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INFERNAL RUNNER – Commodore 64 (1985)

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INFERNAL RUNNER ED ERIC CHAHI

Nel 1985 la Loriciel pubblicò per Commodore 64 ed Amstrad CPC, INFERNAL RUNNER un titolo alquanto particolare nel quale impersoneremo un occhialuto personaggio intrappolato in una sorta di “Casa degli orrori” per cause sconosciute.
Il titolo all’epoca non è mai stato ditribuito in Italia anche se in seguito la Pubblirome/Game 2000 lo inserì, con il titolo Labirinto Mortale nella compilation da edicola Game 2000 N°10!

Il gioco è stato sviluppato inizialmente per Commodore 64 da Yves Korta e Michel Koell ed in seguito convertito per Amstrad CPC dal grande Eric Chahi, il futuro creatore di quel capolavoro per Amiga che risponde al nome di Another World, titolo pubblicato dalla Delphine Software nell’ormai lontanissimo 1991!

TROVARE L’USCITA UN PASSO ALLA VOLTA!

Lo scopo del gioco è quello di condurre il protagonista all’uscita tentando di evitare le varie e numerosissime trappole disseminate nei vari piani della struttura…
Per fare tutto ciò dovremo raccogliere le dieci chiavi presenti nel gioco ed aprire i bauli che troveremo sulla nostra strada ma, allo stesso tempo, dovremo cercare di non morire di fame raccogliendo le razioni di cibo disseminate un pò ovunque…le dieci chiavi in questione ci permetteranno di avanzare nel gioco ed aprire la tanto sospirata uscita presente in fondo a sinistra del labirinto.
Per avanzare nel gioco dovremo prestare attenzione a non rimanere uccisi dalle stesse trappole: raggi laser che ci disintegreranno all’istante, mine antiuomo e scariche elettriche sono solo alcune delle minacce presenti in Infernal Runner!!
In alcuni casi potremo addiritura essere spinti da una sorta di trattore contro una parete di spuntoni o rimanere letteralmente schiacciati da due muri che si chiuderanno su dìi noi se non faremo in fretta a uscire dal pozzo nel quale siamo finiti cadendo da un piano all’altro della casa!!

Il tutto è condito da simpatiche ma crudeli animazioni durante le quali vedremo esplodere la testa del protagonista o schizzare sangue dal corpo dopo essere stato schiacciato fra i muri di cui sopra…La ciliegina sulla torta è però la colonna sonora (almeno su Commodore 64): una traccia interamente in tonalità minore davvero ipnotica ed inquietante che trasmette meravigliosamente al giocatore quell’atmosfera opprimente che gli autori desideravano dal loro gioco! Da noteare che Infernal Runner non prevede effetti sonori ma esclusivamente un sottofondo musicale anche se qualcuno di questi effetti risulta incorporato nella traccia sonora stessa.
Vi assicuro che non vedrete l’ora di trovare l’uscita da questa casa maledetta…anche se trovarla non risolverà i vostri problemi! Infatti se date un’occhiata al video qui sotto vi renderete conto dell’atroce finale che i programmatori hanno pensato per il nostro personaggio!

La grafica risulta solo discreta (tenendo conto di cosa è stato capace in altre occasioni il Commodore 64) anche se le animazioni del protagonista, soprattutto quelle relative alle varie “modalità di morte”, risultano essere simpatiche e ben fatte!
Il sonoro invece è davvero ottimo e conferisce un tocco di inquietudine che non guasta in un titolo particolare come questo.

L’UNICA CONVERSIONE DI INFERNAL RUNNER

Come ho detto all’inizio dell’articolo Infernal Runner è stato convertito esclusivamente su Amstrad CPC dal buon Eric Chahi ma, ahimè, i risultati non sono quelli sperati:

Questa versione, personalmente, non mi è piaciuta molto…anche se la grafica nel suo insieme risulta essere più varia e colorata della controparte Commodore (e talvolta con più animazioni soprattutto per quanto riguarda le varie trappole), i movimenti del personaggio principale risultano lenti e scattosi!
Anche la sezione audio ha nulla a che fare con la versione per Commodore 64 infatti durante il gioco saremo accompagnati da un’unica traccia musicale che sembra uscita pari pari dal circo di paese; nulla a che vedere con la sezione audio del gioiello Commodore!

La cover di Infernal Runner in versione Cassetta per Amstrad CPC

CONCLUSIONI

Per concludere non possiamo negare che l’idea alla base di Infernal Runner sia buona forse però andava sviluppata in modo diverso in quanto, seppur intrigante come idea, la noia prende il sopravvento dopo qualche giorno di gioco a causa della scarsa varietà di gioco: innanzitutto le trappole da superare sono sempre le stesse e sempre nelle stesse posizioni e poi alcuine riescono ad essere davvero infime, fattore che spesso scoraggia il giocatore (guardate l’ascensore che vaga letteralmente dove vuole lui senza poterlo comandare e poi mi saprete dire!).
Se poi consideriamo che faremo tutta questa fatica per poi trovare l’uscita e… Vabbè rigiocatelo sul vostro fido Commodore 64 o sul classico emulatore e datemi un vostro parere!

