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YOSHI’S STORY – Nintendo 64 (1997)

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La recente uscita di Yoshi’s Wolly World per WiiU mi ha riportata indietro nel tempo, all’età di 8 anni, quando i genitori mi obbligavano a mangiare tanta frutta perché, si sa, ha molte proprietà nutritive…loro però non sapevano certo che tale “costrizione” potesse essere motivo di gioia e salvezza per qualcun altro! Questo potevamo saperlo solo noi divoravamo la frutta con la nostra lunghissima lingua; noi che, seppur dinosauri, amavamo tanto mangiare meloni interi, mele, banane e chi più ne ha, più ne metta!
Noi che senza frutta non avremmo conosciuto la felicità; noi, bellissimi Yoshi colorati, che stavamo scrivendo la nostra storia sul Nintendo 64

La cover box per Nintendo 64

La cover box per Nintendo 64

Era il 1997 e nella nostra isola, risplendeva il sole. Tutti noi eravamo cosi felici! Improvvisamente il cielo si oscurò e dal nulla spuntarono fuori Baby Bowser e Kamek: li ricordavo bene perchè, due anni prima, furono proprio loro a tentare il rapimento di Baby Luigi e Baby Mario, ed anche quel giorno non vennero con le migliori intenzioni. Essi prelevarono il Super Happy Tree, la nostra fonte di felicità, e con un incantesimo trasformarono l’isola in un libro pop-up. Che razza di delinquenti!
Io ero appena uscito dall’uovo e non potevo rendermi conto di quello che stava succedendo ma una cosa la sapevo: capii che c’era qualcosa che non andava, non sentivo più la felicità che mi aveva cullato nei miei giorni in gestazione. Dovevo far qualcosa e partii cosi alla ricerca del Super Happy Tree, assieme ad altri 5 Yoshi, scampati all’incantesimo.
Iniziammo a girare tutta l’isola, pagina per pagina, e l’unico modo per andare avanti era quello di trovare la forza mangiando tanta frutta. Se devo esser sincero, erano necessari trenta frutti ogni volta per darci lo sprint necessario a voltare pagina (in totale 24), quindi immaginate quanta energia ci serviva! Fortunatamente, però, trovarli non era poi così difficile, ce n’erano a bizzeffe in giro per l’isola, occorreva solo stare attenti a non mangiare i peperoncini… quelli non li digerivamo proprio, purtroppo!

INTRO


 

E se riuscivamo a mangiare sei frutti identici consecutivamente mi sentivo più felice e dal cielo spuntava un cuore particolare. Ogni qualvolta lo mangiavo, sentivo dentro di me una forza incredibile: ero invincibile, potevo lanciare un’infinità di uova e la mia lingua diventava sempre più lunga. Peccato l’effetto durasse poco!
Ma, ahimè, il nostro cammino non era tutto rose e frutti anzi, ogni volta che avanzavamo, c’era sempre qualche nemico pronto a farci del male. Imparammo quindi a difenderci, inizialmente saltandogli addosso, poi però alcuni di loro si munirono di lance appuntite e fu praticamente impossibile attaccarli dall’alto! Imparammo quindi a lanciare le uova che ottenevamo divorando altri nemici! Erano i Tipi Timidi, ma solo di nome perché di fatto erano Tipi Pericolosi!
Non mancavano poi le volte in cui molti di noi Yoshi, a furia di essere colpiti perdevano i sensi… venivano cosi catturati ed imprigionati nel castello di Baby Bowser. Talvolta riuscivamo a riportarli in salvo, trovando uno di quei Tipi Timidi di colore bianco (sembrava che loro stessero dalla nostra parte!) che, se scortato fino alla fine della pagina, ci restituiva lo Yoshi rapito.
Ah, ma questa devo raccontarvela… Una volta, mentre ero in missione, incontrai due yoshi che non avevo mai visto prima e dei quali, sono sincero, ignoravo l’esistenza. Dovete sapere che noi sei eravamo di colori diversi: io, verde, poi c’era Yoshi Blu, Celeste, Giallo, Rosa e Rosso, così diversi fuori eppure così uguali dentro! Ma, come dicevo, non eravamo soli! Scoprii infatti, tra una pagina e l’altra, un uovo bianco ed uno nero. Quando le portai a casa si schiusero e uscirono Yoshi Bianco e Yoshi Nero!
Ero incredulo, non immaginavo potessimo essere così tanti! Ma loro non erano solo di un altro colore, erano molto più forti di noi e avevano gusti a dir poco particolari: divoravano non solo frutti ma anche il peperoncino e tutti quei nemici che noi non digerivamo… e, come se non bastass,e avevano anche delle uova più potenti! Grazie alle loro particolarità, infatti, ci furono davvero di grande aiuto!
Come avrete intuito, alla fine, riuscimmo nell’impresa, recuperando il Super Happy Tree e imprigionando Baby Bowser. Finalmente ritornò la pace sulla nostra isola!
Così, una volta letta l’ultima pagina, chiusi quel libro virtuale e lo riposi sullo scaffale dei ricordi.

GAMEPLAY


 

Quei colori vivaci, che offrivano i 64 bit del Nintendo 64, mi rimasero nel cuore al punto che quel giorno stabilii che il mio colore preferito sarebbe stato il ‘verde yoshi’. Ma il diletto non è stato solo degli occhi, bensì anche delle orecchie grazie a musichette orecchiabili prodotte da Kazumi Tezuka e doppiatore di yoshi stesso. Le melodie avevano più o meno la stessa base, ma, a seconda dei livelli o delle situazioni di gioco, passavano dall’allegretto, al movimento più lento o, addirittura, rockeggiante quando Yoshi mangiava l’Heart Fruit dell’invincibilità.
Inoltre la realizzazione tecnica è davvero ottima: attese nei caricamenti praticamente inesistenti, nessun rallentamento nello scrolling e difficoltà di gioco ben calibrata! Anche la longevità si attesta su ottimi livelli ma, si sa, quando si parla di Nintendo e del mondo di Mario, non si hanno dubbi in proposito.

Un titolo che ogni appassionato di giochi in stile Mario non deve lasciarsi sfuggire…e poi è su Nintendo 64!!

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Autore: Francesca Rinaldi

Nata nel 1990, nonostante l’età non troppo ‘retro’, ho una grande passione per i videogiochi dei gloriosi anni ’80 e 90′.
L’amore per il mondo videoludico è nato dopo aver giocato Yoshi’s Story per Nintendo 64, console che mi ha accompagnata per molti anni ed alla quale sono legata da meravigliosi ricordi che solo il sommo Miyamoto è capace di regalare.

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