SUPER GHOULS ‘N GHOSTS – Super Nintendo (1992)

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Quando una formula risulta vincente spesso la troviamo riproposta come gli avanzi del pranzo di Natale che vagano per casa più o meno fino a Pasqua o finchè, mossi di vita propria, non decidono che è giunto il momento per loro di andare via di casa, seppur promettendo di telefonare almeno, di tanto in tanto. Non a caso tutte le storie che vendono protagoniste bellissime principesse, rapite dalle forze del Male per essere poi salvate dal prode cavaliere senza macchia e senza paura, sono un po’ come questi avanzi.
Tuttavia c’è chi è molto bravo a propinarci la solita minestra senza farci saltare dalla finestra: parliamo di CAPCOM e del suo SUPER GHOULS ‘N GHOSTS che nel 1992 fece capolino come esclusiva sulla fantastica console Nintendo a 16 bit. E signori, stiamo parlando di uno dei giochi che ha decretato il successo di questa console…


 

Dopo aver salvato la bella principessa dalle grinfie di Lucifero in casa Sega (Ghouls‘n Ghosts) Arthur il prode decide di far colpo sulla sua fidanzata tanto è vero che organizza pure i fuochi artificiali ben visibili dall’intro, si mette l’armatura nuova, lucidata a dovere perchè lui è un cavaliere senza macchia e senza paura, e corre dalla bella Prin Prin per regalarle un anello, un giro all’anagrafe e la compagnia del cavaliere più bello del regno, non necessariamente in quest’ordine. Tuttavia, la festa è di breve durata. Il demone Firebrand, a cui era stato promesso un gioco tutto suo, per ripicca gli ruba la fidanzata proprio quando Arthur spegne le luci e allunga le baffute labbra verso la principessa reclamando la ricompensa di due giochi portati a termine senza neanche una stretta di mano, lasciandolo… a bocca asciutta.
Gli tocca quindi sobbarcarsi di nuovo un bel cimitero, un vascello fantasma, una grotta infuocata, una distesa glaciale, l’intestino di un demone e il castello dell’imperatore dei Demoni, tale Samael (per amici Sardius) che, nel frattempo, ha organizzato un rave party per dare il benvenuto alla principessa (che non si dica poi che i demoni non sono ospitali). Arthur, deciso ad avere almeno un bacino sulla guancia, decide di sobbarcarsi l’intero viaggio dando cosi il via al solito giro di valzer dell’ordalia dell’eroe alla ricerca della sua Principessa.

Super Ghouls‘n Ghosts, in esclusiva per la macchina Nintendo, è stato un gioco veramente eccezionale sia a livello grafica che a livello di OST e giocabilità. Per quanto le masse lo ritenessero troppo difficile, i giocatori esperti hanno apprezzato invece la sfida rappresentata dai controlli non proprio semplici di Arthur e la necessità di studiare una strategia mirata per oltrepassare un livello, come la combinazione dei poteri magici dell’armatura dorata del protagonista (non esattamente difficile da ottenere e conservare) in relazione all’arma giusta da utilizzare per superare certe aree, cosa forse più difficile in quanto le armi venivano droppate in maniera del tutto casuale dai nemici o dagli scrigni che potevano anche contenere trappole. Tuttavia SNES, sebbene spinto al limite dalla cartuccia, per prestazioni grafiche e sonore non lasciava spazio al lag o rallentamenti di sorta restituendo quella che viene comunemente definita la Nintendo Difference ossia un’esperienza di gioco completa priva di difetti dal punto di vista delle performance e altamente godibile dal punto di vista ludico.

Uno splendido artwork del gioco…

Graficamente abbiamo un capolavoro a 256 colori dove gli sprite animati si muovono su sfondi dettagliatissimi creati in parallasse, sovrapposizioni di trasparenze, rotazioni e zoommate in MODE7, accompagnato da una colonna sonora da fare quasi invidia al miglior Akumajou Dorakura per esecuzione e atmosfera. Gli effetti audio sono azzeccati e mai fastidiosi: che siate colpiti da un attacco nemico che vi fa saltare l’armatura (e i nervi) o l’impatto dei vostri colpi, il fuoco che vi lanciano contro, persino l’apparizione dei fantasmi sui vascelli viene annunciato da un lugubre ululato.
Parlando del gameplay possiamo dire che Arthur non è proprio facile da controllare e, anche se il pad restituisce immediatamente il feedback sullo schermo, il prode eroe senza macchia resta spesso in mutande, forse proprio per avvalorare questa teoria o forse perchè con l’età si è un filino irrigidito, rimanendo pur prestante al punto di aver guadagnato un doppio salto, che potrà forse scongiurare un attacco nemico o aiutare Arthur a salire su piattaforme semoventi altrimenti irraggiungibili, scovare scrigni nascosti dove potrà trovare equipaggiamenti come armi, armature supplementari potenziate (rispettivamente verde e dorata) che permetteranno di potenziare gli attacchi e usare degli “item breaker” o supermosse, che dir si voglia a seconda dell’arma equipaggiata.
Il livello di difficoltà è selezionabile ma rimane pur sempre una sfida anche a livello easy, insomma, se non avete pazienza e soprattutto, non arrivate dalla generazione 8-bit che ha sperimentato la vessazione dei precedenti titoli, senza andare troppo lontano, probabilmente questo non è un gioco fatto per voi, seppur vi garantisco che vi state veramente perdendo qualcosa

Super Ghouls‘n Ghosts è un titolo che non fa sconti a nessuno ma che vale la pena di essere giocato fino in fondo, anche a costo dell’esaurimento nervoso, qualcosa che non può mancare nella libreria dei grandi achievement di un videogamer.

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Autore: Andrea Rossi

Folle, eclettico, adepto della Grande N di Kyoto dal 1989 ad oggi. Gattaro per vocazione, disegnatore a tempo perso e cantante per hobby, con la passione per la cucina e il vino. Grande appassionato della serie The Elder Scrolls, spazia dall’RPG cartaceo a quello digitale. Amante dei videogames Konami, in particolare la saga di Castlevania, ha vissuto la prima e la seconda World Console War uscendone più o meno indenne. Vecchio abbastanza da ricordare i Game&Watch e le riedizioni di Gig Tiger ma non è saggio farglielo notare...

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