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Improvvisarsi retrogamer…senza averne i “requisiti”!

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A cura di Aldo e Gaetano Chiummo
 

Considerato il titolo, in molti si chiederanno quali sono i “requisiti” (se cosi possiamo definirli) per ritenersi un vero retrogamer…nulla di più semplice:

  1. Aver vissuto in prima persona il periodo videoludico del quale si parla (solitamente anni ‘80-’90)
  2. Aver utilizzato a sufficienza le macchine o i giochi che si andranno a recensire
  3. Evitare di esprimere opinioni o improvvisarsi esperti se non si è sicuri di quello che si dice (Parafrasi
    personale della famosa massima “Prima di parlare assicurarsi che il cervello sia ben collegato”)

A questo proposito vi riporto un articolo (scritto appositamente per Retrogaming Planet) da Aldo Chiummo, esperto di Commodore 64 e vero retrogamer (nonchè new entry dello staff di Retrogaming Planet), nel quale si fa riferimento al video YouTube realizzato da due sedicenti retrogamers che hanno avuto la “bella idea” di videorecensire due cassette edicola di giochi per Commodore 64, con la presunzione di dare opinioni e pareri su giochi e hardware che, come vedrete fra poco, dimostrano di non conoscere minimamente.
Questo è il risultato…

Robert Grechi
 

Fino a qualche anno fa il retrogaming era soprattutto un fenomeno nostalgico, alimentato dalla passione di chi sui giochi e sulle macchine degli anni ’80-’90 aveva trascorso l’infanzia e l’adolescenza. Con il passare del tempo però, complice forse il proliferare di emulatori per qualsiasi tipo di dispositivo e varie riedizioni di vecchi giochi per le console più moderne, i vecchi classici hanno conquistato una fetta di pubblico più grande nella quale è lecito annoverare anche utenti più giovani che negli anni del boom delle macchine a 8 e 16 bit non erano magari ancora nati.
La diffusione del fenomeno del retrogaming è tale che anche su YouTube si sprecano i canali ad esso dedicati. A realizzare questi video è perlopiù gente esperta e competente, spesso sopra i 30 o addirittura i 40 anni; tuttavia è facile anche imbattersi in “appassionati” più giovani e questo, purtroppo, non è necessariamente un bene…

Di recente ci è stato segnalato un video che già su alcuni forum del settore aveva iniziato a far parlare di sè per l’enorme mole di “inesattezze” in esso contenute. Il video è il seguente:

L’autore, tale Yug RetroGamer, un personaggio a metà strada tra un Angry Videogame Nerd meno competente e uno Sgarbi un po’ spompato, si occupa di recensire una cassetta pubblicata negli anni ’80 per il circuito delle edicole contenente cinque giochi per COMMODORE 64.
Chi ha vissuto i tempi in cui questo Home Computer impazzava sa benissimo che queste vendutissime cassette, delle quali le edicole traboccavano letteralmente, contenevano versioni piratate (e spesso tradotte) di celebri videogiochi. Le leggi sul diritto d’autore in vigore all’epoca facevano sì che il tutto fosse legale ( in soldoni era sufficiente cambiare anche un solo bit del codice sorgente perchè il programma non fosse più considerato una copia ma qualcosa di originale…).
A quanto pare il nostro Yug non solo non è a conoscenza di tale fenomeno ma neanche dei giochi che ha recensito!

Quella che ci apprestiamo a fare è un’analisi minuto per minuto del video incriminato, per mettere in luce tutte le inesattezze ivi contenute e per sopperire alla cancellazione dei nostri commenti e di quelli di altri appassionati da parte degli autori del video.

Il primo gioco che Yug e la sua assistente recensiscono è POM POM. I due non lo sanno, ma si tratta della versione “crackata” (in realtà non si tratta di veri e propri “crack”) e anonimizzata (il titolo e i nomi dei programmatori nello schermo dei titoli sono stati completamente rimossi per renderlo irriconoscibile) di THING BOUNCES BACK, piccolo capolavoro della GREMLIN, uscito nel 1987 e seguito del già celebre (almeno nel Regno Unito) THING ON A SPRING, pubblicato due anni prima dalla stessa software house.

Lo schermo dei titoli della versione originale di Thing Bounces Back

Lo schermo dei titoli della versione originale di Thing Bounces Back

Yug non fa in tempo a iniziare a parlare del gioco che subito spara la prima castroneria…
Cito: ” Il gioco parte subito malissimo, con queste a dir poco enormi bande nere ai lati dello schermo! Scusate, ma a cosa servono?“.
Glielo spieghiamo noi: quelle “enormi bande nere” non sono altro che i bordi dello schermo del Commodore 64… Si possono vedere, seppur di colore azzurrino anzichè nero, anche nella schermata del Basic che compare subito dopo aver acceso il computer. Solo i programmatori più esperti riuscivano a disegnarci qualcosa sopra tramite il raster oppure posizionandovi, con opportune tecniche, degli sprites.

I due recensori hanno difficoltà a controllare Thing all’interno del labirinto iniziale, lamentandosi del fatto che il personaggio non si fermi mai e che per fargli imboccare i tubi accanto ai quali passa sia necessario muovere il joystick nella direzione opportuna “con un tempismo perfetto“.
In realtà basta muovere un pò prima di passare dall’incrocio e tenere il joystick in direzione per poter “svoltare” senza problemi.
Yug crede, forse perchè lo ha letto nel libretto di istruzioni della cassetta, che per completare un livello sia necessario raccogliere i floppy disc. In realtà bisogna raccogliere anche la cassetta (che lui scambia per “la testa di un maiale fluttuante“), il listato e la ROM.

Thing si appresta a raccogliere la ROM

Thing si appresta a raccogliere la ROM

Il nostro se la prende anche con i nemici, secondo lui troppo poco realistici per essere considerati tali; inoltre sembra non essere in grado di distinguere un uovo da una nuvola o un goblin da una rana con i guantoni da boxe, ma questo è un suo problema…
II soliti mostri sfigati” (ovvero delle strane creature con un casco appuntito) poi tanto sfigati non sono, visto che al loro contatto Thing spicca un balzo perdendo olio (è questo il motivo per cui a un certo punto il suo personaggio “entra in loop su una scala bloccando il gioco“).
Per la cronaca, il gioco, sulla versione inglese di ZZAP!, si beccà un bell’86%, e anche noi da piccoli ci abbiamo giocato parecchio e con immensa soddisfazione.

