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LITTLE COMPUTER PEOPLE – Commodore 64 (1985)

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I lettori di Retrogaming Planet ricorderanno sicuramente l’articolo di qualche mese fa relativo ad HABITAT, il videogioco pubblicato nel 1986 dalla LucasFilm, che potremmo considerare l’antenato di Second Life. Come in una semplice equazione matematica, Habitat sta a Second Life come Little Computer People sta a The Sims!

David Crane, già autore di PITFALL e PITFALL II: LOST CAVERNS, Ghostbusters e DECATHLON, decide di lanciare nel lontano 1987, in collaborazione con il collega Rich Gold, uno strambissimo programma per Commodore 64 che potremmo definire più un esperimento che un gioco vero e proprio: Little Computer People!

Il “gioco” ha come unico obiettivo quello di curare e soddisfare i desideri e le necessità di un’entità virtuale, rappresentato da un piccolissimo omino e dal suo fedele cane, abitanti in una graziosa villetta piena zeppa di ogni comfort!
Visti i limiti tecnici della macchina sulla quale gira il gioco, è naturale che la grafica non disponga degli effetti 3D o della definizione dei videogiochi odierni (appunto The Sims in primis) infatti Little Computer People visualizza un semplice spaccato frontale della nostra villetta a tre piani attraverso il quale potremo osservare il personaggio mentre mangia,va in bagno (senza alcun particolare “piccante” ovviamente), suona il pianoforte, legge un buon libro o, data la stanchezza, decide di schiacciare un pisolino!

Il nostro compito sarà quello di impartire le azioni da svolgere, inserendo tramite la tastiera del C64 frasi, rigorosamente in inglese, tipo “Play piano” (Suona il piano), “Read book” (Leggi un libro) o “Watch TV” (Guarda la TV), al nostro alter ego digitale che, la maggior parte delle volte, eseguirà prontamente quanto ordinato; talvolta l’omino potrà anche risponderci tramite lettere molto educate (ma a lungo alquanto ripetitive) che potrà scrivere utilizzando la macchina da scrivere presente nella casa!
Inoltre capiterà di vedere il nostro personaggio eseguire autonomamente alcune azioni, infatti se per un pò di tempo ci limiteremo ad osservare l’omino senza impartire alcun comando (che ricordo comparirà nella parte alta dello schermo in un apposito riquadro) lo vedremo ad esempio fare ginnastica, giocare con il fido cagnolino o sedersi al pianoforte in attesa di un nostro comando.
A proposito del cane c’è da notare come sia possibile “istruire” anche l’animaletto con appositi comandi impartiti, come di consueto, da tastiera.

Questo è quanto offerto da Little Computer People: osservare semplicemente il nostro omino mentre esegue gli “ordini” impartiti da noi e nulla più!
Come dicevo all’inizio dell’articolo possiamo considerare il gioco di Crane il precursore dell’odierno The Sims (seppur con qualche importantissima variante offerta dal classico di Will Wright) nel quale possiamo controllare a nostro piacimento la “vita” di una persona, il suo lavoro, la sua famiglia!
Bisogna però ammettere che, pur non avendo a disposizione nel 1985 le possibilità che Wright potrà utilizzare quindici anni dopo, Crane è riuscito a tirare fuori dal cilindro un “gioco”, contenente al proprio interno, un vero e proprio piccolo mondo nel quale ammirare e vedere all’opera il nostro piccolo amico digitale.

Little Computer People paragonato al moderno The Sims...Sono davvero molto simili vero?

Naturalmente, e non poteva essere diversamente, l’interazione col personaggio principale di Little Computer People è alquanto limitata, se confrontata con i canoni attuali, in quanto si riduce al semplice inserimento di semplici frasi di due parole anche se talvolta sarà necessario impartire due volte lo stesso ordine prima di vederlo messo in pratica. Rimane sottinteso che non tutte le azioni da noi richieste saranno eseguite dal nostro alter ego digitale infatti, come noterete nel video poco sotto, se chiederemo all’omino di uccidere il proprio cane egli non eseguirà alcuna azione, costringendoci a trovare nuovi ordini da impartire!
Infatti l’unica nota, per cosi dire, interessante di Little Computer People è proprio quella di scoprire quali e quante azioni il personaggio della casa sarà in grado di eseguire, non essendoci alcuna lista preimpostata di comandi ad aiutarci!
La grafica non offre alcun effetto grafico o parallasse trattandosi esclusivamente di una schermata statica nella quale il nostro personaggio può muoversi in lungo e in largo ma, i più attenti di voi, potrebbero notare una cosa molto interessante che denota una cura quasi maniacale nelle realizzazione del personaggio principale. Di cosa sto parlando?

Osservate l’omino, nel video qui sotto, quando si siede al piano e comincia a suonare il primo pezzo di pianoforte (un semplicissimo Rag): osservate bene le sue braccia e noterete che esse vanno ESATTAMENTE a tempo con il pezzo suonato, fermandosi quando il pezzo prevede uno stop o utilizzando una sola mano tenendo ferma l’altra quando il pezzo prevede alcune battute suonate solo con la mano destra (vedrete la mano destra suonare e la sinistra fermarsi come nella realtà)!

Diciamo che questo particolare potranno notarlo solo i musicisti o quei giocatori con un occhio davvero clinico ma è comunque giusto sottolinearlo per dimostrare l’impegno di Crane nella realizzazione del gioco!

L’audio invece risulta essere davvero scarso, infatti se escludiamo la simpatica musichetta appena citata e la sonata Per Elisa di Beethoven, suonata sempre dal nostro omino, tutto il resto si riduce a semplici quanto inutili effetti sonori come il rumore delle scarpe sul pavimento, l’accensione del televisore e pochi altri rumori e jingle!
Un sottofondo musicale (magari in stile BOZO’S NIGHT OUT) avrebbe reso tutto il gioco più simpatico e meno noioso.

Qui sotto potrete vedere un video che mostra chiaramente in cosa consiste il gioco e credo converrete con me che, con i dovuti paragoni, Little Computer People può essere considerato a tutti gli effetti l’antenato del famosissimo The Sims!

COMMODORE 64

Little Computer People venne realizzato in contemporanea, nel 1985, per alcune delle più famose piattaforme dell’epoca quali ZX Spectrum, Amstrad CPC, Atari ST ed Apple II mentre la versione Amiga un paio di anni più tardi, precisamente nel 1987.

Cover della versione C64 su cassetta

Manuale del gioco versione C64

La cassetta originale di gioco per C64

Naturalmente ognuna di esse si differenzia dalle altre in termini di definizione grafica e comparto sonoro (la versione Amiga, ad esempio, offre alcune musichette aggiuntive ed ulteriori effetti sonori rispetto alla versione originale pur non sfruttando minimamente le risorse del gioiello Commodore) ma la mia preferita, nonostante tutto, non può  che rimanere la versione Commodore 64.

Qui sotto una serie di video delle varie versioni per far si che anche voi possiate esprimere un personale giudizio:

AMSTRAD CPC

APPLE II

AMIGA

Nella sua semplicità (e monotonia) l’idea alla base di Little Computer People è rimasta immutata per circa 14 anni fino a quando il buon Will Wright, nel 2000, decide di dar vita a The Sims consacrando il genere ideato anni prima da Crane (ma che sicuramente Crane stesso non credeva meritevole di tanta attenzione e successo!)

Ancora una volta le idee più semplici sono le migliori!

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Autore: Robert Grechi

Nato nel 1977 ho vissuto in prima persona la nascita dei videogames fin dal lontano 1982, anno in cui entro in possesso di uno splendido Colecovision e con il quale comincio la mia “carriera” videoludica!
Da allora è stato un susseguirsi di Home Computer e Console che hanno ampliato ulteriormente l’interesse per i videogiochi al punto da aprire, nel mese di Luglio 2009, il blog Retrogaming Planet interamente dedicato al mondo videoludico anni ’80 – ‘ 90!

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7 Commenti

  1. Bella Wopr,
    ho sentito più volte di questo gioco ma non ho mai avuto l’occasione di provarlo direttamente … cercherò di provarlo almeno una volta magari nella sua incarnazione per Amiga, visto che ho appena acquistato un fiammante Amiga 1200 :o)

    Trovo che la monotonia di cui parli descrivendo il gioco si riperquota pari pari nei suoi indiretti successori come The Sims che ho sempre trovato decisamente insignificante (nonostante le innegabili innovazioni) … so che probabilmente scatenerò una discussione ma questo è il mio giudizio.

    Tex

    PS
    Mi devo iscrivere alla newsletter per ricevere una mail ogni qualvolta fai un nuovo post? Non vorrei restare indietro con l’istruttiva lettura :o)

  2. Bella Tex!
    Ti dirò la verità: anche io trovo alquanto inutile e noiosa tutta la serie The Sims cosi come lo storico Tamagotchi…non sono mai riuscito a comprendere il divertimento nel veder crescere un animaletto o osservare una famiglia mentre vive la propria vita attraverso un videogioco!

    Cmq fammi sapere le tue impressioni quando lo provi sul tuo fido Amiga 1200 (finalmente sei entrato nel club eh??)…ti consiglio però, se hai la possibilità, di provarlo anche su C64! Io l’ho fatto e ti assicuro che è tutta un’altra “sensazione”…

    Per quanto riguarda la Newsletter se non sbaglio tu sei già inserito ma per sicurezza iscriviti nuovamente cosi siamo sicuri! :))

    PS: Da qualche giorno il mio acronimo non e’ più Wopr ma RGP che, oltre ad essere la sigla del blog è pure l’acronimo del mio nome!

    :))

  3. @ RGP:
    Giusto … nuovo blog, nuovo nick … che sbadato :o)

    Mi vado a iscrivere alla newsletter perchè non ho ricevuto notifica di questo post … meno male che ogni tanto ti visito per abitudine :o)

    Tex

  4. Bravo Tex continua cosi!

    Il prossimo articolo credo ti piacerà parecchio….

  5. Mi ha sempre affascinato questo gioco…bisogna avere anche modo nel chiedere le cose al personaggio.
    Comunque l’unica “conversione” se così possiamo chiamarla è quella per Amiga uscita dopo. Quelle per le macchine ad 8 bit sono uscite tutte in contemporanea e nessuna è conversione dell’altra.

  6. Ottimo articolo ma…

    Sembra a me o chiunque abbia preparato quel video del gioco per C64 ha deciso di seguire le sue ‘regole del gioco’? Sono scritte soltanto malignità e fesserie!!! XD

  7. Grazie Ale!

    Si l’avevo notato anche io ma secondo me lo ha fatto un pò per divertimento ed un pò per dimostrare che non si può impartire qualsiasi cosa all’omino ma ci sono linee guida ben precise da seguire!

    Sono contento che tu abbia apprezzato l’articolo!

    🙂

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