Il gioco è comunque ricordato con piacere dai retrogamers più navigati a causa della macabra atmosfera che lo contraddistingue…all’epoca un titolo del genere non era certo ben visto (almeno in Italia)!
 

CURIOSITA’

Per chiunque si fosse chiesto il motivo per il quale il nome della software house compare in alcuni casi come LORICIEL ed in altri come LORICIELS ci viene in aiuto l’amico Vasco “Vaz” Serafini, fondatore del sito GAMEND:

“La software house ha cambiato ragione sociale nel ’90 a causa di problemi finanziari e per questo motivo il loro nome viene indiato in entrambi i modi, con la S finale o senza.
Maggiori informazioni sono disponibili al seguente INDIRIZZO!”

Un ringraziamento a Vaz per l’informazione!

 

IMPORTANTE: A questo INDIRIZZO potrete scaricare la High Resolution Collector’s Edition di Another World!

© Copyright 2009 - 2017 by Retrogaming Planet
 

Autore: Robert Grechi

Nato nel 1977 ho vissuto in prima persona la nascita dei videogames fin dal lontano 1982, anno in cui entro in possesso di uno splendido Colecovision e con il quale comincio la mia “carriera” videoludica! Da allora è stato un susseguirsi di Home Computer e Console che hanno ampliato ulteriormente l’interesse per i videogiochi al punto da aprire, nel mese di Luglio 2009, il blog Retrogaming Planet interamente dedicato al mondo videoludico anni ’80 – ‘ 90!

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12 Commenti

  1. Non ho mai capito una cosa: ma si chiamava Loriciel o Loriciels?

  2. No no si chiamava Loriciel 🙂

  3. Però negli screen c’è scritto Loriciels… I programmatori manco sapevano come si scrive il nome della software house per cui lavoravano? Vabbé che in francese la s alla fine non si pronuncia, però….

  4. Si questo lo avevo notato anche io ma sinceramente ho sempre saputo si chiamasse Loriciel…

    Comunque ti indico il link a Wikipedia dove viene riportato il logo dell’azienda (senza S) e subito sopra la scritta “Loriciels Loriciel Virtual Studio”…Probabilmente si può dire in entrambi i modi!

    http://en.wikipedia.org/wiki/Loriciels

    Comunque quesito interessante…vediamo se qualcun’altro sa qualcosa di più preciso :))

  5. Risolto il mistero spulciando loriciels.net:

    “De gros problémes financiers forcent Loriciels à abdiquer de leur ” S ” et devient ” Loriciel” en 1990.”

    Praticamente hanno cambiato ragione sociale nel ’90, quindi si è chiamata in ENTRAMBI i modi. Io ricordavo solo il logo con il gatto, che è senza S. 🙂

  6. Ottimo!
    In un modo o nell’altro si è risolto l’arcano…
    Quindi avevamo ragione tutti e due Vaz! 🙂
    Inserirò questa interessante curiosità nell’articolo.

    Un altro quesito interessante è questo: in alcune versioni di The Great Giana Sister vedrai che il titolo diventa The Great Gianna Sister…tu sai perchè? Forse sono versioni “pirata” del gioco?

  7. Meglio ancora…stasera inserisco tutto!

    Grazie delle info Vaz :)))

  8. Guarda, la versione che avevo io aveva scritto GIANNA. L’avevo comprato piratato in un negozio (*), ma era sicuramente una copia 1:1 del nastro originale. Non ne so il motivo, l’unica ipotesi che mi viene in mente è che ci sia stato un errore nel codice che hanno poi corretto con una versione successiva, anche se non so quanto possa essere plausibile, visto che la Nintendo ha fatto ritirare il gioco con una certa velocità.

    (*): un aneddoto in proposito di pirateria dell’epoca: a Pescara i negozi di computer che smerciavano giochi per C64 piratati erano due, Chip (fallito 15 anni fa) e un altro che non nomino perché tuttora in attività. Entrambi copiavano le cassette utilizzando la famigerata “forchetta”, che non so come si chiamasse effettivamente o come venisse chiamata nel resto d’Italia, ma con una differenza: il secondo negozio, quello ancora aperto, faceva pagare le copie tremila lire perché ti dava solo la cassetta, Chip ne voleva cinquemila perché metteva come “copertina” una foto fatta al monitor del gioco in funzione, piegata alla bell’e meglio per farla entrare nella custodia! Erano davvero altri tempi 🙂

  9. Si decisamente erano altri tempi!

    Pensa che da adolescente cercavo disperatamente il programma DOS2DOS per Amiga…lo trovai in un negozio (di cui non ricordo il nome) in Piazza Wagner a Milano.
    Il commesso mi chiese se avevo un floppy (ne portavo sempre uno con me per le “emergenze”) e quando glielo diedi, accese il suo Amiga personale, inserì in dischetto e mi copiò il programma.
    Scrisse a penna DOS2DOS sul floppy e mi chiese la bellezza di 5000 Lire…un vero furto alla luce del sole (senza alcuno scontrino ovviamente).

    Io ero partito con l’idea di comprare il programma con tanto di scatola e manuale ed invece…

    D’altronde questi erano gli anni ’80 🙂

  10. Già! Il negozio di cui parlavo nel commento precedente, Chip, aveva un Amiga con l’X-Copy perennemente in funzione 😉

  11. Quanti ricordi Vaz! 🙂

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