Il secondo gioco è MANTA: in questo momento tutti gli appassionati di Commodore 64 avranno pensato a URIDIUM di Andrew Braybrook, dal momento che Manta era il nome dell’astronave protagonista del gioco.
Uridium è un vero e proprio classico e all’epoca fece gridare al miracolo per la grafica di qualità arcade, l’azione furiosa e uno scrolling bidirezionale fluidissimo. E’ uno scandalo che uno che si spaccia per retrogamer non lo conosca.
In realtà Manta è la versione piratata di URIDIUM +, una sorta di versione aggiornata del classico di Braybrook con poche differenze, livelli a parte, rispetto all’originale.
La cosa ancora più scandalosa è che a un utente, che nota delle somiglianze con The Last Starfighter per il Nintendo Entertainment System, Yug risponda che i due giochi sono molto simili, e che “in quelle collezioni ci sono molti cloni di altri giochi!“.
In realtà il clone è proprio THE LAST STARFIGHTER, uscito nel 1990, ben 4 anni più tardi rispetto a “Uridium +”, e con l’unico solo scopo di sfruttare quasi a costo zero una licenza cinematografica.

Lo schermo dei titoli della versione originale di Uridium +

Lo schermo dei titoli della versione originale di Uridium +

Tornando al video, Yug si lamenta del fatto che il gioco non abbia un menu, che sia difficile e che le vite non diminuiscano!
Il gioco non ha un menu perchè i pirati avevano fatto in modo che partisse dal livello 10 (di cui tra l’altro conserva il nome originale, Lukanol), e questo spiega anche l’enorme difficoltà riscontrata da Yug. Le vite infinite invece si spiegano col fatto che spesso i pirati le inserivano perchè partivano da un versione crackata con questa caratteristica già presente o per rendere più facile il gioco (ricordiamo tra l’altro che in edicola c’erano una serie di cassette con giochi a vite infinite. Forse Manta era stato preso proprio da una di quelle cassette…Le case editrici pubblicavano più riviste per Commodore 64 ma i giochi erano più o meno sempre gli stessi).
Comunque l’eccessiva difficoltà che non ha permesso a Yug di proseguire nel gioco, rendendogli impossibile formulare un parere tecnico, crediamo potesse essere mitigata rallentando la velocità dell’astronave…

Un'immagine del primo livello di Uridium +

Un’immagine del primo livello di Uridium +

Arriviamo così ad ARRIVIDERCI MORTIMER, il terzo gioco della cassetta: anche in questo caso agli appassionati sarà suonata una campanella d’allarme… Il gioco infatti altro non è altro che AUFWIEDERSEHEN MONTY sempre della Gremlin, uscito nel 1987, terzo capitolo della saga della celeberrima talpa Monty.
Yug ce ne legge la trama (sbagliata, ma ovviamente lui non può saperlo, anche se dovrebbe) dal libretto e, appreso che lo scopo del gioco è la raccolta di cibo e soldi all’interno di una caverna, esclama: “Di cibo e soldi? Sembra più la storia di un ladro!“. In effetti Monty è proprio un ladro e in un certo senso lo scopo del gioco è proprio quello di raccogliere i soldi sufficienti all’acquisto di un’isola greca (la fantomatica Montos) in cui il nostro vorrebbe ritirarsi a fine carriera.
In realtà i soldi si possono (si devono!) guadagnare anche utilizzando l’oggetto giusto (se ne possono trasportare quattro alla volta, che verranno posizionati nelle “lampade” ai lati dello schermo) nel posto giusto (dopotutto “Aufwiedersehen Monty” è un arcade adventure). Altro che “andare avanti senza senso“!
E a proposito di posti, Monty non si trova all’interno di una caverna, ma gira per l’Europa e questo è evidente sia leggendo i nomi dei vari schermi, sia disegnando una mappa del gioco (alla fine viene fuori proprio l’Europa!).
E il gioco non è affatto facile!
Quello che il nostro retrogamer crede sia il livello finale (in base a cosa poi?) è in realtà uno dei tanti schermi che compongono il gioco e il livello non si finisce certo raccogliendo un oggetto o tutti quelli presenti in esso… Anzi non ha proprio senso, come credo si fosse già capito, parlare di “finire un livello” in questo gioco…

I biglietti aerei consento a Monty di spostarsi a bordo di un biplano

I biglietti aerei consento a Monty di spostarsi a bordo di un biplano

Parlando della colonna sonora Yug è irritato da una specie di fischietto che l’accompagna per tutta la sua durata…. Se conoscesse il SID (il potentissimo chip sonoro del Commodore 64) intuirebbe che c’è qualcosa che non va!
Infatti probabilmente i pirati, nel modificare il codice del gioco per tradurne o occultarne le varie parti, hanno messo le mani nel posto sbagliato e a risentirne è stato uno degli strumenti della colonna sonora. Oltretutto manca la traccia del basso (che ricompare però quando la musica ricomincia all’inizio della partita, probabilmente perchè i pirati avevano fatto in modo che il gioco partisse da una locazione di memoria diversa da quella originale), il che impoverisce ancora di più il pezzo.
Se il nostro amico andasse a recuperare la versione originale ascolterebbe in tutta la sua gloria il capolavoro scritto a quattro mani da Rob Hubbard e Ben Daglish, due fra i più geniali musicisti che il Commodore 64 annoveri. In ogni caso è anche possibile, modificando l’opzione oppurtuna nello schermo dei titoli, giocare solo con gli effetti sonori; in tal caso si gode anche (fischietto a parte, nel caso della versione “da edicola”) di jingles caratteristici di ogni singolo stato ogni volta che ci si entra!

Si può convenire con Yug sulla non eccelsa qualità del gioco ma i difetti di cui parla ci sembrano più delle sue idiosincrasie che effettive lacune, soprattutto quando se la prende con i nemici strampalati, uno dei marchi di fabbrica (e secondo noi anche punto di forza) di questa saga.

Al quarto gioco Yug e compagna ricevono un’illuminazione riuscendo a riconoscere il seppur poco noto JACK THE NIPPER 2. Complimenti! Poi però cadono sul termine “imitazioni” quando parlano degli altri giochi presenti nelle cassette da edicola.
In realtà non si tratta di imitazioni, ma di “crackaggi” come accennavamo all’inizio… Poco dopo Yug ci riserva una perla da manuale del recensore: “Attenzione attenzione! Questo gioco è bello! Ma solamente perchè è un titolo famoso con il nome sbagliato!“.
Secondo il suo ragionamento, e alla luce di quello che gli abbiamo fatto scoprire finora con questo articolo, chissà se avrà rivalutato anche Pom Pom, Manta e Arrivederci Mortimer!
Yug loda anche la grafica di Jack The Nipper 2, forse ignorando il fatto che l’autore sia lo stesso di una parte di quella (probabilmente solo di quella in multicolor) di Aufwiedersehen Monty che aveva stroncato solopochi minuti prima…

PICCOLA CURIOSITA’: anche Jack The Nipper 2 è della Gremlin (risale al 1987), come la maggior parte dei giochi della cassetta!

