web analytics
   

THE DIG – PC (1995)

VISUALIZZATO 3.954 VOLTE

 
Print Friendly, PDF & Email

Come i lettori più attenti avranno notato, da qualche giorno nella sezione Staff è comparso il nome di un nuovo collaboratore, Emanuele Labruzzo, approdato inizialmente su Retrogaming Planet come fedele lettore ed in seguito passato “dall’altra parte della barricata”, su mia richiesta, grazie agli splendidi commenti rilasciati quotidianamente in merito agli articoli ed alle interviste pubblicate sul blog!
Emanuele è un vero appassionato di retrogaming e, come il sottoscritto, dei mitici anni’80 con tutto quello che ruota attorno a quell’epoca storica.
Talvolta commovente nei suoi commenti, Emanuele sarà capace di dare un tocco di “nostalgia” in più al blog (non che ce ne fosse ulteriore bisogno ma i ricordi non sono mai troppi…) grazie al suo originale modo di scrivere e di rievocare i tempi andati!
Imparerete a conoscerlo ed ad apprezzarlo cosi come avete apprezzato gli altri collaboratori del blog che giornalmente danno un appassionato contributo personale alla divulgazione del “verbo del Retrogaming”…

Robert Grechi
 

La terra vista dallo spazio, avvolta nello scuro silenzio, appare di una bellezza che lascia senza fiato… Un’enorme palla azzurra sfumata di bianchi e verdi colori.
Qualcosa però incombe su di essa, la più grande minaccia per il suo esistere e per l’intera sopravvivenza del genere umano: un asteroide. Potrebbe essere la fine della vita conosciuta fino ai giorni nostri. Non si può perdere tempo bisogna intervenire!

Inizia cosi l’avventura di cinque eroi partiti per una missione che, per alcuni di loro, potrebbe essere l’ultima… senza più ritorno dai propri cari.
Le cariche atomiche sono piazzate ed il moto dell’asteroide fermato ma… qualcosa va storto per tre dei nostri eroi che vengono trasportati su un lontano pianeta alieno.
Un mondo simile al nostro ma… dove sono gli abitanti? Cosa è successo??

Avremo risposta ai nostri questi affrontando questo splendido titolo, secondo il mio parere sottovalutato, prodotto dalla LucasArts…Proprio lei! La stessa software house che diede i natali alle indimenticabili saghe di Monkey Island ed Indiana Jones!


 

Non voglio dilungarmi a parlare troppo della trama del gioco (disponibile ovunque in Rete) quanto soffermarmi sulla colonna sonora composta da Michael Land, già autore delle tracce di Monkey Island, capace di dare un valore aggiunto alle proprie composizioni diversificandole dalle altre produzioni della stessa Lucas: le tracce sono talmente ben fatte da poter essere utilizzate in un vero film per il cinema!
Colonne sonore cinematografiche sullo stile di Blade Runner o The Abyss, per intenderci…
A voi l’ascolto della colonna sonora:


 

E proprio quest’ultimo titolo si avvicina moltissimo all’atmosfera che pervade tutto il gioco, in un crescendo continuo che rende The Dig un’avventura unica soprattutto per l’assenza della classica vena comica presente in tutte le avventure grafiche Lucas.
Questo gioco lo si vive come fosse un film… Un film ricco di colpi di scena e pathos e potenziale Kolossal se solo Spielberg avesse trovato i finanziamenti per realizzarlo!
Ed a questo proposito è doveroso soffermarsi un attimo…

La storia di The Dig era stata originariamente concepita da Steven Spielberg per essere la trama di un episodio della sua serie televisiva Storie incredibili. visti però i previsti costi di produzione troppo elevati Spielberg, soddisfatto dal modo in cui era stata realizzata la conversione ludica del suo Indiana Jones e l’ultima crociata, contattò LucasArts per proporre The Dig come videogioco.
Durante la realizzazione The Dig ha visto la realizzazione di tre versioni, con il passaggio di consegna di ben quattro capi progetto, prima di arrivare alla versione finale.
Il gioco è anche ricco di citazioni riferite ai classici films di fantascienza tra i quali Il tesoro della Sierra Madre ed Il pianeta proibito (Senza svelarvi troppo del gioco, il riferimento è lo scienziato pazzo e la sua bella figlia protagonisti di questo classico…NdRGP).

dig_ita_cd

Ispirata da un’idea originale di Steven Spielberg, la prima versione di The Dig fu molto diversa dalla versione che tutti conosciamo: in un lontano futuro su un lontano pianeta, i protagonisti del gioco scoprono i resti di quattro grandi città, abitate da primitivi alieni.
Poco per volta i personaggi principali portano alla luce la drammatica e triste storia di quattro civiltà che abitavano un tempo il pianeta… La storia si evolve scoprendo che una delle città dichiarò guerra alle altre tre città pacifiche, rendendo il pianeta tossico a tal punto che tutti i sopravvissuti di ogni civiltà furono costretti ad andare in stasi, per ritornare in vita una volta reso nuovamente abitabile. I personaggi, poco alla volta riportano in vita tutte le civiltà stabilendo la pace dopo aver convertito la tribù guerrafondaia alla vita pacifica.

