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TURBO CHARGE – Commodore 64 (1991)

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Nell’ultima parte dell’epopea del Commodore 64 (un ipotetico lasso di tempo tra il 1990 ed il 1993), tra il comunque vasto materiale videoludico in catalogo, ci sono stati alcuni piccoli e grandi colpi di coda tardivi. L’hardware del piccolo 8bit era stato spremuto ormai a dovere e non erano insoliti i prodotti videoludici di assoluto impatto estetico (Wrath of the Demon, First Samurai, Catalypse, Nobby The Aardvark, etc).
Turbo Charge è uno di questi esempi, mostrando un comparto tecnico fenomenale ed una giocabilità ficcante, oltre ad essere un’esclusiva tutta per il C64.

La bellissima cover di Turbo Charge per Commodore 64...A me ricorda la serie Miami Vice e a voi?

La bellissima cover di Turbo Charge per Commodore 64…A me ricorda la serie Miami Vice e a voi?

Nell’ambito automobilistico, la storia del Commodore 64 è pervasa da capolavori come da clamorosi flop. Prendendo quanto di meglio fatto in tempi recenti (POWER DRIFT, Turbo OutRun ed il coevo Chase HQ II), il gioco prende in prestito elementi dai suoi predecessori con qualche potenziamento, primo tra tutti la possibilità di sparare alle auto in rotta di collisione, raccogliere bonus e tamponare gli obiettivi su quattro ruote.
Come per la mini saga di Chase HQ qui ci troviamo su una fuoriserie (Lamborghini Countach, per la precisione) per inseguimenti fulminanti ad uso di poliziotti in borghese intenti a sgominare trafficanti internazionali di droga.
Il bello sarà che in realtà, la location sarà variabile in base a dove si presenta il problema. E quindi vai di inseguimenti in giro per il mondo, dall’Egitto alle strade del Nord America, in un susseguirsi di un’escalation di pericolosità delle missioni. Infatti passeremo da percorsi disseminati di autoveicoli ostacolanti, a bonus come taniche di benzina o malus come mine (prontamente segnalate dal radar di bordo) a situazioni folli dove, la stessa polizia corrotta potrebbe sbarrarvi la strada con un posto di blocco o addirittura essere obiettivi di raid aerei!
Gli obiettivi da seguire saranno anche i boss di fine livello, ovviamente con qualche grado d’indistruttibilità in più. Alcune schermate (presenti nella versione su floppy), infine, ci mostreranno gli arresti e i cambi di location.


 

Il titolo di System è composto da dieci livelli nei quali dovremo a volte correre verso la fine dello stesso (livelli dispari), come nei più classici giochi di guida, oppure raggiungere un veicolo nemico e costringerlo a parcheggiare (livelli pari) in pieno stile Chase H.Q.!
Ciò che rende Turbo Charge prezioso nel foltissimo panorama di giochi del Commodore 64 è senz’altro il comparto tecnico: grafica eccellente e vibrante, ad opera del mitico Chris Butler (Commando, Ghost’n’Goblins, oltre al già citato Power Drift vi diranno pur qualcosa…) il quale ha utilizzato lo stesso engine di Power Drift appunto, potenziandolo al massimo e conferendogli una fluidità pari solo a quella di Turbo OutRun.
Inoltre, in Turbo Charge, Butler veste anche il ruolo di programmatore mentre le tracce musicali e gli effetti sonori sono affidati al duo Sean Connolly e Marc François (che ricordano i migliori Maniacs of Noise)!

Il gioco viene pubblicato ad opera della System 3, leggendaria software house di capolavori come la trilogia di Last Ninja, Myth, Tusker e Vendetta, nel 1991 e riesce a colmare la mancanza di titoli da corsa nel parco software del Commodore 64 (fino ad allora si erano toccati più o meno tutti i vari generi).
Purtroppo Turbo Charge risulterà essere l’ultimo gioco del team per Commodore 64 e probabilmente anche l’ultimo grande gioco di guida per il “vecchietto” Commodore…

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Autore: Francesco Romano

Classe 1980, riceve il suo primo Vic20 a 5 anni e solo nel 1990 passa al Commodore 64, con il quale fissa in maniera indelebile il suo sodalizio con il divertimento in pixel.
Si mantiene costantemente informato sul mondo a 16bit, nonostante decida di passare direttamente al pc solo nel ’96!
Un tardivo digitale, decisamente…

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