Nell’ultimo gioco, ANCARA, il nostro eroe ha un inconveniente che lui racconta così: “Questo gioco non esiste! Nel momento in cui si prova a inserire la cassetta apparirà questo errore (- una schermata piena di caratteri strani -). Questo gioco non è mai stato completato dai programmatori? Oppure è un bug della mia cassetta in particolare? Probabilmente non lo scopriremo mai...”.
E’ da capire come una cosa del genere sia potuta accadere semplicemente inserendo la cassetta (sempre che l’abbia inserita nel posto giusto, ossia nel registratore)… Noi generalmente,, dopo averlo fatto (senza ottenere alcun effetto, tra l’altro), premiamo Shift (o tasto Commodore) + Run/Stop, o scriviamo Load seguito dal tasto Return, premiamo Play sul registratore e attendiamo la fine del caricamento… Ma sono dettagli…
Il programmatore aveva sicuramente finito di programmare il gioco (che presumibilmente era , della New Generation Software, 1986), quindi propendiamo per un errore del “cracker” o per un errore di duplicazione. Infatti al termine del video la ragazza legge un’avvertenza riportata nel libretto di istruzioni nella quale la casa editrice mette in guardia i giocatori dal fatto che, malgrado i controlli tecnici, qualche cassetta sarebbe potuta risultare difettosa. Data la delicatezza dei nastri magnetici a volte era sufficiente una piccola pieghetta o un graffietto, fatti magari non intenzionalmente anche dall’utente stesso, per compromettere il caricamento.
Sembra quindi ci sia ben poco da ridere…

AGGIORNAMENTO: probabilmente a seguito dei nostri commenti indignati (e di quelli di altri appassionati), Yug si è reso conto di aver detto un mucchio di inesattezze nel video appena illustrato, ed è corso ai ripari realizzando un secondo video

nel quale precisa: “Turbo Games non è altro che una serie di videogiochi venduti in edicola per il Commodore 64 ai quali le aziende hanno modificato il nome e cambiato parte del gioco. Il risultato? Qualcosa mi risulta, in effetti. Mi risulta che questi giochi siano una merda“.

Dalle sue parole sembra di capire che Yug non abbia ancora ben compreso la natura delle modifiche che le “aziende” apportavano a detti giochi, probabilmente (anzi, sicuramente), perchè non ha mai giocato alle versioni originali… Gli unici cambiamenti riguardavano le scritte (a volte tradotte un pò alla buona, a volte eliminate, insieme a loghi e titoli anche grafici, e non solo testuali, per nascondere qualsiasi riferimento al gioco originale e ai programmatori. Era raro che i pirati modificassero la grafica, e quando lo facevano si trattava di modifiche quasi impercettibili). Spesso queste modifiche del codice andavano inavvertitamente a intaccare parti vitali del programma, provocando così arresti improvvisi o difetti grafici o sonori, ma il gioco restava identico all’originale (ed era il motivo per cui queste cassette riscuotevano così tanto successo!).

In realtà dobbiamo sottolineare che Yug recensisce due cassette diverse, come si evince guardando i libretti da cui legge le istruzioni (e contando anche i giochi di cui parla, sei anzichè cinque): la Turbo Games n. 1 e la Game 2000 Nuova Serie n13, prendendo da ciascuna soltanto alcuni giochi.
Ecco il contenuto delle cassette nel dettaglio (le informazioni le abbiamo reperite dal sito www.edicolac64.com):

TURBO GAMES N.1

  1. Cobra Cobra
  2. Megawall
  3. Warp
  4. Orlando
  5. Bettone

GAME 2000 NUOVA SERIE N.13

  1. Bad Fist
  2. Ventura
  3. Sub Man
  4. Star Moon
  5. Laser Bat
  6. Star Bong
  7. Ninja 4
  8. Shooter

Sarebbe interessante capire il senso di questa mistificazione…

In ogni caso, il primo gioco di cui parla è COBRA COBRA, alias GREEN BERET (alias, a sua volta, RUSH’N’ATTACK), un classico da sala giochi della Konami che ogni retrogamer degno di questo nome dovrebbe conoscere! YuG si lamenta del fatto che il gioco sia difficilissimo (nonostante la sua versione disponga di vite infinite) e in realtà lo è: con soli quattro livelli non poteva essere altrimenti! Ed è proprio per questo che numerosissimi titoli arcade di un tempo erano caratterizzati da un livello di difficoltà esagerato!

Il nostro ironizza sul fatto che il protagonista del gioco utilizzi come unica arma un coltello. A un certo punto gli sembra che il suo personaggio venga equipaggiato di un’arma diversa, “ma continua a usare il coltello“…
Chissà se sul libretto c’era scritto come utilizzare le armi speciali… La cosa ridicola è che un utente in un commento gli suggerisce come fare (premendo “Spazio”), ma Yug sostiene che la cosa fosse possibile solo in GREEN BERET, e non in COBRA COBRA (e l’utente, che sicuramente ci aveva giocato, purtroppo sembra credergli…).
Un’altra cosa divertente è che Yug scambia uno dei lati del ponte per un’ombra!

Premendo 'Spazio' è possibile utilizzare le armi speciali... anche in COBRA COBRA

Premendo ‘Spazio’ è possibile utilizzare le armi speciali… anche in COBRA COBRA

Il secondo gioco è : “Iniziamo col dire che questo gioco non ha una colonna sonora“…
Iniziamo col dire che Yug ancora una volta si sbaglia: premendo infatti il tasto “M” durante la partita era possibile commutare tra musica ed effetti sonori (anche in questo caso siamo curiosi di sapere se sul libretto se ne facesse menzione). Oltretutto la musica era una riproduzione abbastanza fedele di alcuni motivetti che accompagnavano il famosissimo gioco da sala GRADIUS, o NEMESIS (il titolo della versione europea), il che forse avrebbe potuto aiutare Yug a riconoscere il titolo che stava giocando…
Esatto! Warp non è altro che la versione per Commodore 64 di Gradius, denominata appunto Nemesis e convertito tra l’altro, così come i suoi numerosi seguiti, per tutte le principali console e i più diffusi computer di ogni generazione.
Ma in effetti se Yug non lo ha riconosciuto dalla grafica (pressochè identica a quella del coin op), figuriamoci se avrebbe potuto riconoscerlo dalla colonna sonora…

Lo schermo dei titoli dei coin op' di Gradius

Lo schermo dei titoli dei coin op’ di Gradius

Spieghiamogli quindi un pò come si gioca visto che, a giudicare dal video, è palese che non ne abbia la più pallida idea (indizio ancora più lampante del fatto che non abbia mai giocato ad alcuno dei suoi capitoli). Il “biscio fatto di palle” è un’opportunità per ottenere armi extra, senza le quali è quasi impossibile sperare di andare avanti nel gioco. E’ sufficiente sparare tutte le “palle” perchè sullo schermo compaia, come dicono le istruzioni (stavolta stranamente corrette!), un oggetto simil-sferico dall’interno bianco che, una volta raccolto (ebbene sì, bisogna raccoglierlo anzichè evitarlo come fa Yug), illuminerà in sequenza una delle armi indicate nella parte inferiore dello schermo. Per poter attivare un’arma è necessario premere un tasto (Shift destro) quando questa lampeggia.
Gli oggetti con l’interno colorato invece fungono da bomba che fa esplodere tutti i nemici presenti sullo schermo.