La seconda versione, come richiesto da Steven Spielberg, venne realizzata inserendo elementi abbastanza violenti e cruenti. Ad esempio, uno dei personaggi si sarebbe trasformato in un cadavere insanguinato dopo l’ingresso in una grotta piena di acido.
Il regista però, scottato dalle molte critiche per alcune scene particolarmente violente e sanguinose presenti nel film Jurassic Park, chiese al team di progettazione di smorzare l’atmosfera del gioco in modo da renderlo adatto anche ai bambini. Spielberg in origine aveva anche immaginato il gioco come un ibrido tra Il pianeta proibito (un pianeta zeppo di tecnologia aliena di una civiltà da lungo tempo scomparsa) ed Il tesoro della Sierra Madre (persone incapaci di fidarsi reciprocamente a causa della crescente avidità e paranoia).
In questa seconda versione i personaggi conduttori sono quattro e lo si nota dalla visione di artworks in cui risulta un quarto elemento aggiunto: il quarto personaggio doveva essere un uomo d’affari giapponese che, avendo co-finanziato la missione, avrebbe fatto parte della squadra.
Durante la prima sessione di scambio di idee per il gioco presso la LucasArts, un grande terremoto colpì la zona di Los Angeles; molti descrissero scherzosamente il terremoto come un cattivo presagio (la cosiddetta Maledizione Dig) poichè la produzione del gioco fu effettivamente afflitta da problemi creativi, ri-stesure della storia e continui cambi di gestione tanto che il prodotto finale venne rilasciato molti anni dopo la sua prima concezione.

La terza versione fu caratterizzata dalla limitazione delle fasi violente in momenti di pura tensione, modifiche in termini di trama e gameplay e cambio dei doppiatori che prestavano voce ai personaggi. The Dig fu infatti rilasciato, dopo cinque anni, nel 1995!
Il gioco è stato distribuito esclusivamente su CD Rom, in versione DOS e MacOs, una novità per quei tempi considerato l’esiguo numero dei lettori CD Rom installati per via dei costi ancora non abbordabili.


 

Da luglio 2009 The Dig è disponibile anche su Steam, la piattaforma di distribuzione digitale prodotta e gestita da Valve.

Dal punto di vista tecnico The Dig in versione DOS richiedeva:

  • Processore 486 Dx a 66 MHz
  • 8 MB di Ram
  • 1 MB di spazio su Hard Disk
  • Scheda Video Vga a 256 colori
  • Sistema operativo Dos 6.0

Personalmente ritengo che il comparto grafico fosse, rispetto ad altre realizzazioni dello stesso periodo, piuttosto obsoleto ma credo che questo derivasse esclusivamente dai ritardi nella realizzazione (citati poco sopra) e conseguente pubblicazione. In ogni caso il tutto venne compensato dalle eccellenti animazioni e dalla profondità della trama!

Per concludere The Dig non va valutato per singole sezioni ma apprezzato nel suo insieme… Godiamoci quindi il gioco con il suo packaging scatolato, caratteristica estintasi poco per volta a partire dai primi anni del 2000 con l’avvento degli amarays usati ancora oggi, senza dimenticare che grazie a The Dig venne al luce nel 1998 il film Armageddon, pellicola diretta da Michael Bay di Transformers ed ispirata al titolo LucasArts.

© Copyright 2009 - 2017 by Retrogaming Planet
 

Autore: Emanuele Labruzzo

Dal giorno in cui vide una rana saltare in quell’enorme cassone dal quale uscivano tante luci e suoni la sua vita cambiò. Aveva 4 anni ed i giochi divennero suoi compagni d’avventura... Scoprì le arti marziali con International Karate (prima ancora con Kung Fu per NES) e l’archeologia con Indiana Jones and The Last Crusade. Fervente collezionista di fumetti, riviste di videogiochi e retro console/home computer ma dategli il Lego e vi costruirà un mondo intero.

Condividi questo articolo

Invia Commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *