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Una serata particolare…in sala giochi!

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Prima di proseguire vorrei fare una precisazione: l’articolo che andrete a leggere fra poco è stato scritto al termine delle mie vacanze estive ma, causa il poco tempo a disposizione, riesco a pubblicarlo solo adesso. Probabilmente un articolo che poco c’entra con il blog ma che desideravo ugualmente condividere con tutti voi!
Detto questo, cominciamo…

Una sera di Luglio, in compagnia di mia figlia, mi reco in una delle pochissime sala giochi ancora esistenti sulla riviera romagnola per passare (anzi per far passare alla bimba) una piacevole serata “videoludica”. In quell’occasione però ho assistito ad un evento a dir poco singolare…

Dopo un bel doppio a Tekken 4, decido di portare mia figlia nel locale attiguo, una stanza separata illuminata soltanto da luci stroboscopiche multicolore piena di flipper (ovviamente) e giganteschi Coin-Op! In effetti più che una sala flipper sembrava un vero antro infernale!
Se vi dicessi che mia figlia non ha voluto nemmeno metterci piede, impaurita dalle luci intermittenti e dai suoni emessi dai coin op??? Dovevate vedere l’espressione di assoluto stupore sul suo viso…Se si fosse trovata davanti un fantasma, credo si sarebbe spaventata di meno!
E vorrei precisare che la bambina è, ovviamente, appassionata di videogames e non disdegna affatto qualche sana partita con le varie console a mia disposizione, tablet compreso! Chissà cosa avrà pensato, però, trovandosi di fronte gli enormi flipper luccicanti con tanto di effetti sonori ad altissimo volume!

Che tempi! Chissà se ritorneranno un giorno...

Che tempi! Chissà se ritorneranno un giorno…


 

La mia prima reazione è stata di assoluto stupore: come poteva una bambina, soprattutto con un padre come me appassionato di tecnologie e videogames, aver paura di entrare in una sala giochi?
Non potevo crederci: non per chissà quale motivo ma soltanto perché ricordo che, ai miei tempi, più una sala giochi emetteva luci psichedeliche e suoni elettronici più ne venivo attirato! Non potevo farne a meno: DOVEVO ENTRARCI!
Naturalmente ho chiesto a mia figlia cosa la mettesse a disagio ma la sua risposta è stata di una semplicità disarmante: “Ho paura di quei cassoni enormi…fanno molto rumore ed hanno troppe luci” . Non ho voluto approfondire la cosa perchè, ne sono cosciente, fra qualche tempo sarà proprio lei a pregarmi di portarla in sala giochi (se ancora ne troveremo una…)!

In quel momento però mi sono davvero reso conto di come sono cambiati i tempi: noi, figli degli anni ’80, assidui frequentatori di sale giochi ed appassionati dei vecchi e piccoli coin-op prima (Bubble Bobble, NIBBLER e molti altri) e dei giganteschi cabinati Sega, Capcom e Namco dopo (Street Fighter in primis ma anche OUT RUN, SCUD RACE, Tekken, ecc…), mentre i bambini e ragazzi di oggi, quasi impauriti (o forse è mia figlia ad essere un caso isolato…ma neanche troppo dato che quella sera altri bambini hanno avuto timore di entrare in quella stanza) da queste gigantesche macchine da gioco! Macchine capaci di regalare fantastici pomeriggi ed ore serene (nonostante i videogiochi siano stati sempre criticati da giornalisti e genitori troppo apprensivi) a tutti noi bambini degli anni ’80.
Noi che rimanemmo letteralmente a bocca aperta trovandoci per la prima volta di fronte al cabinato di Dragon’s Lair o che ci credevamo esperti piloti solo per il fatto di essere riusciti a concludere i cinque percorsi del caro e buon vecchio Out Run!

I ragazzi di oggi, invece, non si stupiscono più di nulla… In quel periodo, ogni giorno veniva annunciata una nuova macchina o un nuovo videogioco, naturalmente migliori dei precedenti (sia in sala che nel mercato casalingo) ed i titoli venivano ancora pubblicati (salvo rare occasioni) di due differenti versioni ovvero Amiga ECS (32 Colori) e PC (256 Colori). Qualche anno più tardi a queste versioni si aggiunse, solo per pochissimi titoli però, anche la versione AGA (256 colori) per sistemi Amiga 1200 e Amiga 4000. Erano i tempi delle diatribe Mega Drive Vs Super NES, delle “guerre” epistolari sulle riviste videoludiche più famose (TGM in testa)!

Io però sono da sempre sostenitore di una teoria, ovviamente contestabile: il carattere e la “capacità di stupirsi” di un bambino dipende molto dai genitori! A mia figlia ho sempre insegnato ad apprezzare le nuove scoperte e i traguardi raggiunti, seppur piccoli e magari insignificanti, a cogliere ogni occasione si presenti e a provare qualsiasi cosa! Tutto ciò che si impara, prima o poi nella vita, può servire.

E soprattutto le ho insegnato a stupirsi ancora davanti ad un bel film, un buon libro o, perchè no, un videogioco se ben realizzato, senza denigrare nulla o fare confronti con titoli precedenti o simili!
Insegnamenti che, oggi, vedo impartire sempre più di rado e con mio grande dispiacere, perché non esiste cosa più bella di vedere i propri figli rimanere letteralmente a bocca aperta e con gli occhi sgranati davanti a qualcosa che a noi, magari, può sembrare banale o stupido!

La capacità di stupirsi e l’ingenuità di un bambino sono le cose più belle del mondo…parola di papà!

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Autore: Robert Grechi

Nato nel 1977 ho vissuto in prima persona la nascita dei videogames fin dal lontano 1982, anno in cui entro in possesso di uno splendido Colecovision e con il quale comincio la mia “carriera” videoludica! Da allora è stato un susseguirsi di Home Computer e Console che hanno ampliato ulteriormente l’interesse per i videogiochi al punto da aprire, nel mese di Luglio 2009, il blog Retrogaming Planet interamente dedicato al mondo videoludico anni ’80 – ‘ 90!

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2 Commenti

  1. Robert, dimentichi una differenza fondamentale: non per essere sessista, ma quante ragazzine hai incontrato in sala giochi ai tuoi tempi? E quante ne hai viste giocare a flipper o agli arcade? L’impatto di quelle luci e quei suoni è diverso sui soggetti umani maschili e quelli femminili, come sappiamo… e i pochi semplari di sesso femminile che frequentano quegli ambienti e li apprezzano attivamente sono tanto pochi che rapprentano la proverbiale ‘eccezione che conferma la regola’, dopotutto! 🙂

    BDB

  2. Ciao BDB,

    in effetti, se ci penso, di ragazzine ai miei tempi se ne vedevamo ben poche in sala…vuoi per il tipo di ambiente (all’epoca, almeno “esternamente” un luogo mica tanto raccomandabile) vuoi per il poco interesse del gentil sesso per i videogames! Anche se ora le cose, per fortuna, sono cambiate…
    Quindi, come affermi tu, è probabile che l’effetto “sala giochi” abbia fatto un effetto diverso a mia figlia rispetto a quello che, fra qualche anno, farà a mio figlio piccolo, forse più adatto a quel tipo di ambiente 🙂

    Sempre se, fra qualche anno, avremo ancora qualche sala giochi da poter visitare…

    A presto!

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