Il 'biscio fatto di palle' nella versione arcade di Gradius

Il ‘biscio fatto di palle’ nella versione arcade di Gradius

Dato che il gioco dispone di vite infinite, Yug non si rende conto che la scritta “Pilota Un” non compare “nel momento in cui moriremo“, ma all’inizio di ogni “vita” per segnalare quale giocatore è di turno: in questo caso fa benissimo a sottolineare la “o” mancante nella scritta “pilota un“, perchè quell'”un” viene preso pari pari dalla “variabile” relativa al numero di giocatori selezionabile nello schermo dei titoli (“un pilota“), ed i pirati avranno sicuramente pensato che sarebbe stato più ridicolo scrivere “uno pilota” nello schermo dei titoli anzichè “pilota un” al momento del “get ready“!

Con le armi è tutto un pò più facile!

Con le armi è tutto un pò più facile!

Il gioco seguente è ORLANDO ( “Fairlight – A Prelude“), un arcade-adventure (che lui scambia per un RPG: probabilmente non gli è chiara la differenza) di cui, nonostante abbia letto le istruzioni, dice di non aver capito l’obiettivo. Qui dobbiamo dargli un pò’ di ragione, dato che nelle istruzioni originali c’erano anche degli “indizi” su come risolvere il gioco, ma in fin dei conti lo scopo è proprio quello riportato sul libretto: trovare un libro con cui liberare il mago.
Non sapendo cosa dire di questo gioco (e da dire ci sarebbe stato molto, dato che sul C64 era raro trovare giochi di avventura in 3D isometrico, al contrario di quanto accadeva sullo Spectrum), si lancia in insulti indirizzati prima alla musica (orribile, a suo parere; oggetto di “culto” per molti altri retrogamers) e poi anche alla grafica (citiamo testualmente: “è opera di un drogato, solo un tossico può fare una cosa del genere“; ma si lamenta anche della grande quantità di “spazio nero” in alcune schermate, senza rendersi conto che ogni schermata rappresenta una “stanza” del castello, ed è ovvio che una stanza piccola occuperà meno spazio rispetto alle altre).
Ad un certo punto Yug giustifica la (presunta) cattiva qualità del gioco con questa frase: “e non dimenticatevi che questo gioco ma anche gli altri sono cloni di altri giochi per cui tutti i suoi orribili difetti sono legati esclusivamente a questa versione“.
Ci viene da pensare che sia stata una fortuna che non si sia dedicato molto a questo gioco: chissà quante ne avrebbe dette e con chi o cosa se la sarebbe presa se avesse scoperto che è anche impossibile da completare (pare infatti che la prima versione originale contenesse un bug che impediva di finirlo)!

Passiamo a “BAD FIST: Yug apre la recensione con l’ennesima lamentela: “Il gioco parte subito malissimo! Scusate, ma che cazzo significa? Penso che dovrebbe esserci scritto qualcosa qui! Mamma mia!”. Si riferisce a un balloon che appare accanto a una ragazza-immagine all’inizio del gioco…
E’ ovvio che ci fosse scritto qualcosa, com’è altrettanto ovvio che i pirati lo abbiano rimosso per le ragione a cui abbiamo già accennato in precedenza (in questo caso erano semplicemente messaggi di servizio, come ad esempio “White Ready” prima di ogni incontro), e in questo caso purtroppo non possiamo che dargli ragione…

Nella versione originale la ragazza parlava!

Nella versione originale la ragazza parlava!

Qui Yug ha perso la possibilità di fare sfoggio della sua immensa cultura videoludica di cui nessuno di noi ormai dubita accennando a “INTERNATIONAL KARATE +“, per il quale alcuni commentatori lo scambiano (e dire che sullo sfondo il titolo – “FIST +” -, compare anche, sottoforma di pubblicità con un pugno e la scritta “plus” in sovraimpressione), traditi dall’enorme somiglianza tra i due titoli. In effetti Fist + voleva essere una sorta di clone del gioco della System 3, e all’epoca ovviamente la cosa non passò inosservata…
Piuttosto Yug si lagna del mancato rilevamento delle collisioni: basta vedere il video per capire che non ha mai nemmeno fatto a botte in vita sua! La parte più ridicola della sua partita è quando, durante la fase “bonus”, Yug dice: “dopo un po’ arriverà un coglione a fissarti e… e il minigioco sarà finito“; ovviamente non si rende conto che quel ninja che gli si è parato davanti non è tanto co***one come sembra, dato che si trova lì perchè lui non è stato capace di colpirlo (e infatti il livello bonus termina proprio quando il giocatore manca uno dei ninja)!

Anche di VENTURA (SOLDIER OF LIGHT, conversione del coin-op giapponese XAIN’D SLEENA, di cui a quanto pare i nostri ignorano l’esistenza) non parlano bene, lamentandosi dell’eccessiva difficoltà (anche se noi ricordiamo di averlo finito in pochissimo tempo!), e cercando anche qui il proverbiale “pelo nell’uovo” (ad esempio lamentandosi del fatto che l’astronave che appare nel menù di selezione è composta da uno sprite fisso, senza rendersi conto che si tratta soltanto di un semplice puntatore).

Lo schermo dei titoli di Xain'd Sleena

Lo schermo dei titoli di Xain’d Sleena

La schermata di selezione del coin op

La schermata di selezione del coin op

Il boss del pianeta Cleemalt Soa

Il boss del pianeta Cleemalt Soa

L’ultima “perla” è quando, nel gioco successivo (STAR BONG, ovvero TURBO GIRL) Yug nota con disappunto che ad un tratto “manca un pezzo di strada“, ed il suo personaggio è quindi destinato a precipitare nel vuoto… Non gli è venuto neanche in mente che potesse esserci, da qualche parte, un tasto che gli consentisse di saltare!
O forse avrà pensato che si trattava dell’ennesimo bug dei suoi “orribili” Turbo Games!

