuove amicizie o per semplice passatempo.
Tutto questo con il fine di offrire una sorta di vita parallela e alternativa alla solita routine giornaliera dove ognuno puo’ realizzare tutto cio’ che nella vita non ha possibilita’ di fare con il vantaggio di allargare facilmente il cerchio delle proprie amicizie al di fuori del proprio ambiente.
La particolarita’ di questo “gioco” e’ il fatto il tutto avviene online infatti l’utente,che vorra’ partecipare a SL dovra’ accedere al mondo virtuale collegandosi in rete…avremo cosi la possibilita’ di conoscere e parlare in tempo reale con un giocatore giapponese ad esempio.
Affascinante ed originale non c’e’ che dire ma il bello viene ora… (Come sempre cliccate sulle immagini per ingrandirle)

Schermata di caricamento

Piu’ di vent’anni fa una nota software house, che in seguito avrebbe dato i natali all’avventura grafica piu’ famosa di sempre, realizzo’ un progetto simile….Avete gia’ capito di chi sto parlando vero?
Si proprio lei…la LucasArts e il gioco si chiamava HABITAT!

Il gioco in questione fu un esperimento realizzato originariamente nel 1985 da Randy Farmer e Chip Morningstar della LucasFilms Games (in seguito poi divenuta LucasArts) e reso disponibile nel 1986 come versione beta da Quantum Link, azienda canadese creatrice di servizi online per Commodore 64 e 128 divenuta nel 1991 la piu’ rinomata America OnLine.
Habitat fu il primo esperimento della casa di Monkey Island nel campo dei giochi su rete telematica e fa parte parte della categoria dei MUD grafici. Il gioco si può considerare davvero il progenitore dell’attuale Second Life, pur non essendo un ambiente 3D, in quanto consiste in una realta’ alternativa alla quale i giocatori, tramite il proprio terminale (all’epoca un Commodore 64 o un PC) possono accedere ed impersonare un loro alter ego digitale muovendosi
in uno scenario ricco di strade, negozi, case, posti da esplorare e personaggi con i quali interagire.
Non tutti i personaggi che incontreremo nel gioco, pero’, sono riproduzioni digitali di utenti reali dato che alcuni di questi personaggi sono controllati dal computer ed altrettanti sono gestiti da una serie di ricercatori- operatori per studiare il comportamento umano in determinate circostanze.
Naturalmente questi personaggi “preimpostati” non sono facilmente distinguibili dai giocatori veri e tutto cio’ per permettere al gioco di mantenere vivo l’interesse che altrimenti scemerebbe in breve tempo proprio come e’ successo a Second Life!


&nbsp:

Inizialmente ogni singolo giocatore, rappresentato da un avatar con visuale in terza persona, poteva fare qualsiasi cosa: interagire, parlare (attraverso l’inserimento di testi digitati sulla tastiera) e barattare oggetti con gli altri giocatori della stessa regione. Con il passare del tempo, pero’, la partecipazione sempre piu’ numerosa di giocatori (alcuni disonesti) trasformo’ questa possibilita’ in un’arma a doppio taglio perche’ consentiva anche di uccidere e derubare i partecipanti.
Naturalmente tutto cio’ genero’ lamentele da parte dei giocatori e disordini all’interno del gioco tanto che gli sviluppatori dovettero istituire un regolamento interno e creare degli Avatar-Poliziotti per mantenere l’ordine fra i partecipanti.

Da qui e' possibile lasciare messaggi per gli altri giocatori

Habitat consentiva la connessione di piu’ utenti contemporaneamente che, grazie ad un computer, un telefono ed un modem (che non tutti a quei tempi possedevano), potevano comunicare su una rete commerciale gestita da un sistema mainframe centralizzato.
In parole semplici il software client (fornito su Floppy disk o CD) oltre a fornire l’interfaccia utente, generando sul computer del giocatore una visualizzazione animata in tempo reale di quello che sta succedendo, “traduceva” l’ingresso nel gioco di ogni partecipante in dati che poi inviava al mainframe centrale che, a propria volta, manteneva aggiornato l’utente sullo stato di avanzamento del gioco e sull’espansione del mondo virtuale di Habitat.

Ogni avatar ha un proprio appartamento nel gioco

La comunita’ virtuale di Habitat duro’ solo qualche anno, anche se venne ripresa ed aggiornata piu’ volte nel corso degli anni, forse a causa dell’hardware non ancora all’altezza per gestire un progetto di questo tipo o per la scarsa longevita’ che un “gioco” del genere puo’ offrire.
In ogni caso il progetto di LucasArts e’ riconosciuto come il primo vero esperimento di “vita alternativa virtuale” e considerato un punto di riferimento per la creazione di tutte le comunita’ online odierne, che pur offrendo una eccezionale grafica 3D ed elementi immersivi all’interno dei loro ambienti, sono figlie di questo glorioso progetto realizzato ormai piu’ di vent’anni fa!
E Second Life non fa certo eccezione anche se di acqua sotto ai ponti ne e’ passata tanta e si vede!

D’altronde la LucasArts e’ sempre stata un passo avanti a tutti…siete d’accordo?

© Copyright 2009 - 2017 by Retrogaming Planet
 

Autore: Robert Grechi

Nato nel 1977 ho vissuto in prima persona la nascita dei videogames fin dal lontano 1982, anno in cui entro in possesso di uno splendido Colecovision e con il quale comincio la mia “carriera” videoludica!
Da allora è stato un susseguirsi di Home Computer e Console che hanno ampliato ulteriormente l’interesse per i videogiochi al punto da aprire, nel mese di Luglio 2009, il blog Retrogaming Planet interamente dedicato al mondo videoludico anni ’80 – ‘ 90!

Condividi questo articolo

5 Commenti

  1. Questa è la chicca più chiccosa che tu abbia mai scritto caro Wopr!!! Complimenti!!!!

  2. Grazie Tex…sapevo ti sarebbe piaciuto!!

    :))

  3. Sono ufficialmente sorpreso, dire che si trattava di una cosa pionieristica è dire davvero poco!!!
    E’ incredibile!!

  4. Ti ho detto che ti avrei stupito… :))

    Era da tempo che meditavo di fare un articolo su questo “gioco”…..

  5. BDB era da tempo che meditavo di farlo… :))
    Tu lo ricordavi?

Trackback/Pingback

  1. Little Computer People: il The Sims degli anni ’80 (1985) | Retrogaming Planet - [...] lettori di Retrogaming Planet ricorderanno sicuramente l'articolo di qualche mese fa relativo ad Habitat, il videogioco pubblicato nel 1986…

Invia Commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *