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SPECIALE – STARPATH SUPERCHARGER – Atari 2600 (1982)

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Correva l’anno 1982. L’Atari VCS 2600 era la console più diffusa al mondo ma dai tempi della sua uscita sul mercato erano arrivati nuovi concorrenti, alcuni dei quali con capacità grafiche e sonore più elevate: l’Intellivision ed i suoi giochi sportivi ma anche il Colecovision con alcune conversioni da far cadere la mascella, rischiavano di togliere il predominio alla console di Atari.
C’erano due modi per rispondere a tale attacco: il primo, scelto da Atari, fu quello di proporre una console del tutto nuova, il 5200 (ma questa è un altra storia); un gruppo di geniali progettisti adottò, invece, un approccio del tutto differente, creando una periferica da utilizzare con il VCS 2600 originale che ne aumentava la memoria e le capacità grafiche.
La società di cui stiamo parlando, originariamente denominata Arcadia (il nome venne però cambiato perché un’altra casa, Emerson, produceva l’Arcadia 2001, console che da noi venne importata da Gig e rimarchiata con il nome Leonardo), era la Starpath, ed il suo piccolo, grande figlio, il Supercharger (infatti, in origine, il Supercharger doveva chiamarsi Arcadia SuperchargerNdRGP)

Lo Starparth Supercharger in tutto il suo "splendore"! Il design è tipico delle periferiche anni '80...

Lo Starparth Supercharger in tutto il suo “splendore”! Il design è tipico delle periferiche anni ’80…

Lo Starpath Supercharger è un apparecchio di dimensioni pari a circa tre cartucce in lunghezza, mentre in larghezza è più o meno la stessa. Questo perché il prodotto deve essere collegato alla console proprio grazie all’alloggiamento per le cartucce (collegamento obbligato, dato che il 2600 non ha porte di espansione di alcun genere).
Non essendo però un collegamento “passante” (ossia, a sua volta non si può inserire una cartuccia nel Supercharger), i giochi si caricano grazie ad un normalissimo registratore di audiocassette, collegato alla periferica da un cavetto inserito nel jack cuffie del registratore.

(NOTA: Il Supercharger aggiunge 6 KB di memoria Ram agli esigui 128 byte (!!) già montati di serie sulla console (aumentando quindi la Ram totale di circa 50 volte), che consentono la realizzazione di giochi più grandi, più complessi e con grafica in alta risoluzione rispetto alle cartucce normali…
Infine il Supercharger è compatibile con Atari 2600, Atari 2600 Jr. ma non con Atari 7800.NdRGP)

I giochi, quindi, sono memorizzati su cassetta! Una rivoluzione per il mondo console (ma per i tempi anche per quello computer), dato che gli home computer erano agli albori e il software su cassetta non ancora molto diffuso.
Il caricamento avviene in automatico: una volta accesa la console, infatti, la macchina rimane in attesa dei dati e, per fortuna di noi giocatori, tutta la procedura dura pochi secondi, un’inezia se paragonato ai tempi biblici di lettura dei giochi sul futuro Commodore 64!
Ma il risultato? Beh, chi è abituato a vedere Space Invaders, POLE POSITION o Pac-Man potrebbe perdere la mascella per distaccamento una volta caricati alcuni dei (pochi) titoli usciti per questa espansione.
Diciamo subito che per il Supercharger è stata realizzata la miglior conversione di Frogger disponibile su VCS 2600, enormemente più fedele a quella proposta da Parker per il 2600 “liscio”.
Se però volete davvero godere delle performance di questo add-on, non potete non provare Escape From The Mindmaster: un labirinto in 3D sull’umile console di Atari è cosa che sorprende non poco ancora oggi.


 

Tra gli altri giochi, più o meno interessanti, vorrei ancora citare Survival Island, un’avventura dinamica dall’atmosfera caraibica che , pur non essendo la più scintillante in quanto a grafica o sonoro, è comunque dotata di un fascino tutto particolare che la rende forse il prodotto più intrigante disponibile per questa periferica.


 

Lo Starpath Supercharger però non ebbe grande fortuna… Uscito in un periodo di crisi dell’intero settore, il prodotto soffrì anche di una produzione troppo limitata per poter sfondare veramente, con il risultato che nessuna casa di software esterna decise di supportarlo. La contemporanea produzione dell’Atari 5200, poi, portò molte case a rimanere a guardare l’eventuale successo di quest’ultima piattaforma prima di decidere dove rivolgere i propri sforzi.
La sopra citata crisi portò ad interrompere la produzione poco dopo ma gli inventori di questo geniale apparecchio decisero di non arrendersi: si fusero infatti con altri programmatori creando nientemeno che Epyx. Questo spiega la passione di questa casa per la progettazione di hardware: non dimentichiamo che c’è proprio Epyx dietro il progetto del Lynx, la bellissima ma sfortunata console portatile realizzat proprio da Atari! Corsi e ricorsi storici…

Ricordo la prima volta in cui vidi il Supercharger: fu nella mia città, Alassio, nella vetrina di un piccolo negozio di giocattoli in centro. Sapevo di cosa si trattasse ma costava decisamente troppo per un ragazzino che dipendeva dai genitori per l’acquisto dei videogames.
E’ stato il mio desiderio per anni, ed è stata sicuramente una delle principali molle che mi hanno spinto, parecchio tempo dopo e raggiunta l’autonomia economica, ad intraprendere la “carriera” di collezionista, carriera che, ad oggi, non è ancora terminata e che vede proprio nel Supercharger uno dei pezzi “da novanta“.

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Autore: Marco Malpezzi

Tanto tempo fa, un padre decise di regalare al figlio una console prodotta da Inno Hit, con cui giocare a varie versioni di Pong. Non contento di quanto aveva fatto, qualche anno dopo rincarò la dose, regalandogli un fiammante Atari VCS 2600. Fu l’inizio della fine. Da allora è nato un amore per i videogames che ancora oggi, a 43 anni, non si è sopito...

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