Come siamo arrivati fino qui? Premendo Spazio!

Come siamo arrivati fino qui? Premendo Spazio!

Visto che ci siamo, gli spieghiamo il motivo delle scritte scorrevoli sullo schermo: probabilmente esse venivano inserite perchè all’epoca i videogiocatori si fermavano spesso ad ascoltare le musiche una volta caricato il gioco. La lettura delle scritte era un piacevole diversivo durante l’ascolto, nonchè spesso un modo per il programmatore di fare sfoggio della sua abilità (o di salutare amici e colleghi).
Infatti questo tipo di scritte, con effetti più o meno sofisticati e sorprendenti era ed è caratteristico soprattutto dei demo, concentrati di grafica, musica ed effetti speciali, attraverso i quali i gruppi appartenenti alla scena (da cui non di rado le software house pescavano) cercavano di farsi un nome e guadagnare rispetto.
 

In conclusione, crediamo di essere riusciti a dimostrare come la competenza di un retrogamer non si misuri con il numero di visualizzazioni, la quantità di Mi piace o di commenti (ovviamente tutti positivi, perchè quelli negativi vengono cancellati e gli autori bannati), e neanche con la perizia tecnica con cui vengono realizzati i video o con la “presenza scenica” di chi parla.
La cosa che ci amareggia maggiormanete è il fatto che canali di successo, come quello di Yug Retrogamer, diffondano notizie imprecise e spesso sbagliate che disorientano i neofiti e che, pertanto, fanno più male che bene alla scena italiana del retrogaming.
 
 

Robert Grechi: Cosa dire… Credo che il buon Aldo abbia già parlato a sufficienza e con dovizia di particolari per permettere a tutti i lettori di Retrogaming Planet di tirare le proprie conclusioni su questi due sedicenti retrogamer!

A voi la parola…

Ricordo a tutti i lettori che potremo parlare di questo articolo, scambiandoci opinioni e pareri, nella sezione Yug Retrogamer disponibile sul Forum di Retrogaming Planet all’indirizzo http://retrogamingplanet.forumfree.it/?f=11230770

© Copyright 2009 - 2017 by Retrogaming Planet
 

Autore: Robert Grechi

Nato nel 1977 ho vissuto in prima persona la nascita dei videogames fin dal lontano 1982, anno in cui entro in possesso di uno splendido Colecovision e con il quale comincio la mia “carriera” videoludica! Da allora è stato un susseguirsi di Home Computer e Console che hanno ampliato ulteriormente l’interesse per i videogiochi al punto da aprire, nel mese di Luglio 2009, il blog Retrogaming Planet interamente dedicato al mondo videoludico anni ’80 – ‘ 90!

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37 Commenti

  1. Ma gente così esiste realmente? Perchè parlare di una materia che evidentemente si disconosce? Perchè fare queste figure di merda? So già che stanotte non dormirò ripensando al cumulo di stronzate che sono uscite dalla bocca dimquella sottospecie di essere umano che si vede nel video. Lui sarebbe un retrogamer? A certa gente dovrebbero togliere il diritto di parola 🙂

  2. Un ottimo articolo ben scritto e mai volgare. Siete riusciti a mettere in luce le debolezze di Yug senza mai alzare i toni come tanti avrebbero fatto. Dispiace un po’ vedere che un un tipo come lui, che sembra avere indubbie capacità e voglia di mettersi in gioco, commetta dei simili passi falsi. Forse dovrebbe rendersi conto di essere competente solo per una determinata fascia di giochi, da un certo periodo in poi. La roba vecchia la dovrebbe lasciare ai vecchietti come noi 😉

  3. Il web andrebbe veramente regolato con leggi severe… contro l’ignoranza!!! 🙂

  4. Di persone ignoranti ne ho sentite, ma questi due ragazzi sono in cima alla top ten.. che ignoranza! nel senso letterale della parola!.. forse farebbero meglio ad informarsi e magari vedere altri video di retro gaming per rendersi conto di cosa stanno parlando… mamma mia che scandalo! come possono pensare di giudicare giochi come Green Beret, Uridium, Monty e tutti gli altri! Hanno posto troppa attenzione al loro look piuttosto che “perdere” del tempo informandosi su cosa avevano in mano.. e dire che oggi con internet é facile reperire informazioni.. Inoltre hanno copiato anche la grafica della loro cover, prendendo spunto da queste qui:

    http://www.binaryzone.org/retrostore/index.php?main_page=product_info&cPath=72&products_id=242

    non aggiungo altro…

  5. Ciao Giuseppe!

    Sai qual’è secondo me la cosa più assurda? Il fatto che un ragazzino della sua età possa pensare di spacciarsi per retrogamer visto che non era ancora nato quando venne commercializzato il Commodore 64…

    E poi è cosi difficile informarsi almeno su Google prima di dire baggianate? Nemmeno sa cosa sono quelle bande nere sullo schermo!

  6. Ciao Simone!

    Parole sante…è impensabile credere di poter giudicare una macchina o un gioco (e poi con quali modi si è espresso) senza averli mai provati davvero e senza informarsi prima!

    Questo articolo potrebbe generare una bella discussione sul Forum (nel Topic che ho aperto appositamente nella sezione News)…perchè non inserirlo?

    🙂

  7. Ciao Luca!

    Ci starebbe davvero una bella legge contro l’ignoranza…dato che il personaggio si spaccia (con sufficienza) per esperto!

  8. Ciao Davide!

    Hai detto tutto tu quindi credo che ogni mio commento sia superfluo…

    Hai già capito come la penso vero? Neanche un minimo di fantasia per creare cose proprie!

    Mah…

  9. Andatevi a vedere la sua video-recensione di Total Recall…DA MENAJE!

  10. Articolo/compendio che risponde in maniera totale all’incompetenza!
    Perfetto!

  11. Oddio…da omicidio istantaneo!!

    Che gente gira per il Web 🙁

  12. Concordo in pieno Francesco…

    Nulla da aggiungere…anzi avrei qualcosa da aggiungere ma potrei diventare maleducato eheheh

  13. Ciao WizKid!

    Grazie per la segnalazione!

    Dovremmo “accorpare” o linkarci a vicenda sui rispettivi forum dato che anche io ho aperto una sezione nel mio forum a proposito di questo personaggio da baraccone:

    http://retrogamingplanet.forumfree.it/?t=65820335

    🙂

  14. Sono d’accordo, ho gia` provveduto ad inserire anche il tuo link cosi` chi partecipa alle 3 discussioni puo` farsi un idea piu` precisa 🙂

  15. Ottimo! 🙂

    Grazie mille!

    Pensavo di inserire il link alle discussioni direttamente nell’articolo…cosa ne pensi?

  16. La trovo un’ottima idea 🙂

  17. Bene! Procedo quanto prima

  18. Beh … Mica male anche la perla iniziale su “Gusto lungo” … Più che gelateria o porno (le due cose potrebbero essere strettamente correlate) consiglierei il buon Yug di dare un occhio alle pubblicità Brooklyn anni 80 😉

  19. Ciao Riky!

    Guarda crdo che ormai Yug si sia “rovinato” con le proprie mani mettendo in luce le sue scarsissime conoscenze videoudiche… Rimaniamo quindi in attesa di vedere i suoi prossimi interventi per capire se almeno ha imparato qualcosa dai propri errori (segnalati sia qui che su Ready64).

    Cosa ne dici? Ci penserà due volte prima di dire idiozie? Io credo di no…

  20. Credo che il retrogaming non sia legato ad un’eta non inferiore ai 35 anni, soprattutto a persone che hanno vissuto il mondo dei videogames a 360 e non soltanto fra i propri ricordi locali limitatao solo a quel che si è avuto.

  21. Il male non è essere retrogamer o non essere retrogamer … nemmeno se siamo persone di 41 anni o ragazzini di 20 o 16 anni …
    Il problema è non volersi informare e fare i “sapienti” della situazione.
    Sembra un angry nerd italiano con meno conoscenza e molta improvvisazione/disinformazione in più …
    Basterebbe informarsi … leggere … studiarci un poco …
    Non dico che non si possa fare video divertenti .. ma un conto è fare video divertenti .. un altro è pretendere che questi video siano pure accurati e recensioni reali …
    in pratica non so con quale KEY devo leggere questi video ( molto grezzi e poco professionali e nemmeno da paragonare con quelli di angry nerd che è invece un regista VERO ) ….
    Insomma devo riderci su o ci devo piangere su ?
    Old Retrogaming

  22. Qualcuno è in possesso della ROM di Cobra Cobra? E’ l’unico gioco per C64 che non riesco a trovare

  23. Ciao a tutti! Sono rimasto abbastanza basito dalla visione dei filmati… queste cose sono assurde, mi sono permesso di “rilanciare” con un post sul mio blog (ovviamente ben indicando la fonte della informazione, spero non dispiaccia) perché non si può proprio sentire uno che sparla e sputa sopra videogiochi di questo livello, dimostrando di non avere capito un fico secco del C64. Continuo a chiedermi come abbia ricevuto l’illuminazione sopra Jack the Nipper 2… forse il lascito di cassette di qualche fratello maggiore. Il soggetto in questione pare abbia 20 anni… ma lo vedo ancora ben distante dall’età della ragione. Complimenti ancora!

  24. Innanzitutto grazie per il contributo e per aver citato l’articolo ed il mio blog sul tuo portale 🙂

    L’articolo è ben scritto e rispecchia il pensiero del sottoscritto e di (credo) molti altri retrogamers degni di questo nome…

    Un vecchio adagio dice: “Una volta arrivati in fondo si può sempre cominciare a scavare“…credo (purtroppo) che il nostro YugRetrogamer non ci metta molto per “cominciare a scavare” tirando fuori un’altra delle sue chicche!

    Prepariamoci…

  25. Mi sembrate tutti molto esagerati.
    D’accordo, i ragazzi dei video mostrano un’irritante lacuna di base sull’argomento, ma hanno 16 anni e sinceramente non capisco tutto questo accanimento.
    Mi sembra inoltre molto molto ristretta la visione che date di ‘retrogamers’.
    Secondo i vostri squisiti requisiti (ben 2 su 3!) per essere un Retrogamer, sarebbe del tutto assurdo (dal basso dei miei 23 anni) se io mi definissi parte di questa vetusta quanto ristretta comunità, nonostante collezioni console e giochi da anni (console e giochi che – ebbene sì, ho peccato – per la maggior parte precedono la mia data di nascita).
    Pensavo che per essere un VERO Retrogamer bastava avere una passione sincera e genuina per certi titoli e per tutta la filosofia che essi rappresentano, ma a quanto pare solo la nostalgia è l’unico sentimento chiave.
    Grazie per la lezione, adesso so che finalmente non potrò mai essere un vero retrogamer.
    Ai miei figli vieterò assolutamente di parlare di Crash Bandicoot e Tomb Raider.

  26. grazie per avermi censurato il commento, censurate anche questo ma vergognatevi un po’ almeno.

  27. Caro “retrogamer improvvisato”,
    probabilmente non sei un lettore abituale del mio blog altrimenti sapresti che Retrogaming Planet non censura (e mai lo farà) alcun commento.
    Semplicemente essendo sotto festività ed avendo anche io, come te, una famiglia alla quale dedicare le mie attenzioni, non ho avuto tempo di visionare il blog e leggere i commenti.

    Tornando al tuo commento precedente, qui non si parla di requisiti fondamentali ma di semplici regole non scritte che chiunque decida di divulgare il “verbo del retrogaming” (sopratutto utilizzando un canale video apposito come quello del nostro amico Yug Retrogamer) dovrebbe, se non conoscere, almeno seguire nel limite del possibile.

    Il personaggio di cui sopra, invece, oltre a dimostrarsi oltremodo saccente (per la cronaca LUI ha censurato tutti i commenti critici arrivati in merito ai video citati nel mio articolo), ha dimostrato di non conoscere nemmeno i giochi recensiti nè le specifiche tecniche ed i limiti della macchina utilizzata (Commodore 64).

    Pertanto, considerando che i video ed i blog relativi al retrogaming vengono visionati e letti da tutti quelli che non hanno avuta la fortuna di vivere in prima persona il periodo d’oro dei videogames (e che magari vogliono utilizzarli proprio per informarsi in merito e recuperare il “tempo perduto”), credo sia opportuno fornire un minimo di informazioni corrette…
    La sola passione è sufficiente in un discorso fra amici ma non in un canale video dedicato o in un blog di pubblico dominio!
    O perlomeno sarebbe il caso di accettare i commenti critici e le correzioni senza censurare gli stessi in quanto fastidiosi, rimanendo cosi nella propria “ignoranza videoludica”.

    Detto quest,o credo di aver risposto in modo esauriente al tuo commento e di non avere assolutamente nulla di cui vergognarmi…

    Naturalmente ogni tua risposta sarà ben accetta.

    Un saluto

  28. Ciao a tutti..Ciao grande Robert 🙂
    Il problema di questi ragazzi,come la maggioranza delle nuove generazioni nate e cresciute con i media,è quello di volere apparire.
    Quale miglior sistema se non far parlare di se?
    Saranno appassionati o megli fruitori di games ma penso che avrebbero fatto meglio a cercare di parlare dei giochi moderni,di quelli che sono nati con loro.
    La problematica di questi ragazzi,vedi Yug vedi Peel, è il voler farsi conoscere(Peel ha raggiunto i 10.000 iscritti in soii 5 mesi sul suo canale youtube).
    Li odi,li ami,gli piaci,non gli piaci per loro è importante il numero.
    Il concetto è chiaro come insegnana il Gossip o meglio lo Star System..
    L’importante è che si parli di se..
    Male o bene è fondamentale sempre essere in prima pagina ovunque..
    Nel nostro caso o meglio nel caso di questi due ragazzetti,che ormai hanno raggiunto la maggiore etá ed intrapreso gli studi universitari,l’obbiettivo primario è farsi conoscere e chissá magari sfondare in Tv o nel mondo dello spettacolo..
    Quello che ancora ignorano è che non sono persone famose;
    e per quanto possano avere gente al seguito che gradiscono il loro modo di comportarsi ne avranno anche di quelle che non lo apprezzano..
    Ora il problema sta nel fatto che in questo mondo ormai marcio non ci vuole nulla che uno schizzatto nel bene e nel male gli arrechi problemi..
    Loro ingenuamente ignorano il potenziale della rete..
    La rete può catturati ed intrappolarti nei suoi meandri e se le lasci troppi spazio può far in modo di causarti molti problemi di sicurezza e privacy..
    Non sono Star purtroppo e come la gente li ferma e li riconosce in bene ahime potrebbe arrecargli problemi o finire a scoprire tutto di loro.
    Ahime non è neanche cosi difficile al giorno di oggi..
    Ed allora ragazzi miei è conveniente creare tutto questo circolo mediatico per farsi cosi disprezzare o amare ..?
    Hanno problemi i personaggi famosi figurati loro se continuano cosi.
    Non capiscono che è un gioco rischioso.
    Al meno lo facessero con il rispetto di tutti..e la pacatezza di chi è cresciuto vedendo i primi games nascere..
    Ragazzi non è questione di età essere Retrogamers ma questione di amare quello che si fá..documentarsi …
    Conosco persone che sanno di tanti argomenti avvenuti prima della loro nascitá ,perché la passione li ha portati ad informarsi.
    Ecco è questo che io voglio far capire..
    Si può essere esperti più di tanti che sono nati in quel periodo ma bisogna averne la voglia e la volonta di esserlo.
    Non si nasce con le nozioni gia in testa ma le si apprende e soprattutto si cresce ammettendo i propri errori che ci porteranno ad ampliare le nostre conoscenze..
    La conoscenza si può ampliare solo riconoscendo i propri sbagli,altrimenti si rimarrá ancorati sempre e comunque ai soliti dogmi.
    Perdonatemi per il troppo dilungarmi nel commetare questo articolo..e se volte un parere non parliamo più di questi ragazzi,perché è solo pubblicitá aggiuntiva ed aumenta le persone che li apprezzeranno e li odieranno..(squilibrati il mondo n’è pieno).
    Spero per loro sopratutto per la ragazza (potenzialmente più esposta e che per sua fortuna sfortuna si è leggermente distaccata da quel filone di commenti sui retrogames e soprattutto da quel canale) che capiscano cosa significa esporsi cosi e che poco per volta maturino e cerchino di apprendere la strada giusta verso la CONOSCENZA.
    A presto e buone feste a tutti 😉

    PS Questo commento è nel rispetto di ogni opinione anche nei confronti di quei due ragazzetti sperando capiscano no i loro errori.

  29. Avevo risposto così perchè vedevo che il mio primo commento non appariva più nella coda di approvazione, come invece è successo col secondo; in ogni caso a quanto pare errore mio, non sono stato censurato.
    tornando al discorso: hanno 16 anni. cos’è tutto questo accanimento?
    Alla loro età c’è gente che, sempre per ignoranza (in questo caso molta di più), fa il saluto romano. Loro hanno invece cercato, e sottolineo cercato, di recensire dei videogame attraverso youtube, ma la loro inesistente esperienza li ha condannati.
    Possiamo farci una battuta sopra, magari prenderli in giro un po’ scherzandoci su, ma accanirsi così tanto vi sembra maturo?
    Vi metto l’elenco delle mie frasi preferite pescate tra i commenti a questo articolo, in rigoroso ordine crescente.

    – totali incompetenti
    – da menare (tradotto, ndr)
    – da omicidio istantento
    cumulo di stronzate che sono uscite dalla bocca di quella sottospecie di essere umano

    wow, ferma, ma i retrogamers puri non erano gente di almeno 35 anni? e si accaniscono così contro dei ragazzini che non possono andare a vedere film horror al cinema se non accompagnati da adulti?
    boh…mi pare poco carino.

    E comunque, ripeto che la cosa che mi aveva colpito era sopratutto questa visione ristretta della definizione di retrogamers che vi attribuite.
    Penso di saperne quanto, se non di più, di molti della generazione atari.
    è una passione che ho fin da piccolo che mi ha portato, diciamo così, ad acculturarmi in questo campo, e se decidessi di aprire un canale youtube e parlarne non avrei rimorsi di nessun tipo.
    E concludo contrastando quello che hai detto alla fine:
    la passione è PIU’ CHE SUFFICIENTE per scrivere in qualsiasi blog su internet o per apparire su youtube.
    Perchè c’è la libertà di parola, anche se dici cose inesatte.
    Perchè la passione è veicolo di tecnica e cultura, che aumentano progressivamente.
    Negheresti la possibilità di un chitarrista scarso, mosso dalla passione della musica, solo perchè quello che suona è inascoltabile?

  30. Caro “retrogamer non censurato”,
    presumo (ma sei troppo intelligente per non averne capito il vero significato) tu abbia frainteso il senso di quei commenti…

    Mi sembra ovvio che le frasi segnalate siano “modi di dire”…non credo ci sia nessuno di noi che voglia veramente ammazzare all’istante i due ragazzotti!
    Cerchiamo di non fare a tutti i costi i perbenisti e gli avvocati difensori dei più “deboli” dove non è necessario, dai!

    Tu hai capito benissimo il senso dell’articolo ovvero la regola più semplice di qualsiasi giornalista, divulgatore di notizie o semplice blogger: prima di scrivere bisogna informarsi. PUNTO.

    Ed in merito all’ultima parte del tuo commento ti dico che la passione non è assolutamente più che sufficiente per scrivere su un blog o per pubblicare video tematici su YouTube, ancor di più se con questo materiale si vuole trattare argomenti dei quali non si ha una conoscenza diretta.

    Il giornalismo, seppur amatoriale, è fatto di approfondimenti, studio del materiale trattato e verifica delle informazioni! Se uno di questi tre fattori viene a mancare, oltre a fornire informazioni errate è anche possibile incappare in spiacevoli azioni legali (non è certamente questo il caso ma è per farti capire cosa intendo dire).

    In ogni caso, se tutti i lettori di Retrogaming Planet mettessero la tua stessa passione nel commentare i miei articoli, ne scaturirebbe ogni volta un interessantissimo dibattito.

    Grazie per l’intervento (ed i futuri commenti ovviamente)!

  31. La passione è una delle componeti la seconda e molto valida .. usare il materiale originale la terza studirsi la storia di quel gioco e cercare di capire i TEMPI in cui è uscito
    questo è possibile a tutti … ma quello che mi sgomenta … è che lo fanno in pochi
    io ho solo 42 anni ma mi son dovuto “studiare” e leggere molte articoli .. ho dovuto mettermi a provare molte macchine ( magari che a i tempi non potevo avere ) e non usare gli emulatori ( dove è possibile )
    Belli gli emulatori ma non sono certo la mavchcina vera .. e per farci una articolo DEVI usare la macchina vera per apprezzare ogni parte .
    Come fai a capire cosa sia o come fuzniona un microdrive della sinclair se MAI l’hai usato ?
    come fai a capire cosa sia un LASER DISC se non ne hai mai visto uno ?
    Come fai a recensire una macchina come il PALCOM se non l’hai mai visto ne provato dal vero ?
    usi un emulatore ? ….
    Quindi .. per me possono fare tutti i video che volgiono e dire tutto quello che volgiono ma di certo .. devono studiarsi di piu l’epoca e i giochi che recensiscono …
    Sono ben felice ( e chi mi conosce sa che dico il vero ) di condividere la mia esperienza diretta con chi mi chiede informazioni e sono ben felice che ragazzi di 16 anni hanno questa passione .. ma vi prego non siate qualquisti … non dire sciochezze ..

  32. Per i commenti, non intendevo dire che li ho presi alla lettera, di certo so che nessuno qui farebbe mai niente di ciò e non volevo apparire maleducato se per caso è sembrato che lo insinuassi. Non faccio affatto il moralista, ma io li reputo aggressivamente saccenti – ripeto: per la vivacità, non per le precise parole – riferito a dei ragazzi di 16 anni.
    Secondo me sarebbe stato giusto fare delle critiche costruttive (magari qualcuno le ha fatte sul video originale, questo non lo posso sapere), altrimenti etichettare il tutto con una battuta e poi lasciare perdere.
    Riferendomi infatti alla risposta che mi hai dato sul discorso della passione, loro non stanno facendo giornalismo (che sì, richiede assolutamente una cultura su ciò che si parla, almeno che non lavori per Il Giornale), ma un video su Youtube.
    Che potrà essere visto da più o meno gente, ma sempre un video su Youtube è. Per aprire un canale youtube non è richiesto il patentino di pubblicista, può farlo chiunque e può pubblicare tutto ciò che – nei limiti dell’etica e della legalità – gli viene in mente.
    Ci fai una figura di merda se metti roba di cui sei totalmente ignorante, com’è stato per questi due ragazzi, ma almeno per il mio modo di pensare fa parte del gioco anche quello; sono ragazzi inesperti e ignoranti (sull’argomento) che discutono su una piattaforma in cui chiunque ha il potere di parola.
    E’ un po’ il concetto secolare della democrazia del web…ha i suoi vantaggi e i suoi svantaggi.

    …tra l’altro sì, ho sparato un po’ troppi polpettoni discorsivi

  33. La Passione è sufficiente se affiancata all’obiettività cosa che manca ai piú,che scrivono solo per rimarcare le proprie idee..La Passione deve portarti a ricercare le informazioni scrivendole nel modo piú corretto..La Passione ti deve portare ad avere il CORAGGIO di ammettere di avere sbagliato e riconoscere i propri errori..Se non hai questa capacitá continuerai a credere di essere nel giusto creandoti un filtro mentale che ti porterà a divulgare perennemente in modo sbagliato nozioni sbagliate..Non ci si può trincerare dietro lo scudo di essere minorenni (non lo sono) o maggiorenni..poiché ci sono persone minorenni che ragionano come adulti e viceversa adulti che si comportano come dei bimbi….Un pensiero è un pensierio e deve essere rispettato ma nella coerenza che quel pensiero non denigri e distorca la realtà.Poi ci sono modo e modi di porrsi…Puoi essere grande o piccolo ma per fare qualcosa devi conoscere e poi divulgare..Se conosci in modo sbagliato divulghi in modo sbagliato ed allora e come un frutto bello fuori ma marcio dentro.Inutile!
    Non voglio parlare ulteriormente di questi ragazzi..La rete n’è piena di persone come loro e peggio di loro.Auguro buona fortuna e spero che con il tempo capiscano e correggano i loro errori,,prima che i loro errori possano essere irrimediabili per loro e soprattutto per gli altri.

  34. Grande Igor! Io la penso esattamente come te…

    E ti dirò di più: io non recensisco mai giochi che non posso provare (o che non abbia provato in passato) di persona per il motivo che hai appena esposto! Infatti sul mio blog non troverai recensioni o articoli di molti prodotti o giochi proprio perchè (ovviamente) non ho potuto e non posso tuttora provarli tutti!
    Recensire un gioco giocato su emulatore non fa per me.
    E se non “tocco con mano” non posso recensire con cognizione di causa…

    Fortunatamente ho a disposizione parecchie macchine originali e giochi che mi consentono di pubblicare articoli da quasi 4 anni ormai!

    Pensa che per questo mio modo di pensare sono stato “accusato” ed insultato da una persona (senza fare nomi), che conosci bene anche tu, che riteneva impensabile recensire solo i giochi che si possono provare, o che si sono provati, di persona.
    Costui pubblica recensioni provando i giochi su emulatore o andando “a memoria”…

  35. Su questo concordo con te: purtroppo YouTube non ha limiti quindi chiunque può pubblicare qualunque cosa 🙁

    In quanto ai commenti costruttivi, sul canale sono stati inseriti moltissimi commenti educati e gentili atti a “correggere” gli errori commessi dai due ragazzi o semplicemente a far notare le inesattezze.
    Il buon Yug però non ha esitato a rimuoverli senza pietà lasciando solo quelli che gli facevano comodo…

    Meno male che qui sul blog e su FaceBook l’articolo ha generato una bella ed interessante discussione fra appassionati 🙂

  36. Assolutamente d’accordo Ema! 🙂

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